Chi cazzo è Maria Siruingo?

Questa mattina mi sono svegliato e il blog era invaso da una quindicina di commenti di spamming tutti uguali provenienti dall’account Facebook intestato alla signora Maria Siruingo, probabilmente esperta in prestiti personali a tassi di interesse vantaggiosissimi (sic!). Sono stati molti gli articoli “infettati” da questa attività di spamming, dai più recenti a quelli più vecchi ma comunque molto frequentati.

Ho provveduto a bloccare l’account della Siruingo in modo che non possa più far danno, ma ho conservato uno dei suoi commenti in linea a perenne memoria di quello che può e sa fare la gente quando si tratta di imbrattarti il blog. Insomma, sono cose che fanno girare le scatole. Spero di aver provveduto così a limitare i danni al minimo e che cose di questo genere non si verifichino più. Nel caso chiuderò i commenti da Facebook, tanto per quel poco che commentate -infingardi!- il modulo commenti di WordPress va più che bene.

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Quando ti inondano di spam

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E’ vero, credete mi è accaduto, proprio stamattina una persona che conosco mi ha fermato e mi ha detto “Senti, tu che di queste cose ci capisci…” (sì, buonanotte) “…mi è arrivata una mail in inglese dove mi hanno scoperto la password della posta elettronica. Mi chiedono di pagare per non divulgare i miei dati, che faccio, pago??” Ecco, queste sono le cose che non vorrei mai sentir dire, ma me le hanno dette e io ho risposto semplicemente “No, guai a te se lo fai” Non gli ho chiesto, naturalmente, se aveva avuto occasione di vedere qualche film porno su qualche piattaforma XXX, tanto questo tipo dio spam è solo a scopo intimidatorio. “Cambia la password della posta elettronica il prima possibile e tutto andrà bene”. Ma il guaio è che c’è gente che non solo queste cose se le beve, ci crede proprio. Per completare quello che ho scritto predentemente su questi argomenti, vi riporto il testo di una mail ricevuta da me per farvi vedere qual è il livello infimo a cui scende questa gente. Naturalmente la password l’hanno ciccata di brutto e non c’entra nulla con la vera password della mia casella di posta elettronica. Il mittente del messaggio è il mio stesso indirizzo, e questo può far paura a molte persone (vedere una mail di spam inviata da se stessi non è simpatico, lo riconosco), ma il punto èche una mail è perfettamente falsificabile. Chiunque può inviare un messaggio di posta elettronica con mittente chiunque altro, bastano programmucci come Outlook, Thunderbird, Eudora (per chi se lo ricorda). E’ facile. E, soprattutto, è possibile. Ma voi non cascateci, non pagate, cambiate la password e vivete felici,

Hello!

I’m a hacker who cracked your email and device a few months ago.
You entered a password on one of the sites you visited, and I intercepted it.
This is your password from valeriodistefano@valeriodistefano.com on moment of hack: aleph1

Of course you can will change it, or already changed it.
But it doesn’t matter, my malware updated it every time.

Do not try to contact me or find me, it is impossible, since I sent you an email from your account.

Through your email, I uploaded malicious code to your Operation System.
I saved all of your contacts with friends, colleagues, relatives and a complete history of visits to the Internet resources.
Also I installed a Trojan on your device and long tome spying for you.

You are not my only victim, I usually lock computers and ask for a ransom.
But I was struck by the sites of intimate content that you often visit.

I am in shock of your fantasies! I’ve never seen anything like this!

So, when you had fun on piquant sites (you know what I mean!)
I made screenshot with using my program from your camera of yours device.
After that, I combined them to the content of the currently viewed site.

There will be laughter when I send these photos to your contacts!
BUT I’m sure you don’t want it.

Therefore, I expect payment from you for my silence.
I think $855 is an acceptable price for it!

