Non c’è più Speranza! Quelli che hanno firmato “Io sto con Roberto”

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Si chiamano, tra gli altri, Corrado Augias, Stefano Bonaga, Gianrico Carofiglio, Luciana Castellina, Gian Carlo Caselli (il caro, stimato, e “amico” del più autentico fare scuola Gian Carlo Caselli…). Hanno il nome di Don Luigi Ciotti, Maddalena Crippa, Maurizio de Giovanni (sì, proprio quello del commissario Ricciardi e dei bastardi di Pizzofalcone), Sabrina Ferilli, Eugenio Finardi, Pietro Folena, Massimo Ghini, Beppe Giulietti, FRANCESCO GUCCINI (ma ci rendiamo conto? Guccini!! Guccini che potrebbe essere il mio padre spirituale, il mio mentore indiscusso… va be’, sic transit gloria mundi), Monica Guerritore, Gabriele Lavia, Gad Lerner, Neri Marcoré, Michele Mirabella (ingravescentem aetatem), Tomaso Montanari, Moni Ovadia, Gabriele Salvatores, Andrea Scanzi, Antonio Scurati (ho perfino un suo libro autografato, pensate un po’), Marco Travaglio, Dario Vergassola e qui mi fermo.

Assieme a tanti altri hanno tutti firmato un documento in cui dichiarano “Noi stiamo con Roberto”. “Roberto” è il Ministro della Salute Roberto Speranza (lo chiamano per nome, come se inzuppassero la brioche nel cappuccino tutti i giorni insieme, che sarebbe “da giorni nel mirino di un attaco politico e personale ignobile. Insulti, minacce, accuse intollerabili”. Esprimono quindi al Ministro “sosteno umano e politico” e “solidarietà”, dandosi evidentemente la zappa sui piedi all’unisono. Se, da un lato, Speranza, nel suo imbarazzante, e per fortuna mai uscito libro “Perché guariremo”, auspicava una rinnovata “egemonia culturale della sinistra”, dall’altra questa intellighenzia di sinistra un po’ di maniera gli ha infranto il sogno. Non può esistere una egemonia culturale da parte di nessuno, essendo la cultura un bene apartitico, disponibile per chiunque e a cui chiunque ha diritto di accedere. Chiunque voglia mettere alla cultura un sigillo di appartenenza politica dovrebbe dimettersi immediatamente dalle cariche pubbliche che gli sono state affidate. Non perché non abbia capito nulla della politica, ma perché non ha capito nulla della cultura.

Ma ci sono anche i pubblici ministeri della Procura della Repubblica di Bergamo ad indagare in ambienti molto vicino al Ministero della Salute. Il direttore aggiunto dell’OMS Ranieri Guerra è stato indagato con l’accusa di aver reso false dichiarazioni ai pm, sia sul rapporto dell’Oms relativo alla gestione italiana della pandemia che sul piano pandemico.

Ci sono poi le questioni della mancata chiusura dell’Ospedale di Alzano Lombardo e dell’istituzione della zona rossa. Non sono sassolini da poco, neanche per Speranza. Che mi risulta essere stato sentito a suo tempo dagli stessi pubblici ministeri dell’inchiesta, assieme al direttore dell’Iss Silvio Brusaferro, l’ex ministro Beatrice Lorenzin, e all’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

La titolare delle indagini, la Dott.ssa Rota parla di “reticenze” da parte dei vertici dirigenziali del dicastero guidato da Roberto Speranza. Non sono escluse nè confermate eventuali ulteriori iscrizioni sul registro degli indagati.

E di fronte a questi FATTI, c’è ancora chi ci gioca la firma, l’immagine e la faccia per difendere l’indifendibile. Io sono senza parole. O, forse, le ho. Ma è meglio che non le dica.

