Ho vinto un milione alle quattro di notte

Maledetti loro. Ora ti rompono i coglioni anche alle quattro di notte con gli SMS (che tanto ormai non li usa più nessuno, tutti a uozzappàre) che ti dicono che hai vinto un milione, che gli è andata bene a loro che io la suoneria dei semmèssi la tengo regolarmente spenta, ma ti può venire anche un infarto, così, in piena notte, a sentire squillare il telefono che uno pensa chi può essere a quell’ora (cospettone!). E’ spamming estremo, hard-spam, roba che avrebbe mandato in sollucchero il Marchese De Sade. Uno si sveglia di soprassalto e si vede recapitare un coso che gli dice che deve mandare i suoi dati a una casella di posta elettronica (su Gmail, poi, ma chi è che crede a queste stronzate??) per avere un milione di euro. E poi, magari, qualcuno mezzo rincoglionito dal sonno glieli manda pure: un milione di calci in culo.

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Il giorno in cui mi ciularono l’e-mail

Succede che quello che pensavi non ti potesse succedere mai (“Ma tanto a chi vuoi che gliene freghi, io ciò la password case sensitive, guarda lì come funziona, e io di vì, e io di là…”) ti succede.

Mi hanno “bucato” la casella di posta elettronica e si sono messi a spedire tonnellate di spamming a nome mio. Più che “a nome mio” dalla MIA casella di posta elettronica. Come se fossi stato io a mandarle.

Bellino, eh? In fondo è quello che succede, né più né meno quando si perde o ti rubano la carta di credito, quando qualcuno entra in possesso del codice PIN del tuo bancomat, della tua password di Facebook, del PIN del tuo telefonino: se succede qualcosa vengono a cercar te.

Non lo fanno perché sei importante, seeeeeh, almeno ti lasciassero questa soddisfazione. Ce la vedo la gente che ha ricevuto lo spamming dire “Uh, mi ha scritto Valerio Di Stefano!! Andiamo a vedere di che cosa si tratta…” Hanno solo bisogno di un mittente da cui spedire le loro tonnellate di robaccia, tutto lì.

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Tra donazioni che non esistono e spamming che, invece, c’e’

Un paio di comunicazioni di servizio già che ci sono.

a) Mi è arrivata una e-mail da parte di un lettore (pare impossibile, ma ne ho ancora, masochisti, evidentemente…) che, a seguito del recente articolo sulla donazione a favore di Julian Assange e Wikileaks, mi chiede se sono disposto a raccogliere qualche soldino brevi-manu tra i miei lettori,  (sempre i masochisti di cui sopra) inviato tramite PayPal e poi trasmetterlo all’associazione tedesca che si occupa di redistribuire il denaro a Wikileaks.

La risposta è no.

Mi sembra evidente il perché. La prima ragione è che sono una nota carogna e che ho un carattere assolutamente intollerante e polemico. Sono anche molto vigliacco, per cui figuràtevi…

Ma soprattutto perché mi pare che, con quello che ha fatto Assange per il mondo e la libertà e trasparenza di informazione in rete, il minimo che potete fare per lui è affrontare una spesa bancaria adeguata per mandargli due soldi. O, se proprio avete un istituto di credito strozzino, cambiate istituto di credito, che volete che vi dica.

Lo stesso lettore, devoto del Conte von Maasoch, mi chiede se il mio blog e i siti che mantengo per la redistribuzione di cultura libera, accettano donazioni per il servizio svolto.

La risposta (tanto per cambiare) è no.