Pay with Bitcoin.
My BTC wallet: 1JTtwbvmM7ymByxPYCByVYCwasjH49J3Vj

If you do not know how to do this – enter into Google “how to transfer money to a bitcoin wallet”. It is not difficult.
After receiving the specified amount, all your data will be immediately destroyed automatically. My virus will also remove itself from your operating system.

My Trojan have auto alert, after this email is read, I will be know it!

I give you 2 days (48 hours) to make a payment.
If this does not happen – all your contacts will get crazy shots from your dark secret life!
And so that you do not obstruct, your device will be blocked (also after 48 hours)

Do not be silly!
Police or friends won’t help you for sure …

p.s. I can give you advice for the future. Do not enter your passwords on unsafe sites.

I hope for your prudence.
Farewell.

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Lo spamming-ricatto è arrivato anche a me

puppamelo

Poi, alla fine, dài, dài, picchia e mena è arrivata anche a me.

Si tratta della mail dei falsi hacker che dicono di averti beccato a vedere un sito porno, di averti fatto un filmato mentre ti masturbi sfruttando la telecamera incorporata nel tuo PC e di volere, per cancellare le tracce del misfatto, un pagamento in bitcoin entro 48 ore pena sputtanamento totale.

L’ho già detto, non c’è nulla di vero, e questi buontemponi (che hanno messo il mio indirizzo di posta elettronica come mittente e come destinatario del ricatto) non riusciranno a ricavare che pochissimi centesimi da questa operazione di battage pubblicitario a iosa.

Perché so che si tratta di un falso palese?? Semplice, non guardo siti porno (anche se voi non ci credete, è Baluganti Ampelio quello che mi aggiorna periodicamente sulle novità del settore) e soprattutto non ho nessuna videocamera installata sul PC.

Ma una cosa mi ha inquietato: nella mail, per convincerti che sono veramente degli hacker extra forti, questi signori ti dànno una password, che dovrebbe essere (nelle loro intenzioni) quella della casella di posta elettronica. Nel mio caso “puppamelo” (sì, ho password molto sofisticate). Ora, “puppamelo” è stata in passato (e in un passato molto remoto, avevo ancora la casella di posta elettronica con iol.it), per cui in un certo senso ci hanno beccato. Saranno effettivamente bravi ma poco aggiornati. Però un minimo di inquietudine c’è.

Ma tanto quattrini non gliene do.

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Non aprite quella mail!! [Potreste prendere la scossa…]

luego

Non fanno che parlare di questo. La gente viene invasa da tonnellate e-mail intimidatorie inviate da sedicenti hacker che chiedono soldi per non divulgare ai propri contatti i segreti che ognuno di noi inevitabilmente ha navigando sul web (solitamente visitare siti porno). Sono delle grandissime coglionature, sappiatelo. Non c’è bisogno che ve lo dica Paolo Attivissimo o che ve lo segnali la Polizia di Stato (il modello della mail che vi propongo come illustrazione di questo post è tratto proprio da un loro tweet di questa mattina), basta leggere. E’ una mail sgrammaticata, scritta male, con un sacco di parentesi quadre che non hanno nessun senso logico se non confondere il destinatario. Ci sono frasi senza senso (come “Trasferischi 300 sul nostro portafoglio di criptovaluta” -“trasferischi”? Ma come parlano questi, come Fantozzi?? e poi dovrei “trasferiscare” 300 cosa? Euro? Rubli?? Yen giapponesi???), italiano stentato (“Dio mio che gusti, che passioni tu hai” -sembra fiorentino-) oppure assurdità del tipo “Ti abbiamo registrato con la webcam del tuo dispositivo” (il mio dispositivo non ha nessuna webcam, cazzo volete??). Basta questo per cestinare. E invece no. E invece la gente ci crede, ci casca, si inquieta.

