Prudenza col Parlamento Europeo, ci sono molti poteri diabolici!

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Sono grato alla provvidenziale lettrice Santina Romei per avermi inviato questa perla tratta da Twitter, in cui un utente mette in guardia i lettori, e, segnatamente, quelli di SkyTG24, dal Parlamento Europeo, luogo di perdizione, bolgia dantesca, girone di dannati, dove circolerebbero malvagità, ignoranza (beh, quella c’è un po’ dappertutto, soprattutto nel parlamento italiano, non vedo che tipo di problema dovrebbe porsi) ma soprattutto poteri diabolici. Satanasso e Belzebul sono due mezze calzette rispetto al potere diabolico disponibile nel consesso di Bruxelles e di Strasburgo, in cui, come è noto, non si può entrare senza che sia presente con noi un esorcista di provata bravura. Perché, diciamocelo francamente, come si farebbe a vivere senza un po’ di medioevo spicciolo? Senza quella paura che ci domina, senza il senso di una cappa di controllo superiore, di un potere malvagio che distrugge tutto, soprattutto le nostre certezze di esseri umani fragili e poco inclini ai compromessi. Ho omesso pietosamente (ma poi perché?? La gente non si potrebbe assumere la responsabilità di quello che scrive??) il nome e l’indirizzo Twitter del malcapitato autore di questo testo fulgido e spruzzante tolleranza da tutti i pori, ma la pericolosità dei poteri diabolici, evidentemente, sovrastano tutto. Anche i luoghi di democrazia.

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Enzo Rivellini (PDL) parla in napoletano davanti al Parlamento Europeo

Andiamo in Europa a fare delle figure da peracottari e pretendiamo anche di essere presi sul serio.

Il 16 settembre scorso, Enzo Rivellini del PDL ha deciso, forse in sintonia con i suoi compagnucci della parrocchietta della Lega Nord, di usare il dialetto (napoletano, in questo caso), nell’aula di Strasburgo.

Con il risultato che l’intervento, anche se preannunciato, ha creato una difficoltà incredibile per i traduttori e per i colleghi del suo stesso gruppo parlamentare, che non hanno capito un’acca, e questo, orgoglioso del dialetto non come forma di cultura, ma come pretesto di violenza dialogica sugli altri (che avevano l’unico torto di non essere napoletani o di non capire il napoletano) che andava tranquillamente avanti a parlare da solo.

E’ così, purtroppo. Noi balliamo da soli, la gente ci guarda come se fossimo dei marziani, siamo felici e orgogliosi di quello che facciamo, ci sembra perfettamente normale parlare a suon di funiculì funiculà, pizza con la pommarola ‘n coppa, torna a Surriento famme campa’.

Una delegazione di ragazzi della mia scuola è partita proprio ieri per visitare il Parlamento Europeo. avranno pensato "Questi tanto parlano dialetto…", il che magari è anche vero, però che figura…

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