L’8,5% di Wikipedia è di Sverker Johannson, svedese

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(screenshot dall'"Economic Post")

Su Wikipedia lo sa il signor Sverker Johannson, svedese, dove dorme il polpo.

In sette anni ha scritto oltre 2 milioni e 700 mila articoli su animali e località filippini (ma non solo, evidentemente, se no chissà quante bestie e quanti càspita di paesini ci sono in queste Filippine!).
La media sulla totalità delle voci di Wikipedia in tutte le lingue, a spannòmetro, è dell’8,5%. Il che significa che l’8,5% dell’enciclopedia più balorda del mondo è in mano a un solo individuo.

Il quale agisce usando un suo software chiamato Lsjbot che vomita fino a 10.000 articoli al giorno, basandosi (dicono) su “fonti attendibili” (non ci è dato di conoscere quali siano, ovviamente).

La pretesa di affidare a robot “affidabili” la materia di studio e di scienza è vecchia come il cucco, basti guardare quanti si affidano ai traduttori “automatici” che non traducono un bel tubo di nulla e che partoriscono soluzioni inaccettabili da chiunque abbia un minimo di ponderazione linguistica per agire.

Ma l’esigenza che qualcuno ha di affidarsi ad un software che produca autonomamente quello che ci si aspetta sia prodotto con la ragione umana dimostra dei dati incontrovertibili:

a) la gente non ha voglia di occuparsi di Wikipedia;
b) i “numeri” sulle pagine on line di Wikipedia vengono evidentemente “gonfiati”;
c) a Wikipedia importano sempre di meno l’affidabilità e la revisione dei contenuti, il suo unico scopo è quello di fare numero.

Che, voglio dire, non ci sarebbe neanche nulla di male a fare una collezione di voci scarne e basilari sui coleotteri delle Filippine, basterebbe solo dirlo e non chiamarla “enciclopedia”.

Un PC in regalo al “Mamiani” di Roma. E poi?

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PREMESSA: Vediamo se riesco a scrivere un post perbenino e a non lasciarmi trascinare dalla mia proverbiale incontinenza verbale.

I FATTI: La Dirigente Scolastica del Liceo Classico Statale “Terenzio Mamiani” di Roma, con una comunicazione datata “settembre 2013”, ma reperibile sul sito dell’Istituto già dai giorni precedenti, ha invitato i genitori degli alunni a donare alla scuola computer, video, scanner, stampanti e altre attrezzature informatiche, purché in buono stato, a seguito dell’adeguamento alle “nuove tecnologie”.