O, più semplicemente ha paura. Perché, si veda il caso, c’è sempre chi ha guardato un sito porno e non vuol farlo sapere a moglie, amici, parenti, amanti e figli, per non passarci da guardone depravato e avere così tutta una vita familiare compromessa. Magari è un insegnante che pensa di poter fare quello che vuole nel suo sacrosanto privato (incluso guardare qualche zoccola) e ne ha tutto il diritto, che alla fine va in panico perché la sua onorabilità potrebbe venir meno davanti alla comunità scolastica che lo ospita. Oppure, senza arrivare a questi livelli, uno può avere sul suo computer materiale politico di un certo schieramento che, si veda il caso, è quello avverso del proprio datore di lavoro che potrebbe, se lo venisse a sapere, licenziarlo su due piedi (e non ditemi che non è già successo!), per cui basta molto meno della consultazione di un sito con contenuti pornografici per far scatenare quei meccanismi per cui comunque sia è meglio pagare, non si sa mai, questa è gente di cui non bisogna fidarsi. Il che è anche vero, ma più che altro questa è gente che non bisogna assolutamente prendere sul serio.

Perché se è vero come è vero che solo uno sprovveduto telematico può abboccare a questa roba, poi come si può pretendere che questi sprovveduti sappiano fare una transazione in bitcoin o in qualsiasi altra valuta legalmente riconosciuta? Non si sa. Fatto sta che vanno tutti da Babbo Attivissimo (e questo è un male) o alla Polizia Postale (e in questo caso fanno benissimo), magari vergognandosi e confessando che sì, l’hanno veramente guardato un sito porno, ma loro non sapevano, non credevano, non erano a conoscenza, non avrebbero mai immaginato, figuratevi, io, un onesto padre di famiglia, è stato più per curiosità che per altro, è che poi alla fine internet mi ha preso la mano, non ditelo a mia moglie, per favore, ho sempre lavorato dalla mattina alla sera, e poi un povero diavolo deve pur averne di svaghi, nevvero Marescià’?, io e lei siamo gente di mondo, ma ora io tutti questi soldi non li ho, ho paura, per me, per la mia famiglia, per i miei figli che non si meritano di sapere di avere un padre voyeur, ma poi si figuri, dovrebbero andare a prendere i pedofili con le webcam mica la gente onesta… [svenimento del convenuto]

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Buongiorno caro alleato! Come va?

yulia

Oggi è arrivato lo spamming di Yuliya dall’Ucraina. E’ il primo esempio di spamming-acchiappone basato sul far leva sui sentimenti umani che io abbia mai ricevuto. Mi definisce la sua “anima gemella”, poverina. Mi manda anche una (non) sua foto, dove si vede una fanciulla intenta, novella Nadia Comaneci, in una spaccata in grande stile (Voilà!). Come spesso accade nei casi di spamming che abbiano una qualche parvenza di volontà di contatto con l’interlocutore finale, l’italiano, affidato a un accrocchio di traduzione automatica, è pessimo. E c’è solo da pensare a quante persone, magari sole davvero, risponderanno a questa “chiapparella” (come l’avrebbe definita il mi’ nonno Armando) confermando l’esistenza del proprio indirizzo e-mail che, per due parole d’amor fasulle, andrà ad avvilupparsi nella spirale del bombardamento pubblicitario spinto a oltranza, quello vero.

BUONGIORNO caro alleato ! Come va? Spero che bene! Mi presento! Il mio nome – YULIYA. I – 35 anni, ma per favore non credo che ero molta giovane! I – una donna molto grave con alta moralita. La ringrazio molto, di avere attenzione alla mia lettera; e molto gentile con me! A dire il vero, io – donna molta intelligente e socievole. Ho un sacco di amici, e posso dire di me e che io – persone divertenti, gentile, sincero e di mentalita aperta! Io sono gentile e umile. Sto lavorando come un allenatore in istruttore di fitness in un club sportivo e hanno un sacco di lavoro da fare. Io preferisco mantenere il mio corpo in forma; esso – la mia regola – di essere in buona forma! Mi piacerebbe continuare la nostra corrispondenza! prego email me direttamente sulla mia e-mail XXX@YYY.com Ti aspetto la vostra risposta con impazienza! YULIYA. Buona giornata!