“Perché guariremo”: citazioni (in)citabili dal libro di Roberto Speranza ritirato dal commercio

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“Si fa largo l’idea che stiamo esagerando, che al costo economico e sociale che le zone rosse stanno già pagando si aggiunga un importante danno di immagine sul piano internazionale”

“Mi turba persino veder passare le automobili per strada”

“Il potere di questo maledetto virus ha i mesi contati”

“Sono nervoso al pensiero di qualsiasi aggregazione di più di due persone, mi turba persino veder passare le automobili per strada”

“Ho deciso di scrivere nelle ore più drammatiche della tempesta, nelle lunghe notti in cui il sonno mi sfuggiva perché ero tormentato dalla preoccupazione”

“Mi colpisce un pensiero, non posso lasciare solo Arcuri”

“Guai se un’emergenza sanitaria diventasse la scusa per una torsione antidemocratica”

“Credo che dopo tanti anni controvento per la sinistra ci sia una nuova possibilità di ricostruire un’egemonia culturale”

“Le persone lo hanno capito, e questa consapevolezza ha dissodato per la sinistra un terreno molto fertile”

“Nazionalismo e liberismo dopo decenni di successo barcollano, vanno in crisi, perdono egemonia nella società”

“Durante la crisi le persone hanno capito che c’è bisogno di qualcuno che protegga e difenda la loro vita, la loro sicurezza personale.”

“Sono convinto che abbiamo un’opportunità unica per radicare una nuova idea della sinistra, basata su un impegno di cui tutti riconoscono la necessità: difendere e rilanciare i beni pubblici fondamentali, a partire dalla tutela della salute, dal valore dell’Istruzione e dalla difesa dell’ambiente”

“C’è bisogno di una tutela sovraordinata dei diritti fondamentali che solo le istituzioni pubbliche possono garantire”

da “Perché guariremo”, di Roberto Speranza, libro ritirato dal commercio.
Con la collaborazione (preziosa) di Vivi Maria Grazia Codemo.

L’avviso di garanzia a Conte

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Non ci sono dubbi che il Primo Ministro Giuseppe Conte abbia ricevuto un avviso di garanzia. E non ci sono dubbi che questa circostanza non gli faccia dormire sonni tranquilli, lo capisco.

Quello che, invece, non capisco, è lo strillonismo incondizionato del web, che porta a titolare, come nel caso di Mondo Today, un blog ospitato da Altervista (neanche uno straccio di WordPress e un minimo di server MySQL? Eppure Aruba esiste!)

Inutile che andiate a googlare questo titolo per leggere il contenuto dell’articolo. Il blog è molto scarsamente indicizzato sui motori di ricerca, io l’ho trovato perché l’ha linkato una utente di Facebook. Ma non è questo il punto. Il punto è questa smania acchiappaclick che coinvolge l’informazione italiana. L’ergastolo? Ma l’ergastolo per cosa? Il quotidiano “La Stampa” parla di “duecento denunce di cittadini e associazioni dei consumatori” (non di “migliaia di italiani”). Assieme a Conte sarebbero indagati anche i ministri Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza.

Le accuse “vanno dall’omicidio colposo fino all’attentato contro la Costituzione” (Avvenire su questo punto è un po’ più dettagliato e parla di “reati di epidemia e delitti colposi contro la salute, omicidio colposo, abuso d’ufficio, attentato contro la Costituzione, attentato contro i diritti politici del cittadino”). In prima fila le denunce presentate dall’Avvocato Carlo Taormina, cal Codacons, e dalla associazione “Noi denunceremo”.

Un avviso di garanzia è un atto dovuto, come sottolinea lo stesso Conte, così come la trasmissione degli atti al Tribunale dei Ministri.

Quello che certo giornalismo, invece, non rivela, sono le dichiarazioni dei Pubblici Ministeri Eugenio Albamonte e Giorgio Orano che hanno definito le querele «infondate e quindi da archiviare».

Conte si difende su Facebook (su Facebook? Ma non ci sono le aule di giustizia??):

«Ci siamo sempre assunti la responsabilità, in primis “politica”, delle decisioni adottate. Abbiamo sempre agito in scienza e coscienza, senza la pretesa di essere infallibili, ma nella consapevolezza di dover sbagliare il meno possibile per preservare al meglio gli interessi della intera comunità nazionale»

Dov’è il problema, dunque? Il problema è che certe realtà del web tendono ad amplificare eccessivamente le notizie (le duecento e passa denunce che diventano addirittura “migliaia”, il rischio della condanna all’ergastolo addirittura) per guadagnare click, dando un’informazione di parte (la loro, evidentemente) ma, soprattutto, incompleta.

E’ il caso di informare così i cittadini?

Quello che resta è la replica del comitato “Noi denunceremo”: “Le nostre denunce non saranno archiviate, si basano su presupposti diversi”. Hanno tutto il diritto di opporsi alla richiesta di archiviazione dei Pubblici Ministeri, ma davanti al GIP, non nelle dichiarazioni pubbliche. Su questa vicenda si è speculato fin troppo.