E’ pur vero che anni fa feci una sperimentazione del genere che andò anche abbastanza bene. Tuttavia non mi sembrava e non mi sembra opportuno tuttora proseguirla. I proventi pubblicitari dagli annunci di Google e Edintorni bastano per le spese, e se non bastano sono ancora in grado di sopperire personalmente alle cifre mancanti e penso che se per far sopravvivere i miei siti dovessi far ricorso al denaro dei lettori, preferirei chiuderli (cosa che, comunque, avverrà inevitabilmente nel momento in cui non dovessi essere più in grado di provvedere a loro o a me stesso).

b) Un paio di miei siti sono stati colpiti da spamming nei commenti. E’ una roba antipatica perché questi pornografi hanno bypassato il Captcha e non è piacevole. Il più colpito è stato www.classicistranieri.org (non capisco cosa abbia a che vedere la musica classica con tette e culi, ma purtuttavia…) e anche il blog ha avuto un paio di link molesti.

Ho disattivato i commenti nel primo, tanto servivano a poco, per il blog li ho bloccati per un paio di giorni, adesso li riattivo e vedremo cosa accadrà, se le cose saranno gestibili toglierò lo spamming manualmente, viceversa mi sa che andremo a prendercelo tutti quanti allegramente in tasca.

Tanto vi dovevo.

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Spamming: Il falso messaggio di CartaSi’ scritto bene



E’ uno dei messaggi di spam più insidiosi e, comunque, ben fatti, che io abbia ricevuto ultimamente.

Presenta come mittente "CartaSì", e un indirizzo apparente che depista (<CartaSi_Informa <at> cartasi.it>)

La cosa che ti frega è che è scritto in un buon italiano, a differenza di tutti i phishing che arrivano dall’estero, c’è solo un indizio che ne rende dubbia la provenienza ("Vuole contestare su una spesa?" Normalmente in italiano si contesta UNA spesa, non si contesta SU UNA SPESA).

Ha degli allegati con estensioni strane (.mht), insomma, io ve lo riporto in forma sicura, voi statene alla larga, nèh? Tanto io CartaSì non ce l’ho…



Gentile Cliente,

la informiamo che e’ disponibile on-line  il suo estratto conto (riferito al codice
del rapporto 05336-1999): potra’ consultarlo, stamparlo e salvarlo sul suo PC per
creare un suo archivio personalizzato.

Le ricordiamo che ogni estratto conto rimane in linea fino al terzo mese successivo
all’emissione.

Grazie ancora per aver scelto i servizi on-line di CartaSi.
I migliori saluti.

Servizio Clienti CartaSi

VUOLE CONTESTARE SU UNA SPESA?
Easy Claim è il servizio che fa per lei!

Per favore, non rispondere a questa mail: per eventuali comunicazioni accedi alla tua
area riservata del Sito Internet di CartaSi e scrivici attraverso "Lo sportello
del Cliente":
è il modo più semplice per ottenere una rapida risposta dai nostri operatori. Grazie
per la collaborazione.

Scanned by the NetBox from NetBox Blue
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Lo spamming si fa sempre piu’ italiano

Ricevo sempre più spamming proveniente dall’Italia, da qualche giorno a questa parte.

E’ un fenomeno preoccupante perché alle mail spazzatura che pubblicizzano Viagra, Cialis, versioni craccate di Windows, richieste di denaro da parte di cittadini kenioti che stanno per morire dopo una vita passata al limite della povertà e della delinquenza e che ora, folgorati sulla via di Damasco, hanno deciso di lasciare tutti i propri averi proprio a me (ma pensa tu che culo!!), si aggiungono newsletter, specchietti per le allodole che vogliono vendermi CD didattici sul Big Bang, ma peccato che io insegni lingue, non fisica o scienze naturali, mail per appiopparmi una collezione di vini col tappo di plastica a prezzi assolutamente concorrenziali.

Figuratevi che qualcuno mi ha mandato pubblicità perfino sul mio indirizzo di posta elettronica del Ministero dell’Istruzione che non ha nessuno (anche se non ci vuole molto a ricostruirla) e sul quale ricevo solo lo statino dello stipendio. Ora, la domanda sorge spontanea: chi glielo ha dato? Dove l’hanno preso??

Ho iniziato tutte le procedure per il ricorso davanti al Garante della Privacy. Vi faccio sapere.
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