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Le e-mail e gli SMS dalla Costa d’Avorio non vengono dalla Madonna (davvero?)

vergine

Sul sito lamadredellachiesa.it (dice: “O cosa guardi?” Lo so, o allora…) è apparsa, ripresa dall’Agenzia Fides la notizia per cui in Costa d’Avorio si diffonderebbero in forma immaginiamo virale (in senso puramente info-telematico) e tramite e-mail o sms dei messaggi attribuiti alla Vergine.

I Vescovi di Abidjan, durante la quaresima, hanno deciso di dire che no, quei messaggi non sono autentici.

Ma va? Ma davvero?? Guardate, non lo avrei mai detto. Avrei invece scommesso che si trattasse della Madonna in persona ad inviarli, invece che quattro o cinque psicotici che siccome pensano di aver visto la Beata Vergine e averne raccolto il messaggio, si improvvisano latori di contenuti il più possibile portatori di profezie di sciagure e disgrazie (come se la Costa d’Avorio non ne avesse abbastanza) ai danni della povera gente che magari ci crede.

Che poi uno dice: “Ma siamo in Africa, in un paese arretrato, dove la superstizione e l’ignoranza fanno sì che queste comunicazioni dilaghino stile catena di Sant’Antonio!” Beh, forse è vero, ma in Italia ci sono centinaia di persone che diffondono i messaggi di sedicenti veggenti che sostengono di aver parlato con la Madonna a Medjugorie. Magari non usano l’e-mail e gli SMS, magari utilizzano la stampa, che è e rimane il mezzo di comunicazione più pervasivo ed efficace, ma il sistema è quello.

Noi dovremmo solo fare attenzione a tutto questo. E non smettere mai di denunciare, denunciare, denunciare…

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Ho vinto un milione alle quattro di notte

Maledetti loro. Ora ti rompono i coglioni anche alle quattro di notte con gli SMS (che tanto ormai non li usa più nessuno, tutti a uozzappàre) che ti dicono che hai vinto un milione, che gli è andata bene a loro che io la suoneria dei semmèssi la tengo regolarmente spenta, ma ti può venire anche un infarto, così, in piena notte, a sentire squillare il telefono che uno pensa chi può essere a quell’ora (cospettone!). E’ spamming estremo, hard-spam, roba che avrebbe mandato in sollucchero il Marchese De Sade. Uno si sveglia di soprassalto e si vede recapitare un coso che gli dice che deve mandare i suoi dati a una casella di posta elettronica (su Gmail, poi, ma chi è che crede a queste stronzate??) per avere un milione di euro. E poi, magari, qualcuno mezzo rincoglionito dal sonno glieli manda pure: un milione di calci in culo.

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Lo spamming pre- e postelettorale di Pippo Civati

Mi arrivano e-mail di spamming da parte del PD di Pippo Civati. Il 20 maggio con l’invito a votare PD e le spiegazioni (che nessuno ha loro chiesto, peraltro) del perché lo votano loro.

Ma siccome vivo in Abruzzo, terra di elezioni regionali, mi scrive anche un certo Paolo della Ventura, che mi invita a votare Elena Gentile.

La terza mail per dirmi che loro vanno in Europa (e anche a quel paese, per quel che mi riguarda) rappresentati da Renata, Elly, Elena e Daniele.

E allora? Perché me lo dicono?? Perché ebbi la dabbenaggine, una volta, di partecipare a un loro sondaggio. TUTTO LI’. Cioè, uno partecipa ad un sondaggio, fornisce dei dati e loro si sentono in diritto di usarli per spedire della propaganda elettorale. E’ chiaro, sono o non sono i vincitori indiscussi di questa tornata elettorale? E allora la gente pretende anche che gli altri non facciano quello che vogliono LORO con i propri dati? Eh, non si può mica!

Come al solito comincerò la trafila per il ricorso al Garante della Privacy. Nel caso dovesse uscirne qualcosina di interessante, come al solito, ve lo dirò.

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Ce l’abbiamo fatta! Inviati 200 euro a favore delle popolazioni terremotate dell’Emilia

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Bene, allora possiamo dire tranquillamente che ce l’abbiamo fatta.

Finalmente ho ricevuto il bonifico di 200 euro per la pubblicità indesiderata (si tratta di un rimborso spese stabilito dal Garante per la protezione dei dati personali) e di cui vi ho parlato per la prima volta qui:

http://www.valeriodistefano.com/un-ricorso-al-garante-della-privacy-per-le-popolazioni-terremotate-dellemilia.html

e di cui trovate il testo del provvedimento di qua

http://www.valeriodistefano.com/e-mail-pubblicitarie-non-richieste-200-euro-per-i-terremotati-dellemilia.html.

Come promesso ho girato subito il tutto a favore dei terremotati dell’Emilia attraverso l’“Associazione Italiana Fundraiser ASSIF”.

Volevo far presente che un ricorso presso il Garante della Privacy, qualunque sia il suo esito, costa COMUNQUE 150 euro (si tratta di diritti di segreteria), ma fare un bonifico di soli 50 euro, per una causa del genere, mi sembrava un po’ da pidocchi, quindi ho preferito devolvere la cifra intera.

La vicenda e’ iniziata il 6 giugno 2012 e si e’ conclusa 5 mesi e 20 giorni dopo.

Vi riporto lo screenshot del bonifico. Va bene così, no?

PS: I 200 euro li scalo dalla dichiarazione dei redditi e ci mancherebbe anche altro.

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franca.love che s’innamora di un indirizzo e-mail

Interested in you

My name is franca, i saw your email today and became interested in you, i will also like to know you better,i want you to send an email to me so that i can send you my picture for you to know whom i am,i believe we can move from here.I am waiting for your mail . Remember the distance or colour does not matter but love matters a lot in life

Ma che bello.
Franca (o franca.love) ha visto la mia e-mail e si è subito interessata a me. Dev’essere gratificante vedere un indirizzo e-mail e innamorarsi virtualmente del suo proprietario. Mi vuole mandare una sua foto (gentile!) e mi ricorda che non importano distanza o colore della pelle, ma che l’amore, quello sì che che conta nella vita.

Peccato che sia solo spamming.

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Justina Williams: la maestrina dalla penna rossa dello spamming

A volte mi piace leggere lo spamming. Nella sua immensa e generale follia può costituire un genere letterario. Soprattutto le false e-mail di abbordaggio che ricevo da queste entità virtuali che si spacciano come 24enni che non hanno altro da fare che scrivere a me perché amano cucinare, leggere e insegnare ai bambini. Insomma, ho la maestrina della penna rossa in linea e neanche lo sapevo. Questo messaggio arriva da un indirizzo in brasile e mette come indirizzo di reply una e-mail Yahoo nel Regno Unito.

Justina Williams dice che mi spiegherà quando le rispondo il motivo del suo contatto. Inutile dire che sono curiosissimo. Magari mi faccio fischiare una casella di posta elettronica apposita per vedere di nascosto l’effetto che fa… Magari poi vi racconto com’è andata.


Greetings from justina.(justinawilliams463@)
How are you today? I feel like communicating with you, my name is justina williams 24 years old single by marital. It is my pleasure with respect to cultivate a healthy friendship with you. I have great interest in making new friend, my hobbies are reading, cooking, teaching little kids,

Today i found your id then i took the opportunity to write to you as i will really want us to be good friends and I will so much appreciate it if we can click together as one great friend.

I will send you my photo at least for you to see who is writing to you, so that I will give you full explanation about myself, and my reasons and purpose of contacting you.

Please feel free to write me back, really hope to hear from you soon,

Yours faithfully
justina williams,

justinawilliams463@

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Un ricorso al Garante della Privacy per le popolazioni terremotate dell’Emilia

 

Allora, da giorni vengo raggiunto da messaggi di posta elettronica non sollecitati da parte di una ditta che vende caffè on line.

Non solo non posseggo nessun tipo di macchina da caffè (espresso, moka, napoletana, con le cialde), ma non sopporto il gusto del caffè in modo assoluto. Mi ripugna, lo trovo sgradevole e riesco a tollerarlo solo nel ponce alla livornese. Per il resto non bevo caffè in assoluto, nemmeno al mattino quando mi sveglio.

Non ordinerei mai una fornitura di caffé che non sia il pacchetto di “Crema e Gusto” che beve mia moglie e che posso trovare tranquillamente al supermercato sotto casa.

Mi sono state mandate e-mail di propaganda a distanza temporale piuttosto ravvicinata (mediamente una mail ogni quattro giorni).

L’ultima è stata questa. Riguarda una offerta che abbina a qualunque ordine effettuato, una pezzatura di Parmigiano Reggiano del peso di 250-350 grammi circa. Il Parmigiano viene dagli stabilimenti distrutti dal terremoto in Emilia. Scrivono anche da dove l’hanno comprato.

La pubblicità recita “Aiutaci ad aiutare”. Potrebbe lasciar pensare al fatto che effettuando una ordinazione di caffè si contribuisca ad aiutare le popolazioni e le attività commerciali colpite dal sisma.

Invece il Parmigiano è già stato GIA’ acquistato.

Quindi, perché, semplicemente, non omaggiare gli acquirenti di questo prodotto, magari allegando un biglietto e spiegando il perché e il percome lo si è acquistato (è un bel gesto, in fondo) e le circostanze per cui lo si regala ai clienti?

Non è che “se compri da me poi aiuti i terremotati dell’Emilia”.

E allora ho deciso di iniziare le pratiche per presentare un ricorso al Garante della Privacy. Se riuscirò ad avere anche solo un rimborso spese riconosciuto, anche solo di 50 euro, lo devolverò alle popolazioni dell’Emilia. Davvero.

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World Business Mail: per non ricevere lo spamming e’ necessario scrivere in India

Ultimamente sto ricevendo un (bel) po’ di spamming  che vale la pena di essere analizzato.

I mittenti "apparenti" sarebbero grandi aziende italiane (l’ultima mail di spam che ho ricevuto sembra provenire da "TeleTu"), ma il tutto è da ricondurre alla Newsletter di WorldBusinessMail (un nome una garanzia!), come è regolarmente scritto in fondo alla proposta pubblicitaria, che recita, per l’appunto "State ricevendo questo messaggio in quanto siete iscritti gratuitamente alla newsletter di WorldBusinessMail".

Ora c’è un piccolo problema: io non mi sono mai iscritto a WorldBusinessMail.

Poco male, c’è il link dedicato all’informativa sulla privacy e penso di avviare tutte le procedure per farmi rimuovere. Anche perché, come è da immaginare, il link della disiscrizione automatica non solo non funziona, ma non fa altro che confermare che il mio indirizzo è realmente esistente, ma del resto quelli di WorldBusinessMail non dovrebbero averne dubbi.

L’informativa sulla privacy sembra dare sicurezza. Si citano le normative in tema di protezione dei dati personali vigenti in Italia, fino a dire che:

"Per qualsiasi problema o questione relativa ai suoi dati personali, la invitiamo a contattare l’incaricato per la conformità dei dati personali WorldBusinessMail al seguente indirizzo:

WorldBusinessMail

Tuticorin, Tamil Nadu 628001 India"


Insomma, per non essere più disturbato uno deve scrivere in India, dove, naturalmente, le leggi italiane non valgono e, quindi, c’è poco da attaccarsi al Garante della Privacy.

Ma c’è di più: "WorldBusinessMail trasmetterà i dati dell’utente a suoi partner commerciali per permettere l’invio delle offerte promozionali potenzialmente interessanti. La mancanza di un rifiuto da parte dell’utente implica automaticamente il suo consenso a tale uso e divulgazione dei suoi dati personali."
Come sempre il fatto che non si dica "no" corrisponde automaticamente a un "sì".
Mi ricorda il primo film dell’ottimo Francesco Nuti ("Madonna che silenzio c’è stasera!") che in una disputa surreale asseriva che chi tace non acconsente, chi tace sta zitto.

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La pubblicita’ radiotelevisiva del Registro Pubblico delle Opposizioni

C’è una pubblicità strana, insinuante, sciropposa e fuorviante.

Non so se l’avete vista, è quella del Ministero dello Sviluppo Economico relativa al Registro delle Opposizioni.

Il Registro delle Opposizioni è una roba da girone dantesco. E’ un coso di proporzioni elefantiache e di una assoluta inutilità che dovrebbe servire a preservare il cittadino dal Telemarketing Selvaggio.
Tutto questo perché il Parlamento ha approvato un provvedimento che permette alle aziende di pescare liberamente i numeri telefonici degli abbonati dagli elenchi per offrire pubblicità.

In breve, per calpestarci i testicoli coi tacchetti a spillo con offerte telefoniche ("Ma come, non mi dica che Lei paga ancora il Canone Telecom…") di ogni genere, non c’è bisogno che chi ci chiama disponga del nostro consenso a farlo (come dovrebbe accadere in ogni Paese che sia vagamente "normale"), no, basta essere inseriti nell’elenco degli abbonati al telefono.

Cioè, il solo fatto di comparire sull’elenco rende legittimo il continuo percussionismo scrotale.

Se uno NON vuole essere disturbato, i casi sono due:
a) o si fa cancellare dall’elenco telefonico (ma occhio che gli elenchi telefonici vecchi sono sempre una fornte inesauribile di dati, e non tutti vanno al macero);
b) o si iscrive, appunto, all’inutile Registro delle Opposizioni.

Inutile perché se io NON voglio un servizio lo chiedo a chi me lo offre, non devo iscrivermi proprio a un bel niente.

Ma la pubblicità telefisiva deve comunque servire per far conoscere il coso delle opposizioni in questione.

Ci sono due che formano (o dovrebbero formare) la classica coppia comica, solo che non fanno ridere nessuno. Dicono "Tu… tu…" per intendere sia il "tu" pronome personale che il segnale di occupato del telefono.
Figuratevi, battute del genere le faceva il Club di Topolino negli anni ’70. Le pubblicavano su "Qui Paperino Quack!" Roba da farsela sotto, uno guardava il telefono e gli chiedeva "Chi è il più bello del Reame?" e poi alzava la cornetta per sentirsi rispondere "Tuuu… Tuuuu…. Tuuuuuu….", insomma, si muore dal ridere (ah, le risa!). Ecco, battutine così.

Ma il messaggio sottile e nemmeno tanto subliminale che passa è lo slogan finale: "Uomo registrato, un po’ meno informato".

Cioè: puoi registrarti, sì, perché NOI che siamo buoni te ne diamo la possibilità e così nessuno ti disturba più, però sappi che così facendo sarai un po’ meno informato di prima.

E da quando la pubblicità è informazione?? L’informazione me la dài se mi dici come si fa una determinata cosa, non se mi offri un contratto telefonico per liberarmi di Telecom e poi imbrigliarmi nelle maglie di un’altra compagnia telefonica, magari mentre sto cenando. Non è informazione, è rottura di coglioni!
L’informazione sono io che me la vado a cercare, non me la deve offrire nessuno in casa mia.

E il registro delle opposizioni me lo faccio da solo.
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