LE OPINIONI (necessariamente più lunghe): L’iniziativa del Mamiani è assolutamente legittima. Non esiste alcuna legge che proibisca di chiedere qualcosa a qualcuno in dono. Se quello ce lo dà, bene, altrimenti amici come prima. Su questo non si discute.
Ciò su cui sì, intendo discutere, è la tendenza, ormai molto diffusa nella scuola italiana, di sanare le deficienze in denaro, che impediscono l’acquisto di beni di prima utilità e/o necessità, facendo ricorso alle donazioni delle famiglie.
Il problema si cominciò a porre con la carta igienica, per cui le famiglie, che erano abituate a far portare agli alunni il classico rotolo “di scorta” (non si è mai capito “di scorta” a che cosa), cominciarono a fare collette per l’acquisto di forniture più adeguate. Poi fu la volta della carta per le fotocopie, dei toner per le fotocopiatrici e le stampanti.
Cose di poco valore, dicevo.
Resta il fatto che la famiglia va a sopperire a delle necessità di una istruzione per la quale ha già pagato le tasse. In breve, paga due volte. La prima con una dazione “imposta”, la seconda con una donazione liberale, che se non è imposta, almeno è caldamente indispensabile.
E’ la strada più breve per ovviare a un problema. Ma non è certamente quella più efficace per sensibilizzare l’opinione pubblica.
La scuola italiana versa in condizioni assolutamente disperate. Se non ci sono i soldi per i computer i soldi non ci sono. Punto. Basta. Se ne fa a meno. Già, ma bisogna, ad esempio, adeguare le aule e l’istituto all’avvento dell’obbligatorietà dell’uso del registro elettronico. Molto bene, ma se i soldi non ci sono, i casi sono due, o sono stati spesi precedentemente in una gestione poco oculata o lo stato non li ha forniti. Quella dell’aiuto delle famiglie è una stampella che prima o poi rischia di spezzarsi perché il sistema pubblico non può basarsi sulla liberalità di qualcuno (che può venir meno in qualunque momento), ma sul contributo di tutti.
E’ indubbiamente più difficile star dietro a chi deve darti i soldi perché te li dia. Devi scrivere, telefonare, protocollare, attendere, sollecitare, chiedere, dare spiegazioni, fare conti, giustificare, consultare bilanci.
E’ ovvio che, poi, ci sono dei problemi non indifferenti da sormontare, come quello del trasferimento delle licenze del software, dei driver e dei sistemi operativi, dell’uso di piattaforme diverse (Windows, Mac, Linux…) che nella scuola NON dovrebbe costituire un broblema, ma provate a dare a un docente un PC su cui è installato Ubuntu al posto del solito Desktop rassicurante di Windows, la prima cosa che vi dirà è “Dov’è Word??”. E la scuola non può riformattare quel PC e installarci Windows + Office, a meno di dismettere un PC su cui era installato precedentemente o di comprarsi un’altra licenza. E allora dov’è la convenienza di avere un PC in regalo?

Accenti, punti e virgole sono importanti!

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Male, male, scriviamo male, e se scriviamo male parliamo male, e se parliamo male pensiamo male, aveva ragione Nanni Moretti. Con questi cacchi di telefonini che implementano vocabolari e software da delirio ci stiamo avviandoverso l’autodistruzione. La gente comincia a scrivere “è” per “e”, il verbo per la congiunzione, soprattuttoin maiuscolo, soprattutto a inizio frase. “E’ il naufragar m’è dolce in questo mare”, perfetto, un T9 e anche Leopardi è sistemato. Cazzo, la e chiusa e la e aperta non sono suoni, sono fonemi dell’italiano, vuol dire che in una sequenza uguale se usi l’uno o l’altro il significato di una parola cambia. Come tra pésca e pèsca, massì vallo a spiegare al Cretinetti che si è comprato l’ultima chiapparella elettronica e che è convinto che tanto pensa a tutto lui, anche a trascrivere automaticamente i pensieri, ammesso di averne. Virgole, cazzo, le virgole sono sparite. Tutti scrivono come il Telegrafo Morse, frasi secche, lapidare, senza respiro, senza cuore. “Ci vediamo. Alle sei. In piazza. Ti amo. Amore mio.” Una che riceve un SMS così si deve sentire odiata, non amata (ma chi li manda più gli SMS oggi, ora si usa WhatsApp -che, voglio dire, fa anche risparmiare una bella paccata di soldi ma i problemi stilistici rimangono, si rispetti il portafoglio, ma si rispettino anche le forme, vivaddio). Tutto perché sulle tastiere mettono il punto a portata di polpastrello (lì, in basso, sulla destra) mentre la virgola è in un sottomenù e per raggiungerla bisogna fare un giro panoramico dell’applicazione. Il telefonino è un po’ come Dio, i suoi pensieri non sono i nostri pensieri, ma guarda caso li accettiamo lo stesso. Visto che facciamo così fatica, almeno che qualcuno pensi per noi.

DreamLinux – RIPLinux e il software Linux di Giugno

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Sono disponibili le iso scaricabili delle distribuzioni DreamLinux 3.1 e RIPLinux 4.4.

Ugualmente è possibile scaricare anche il software Linux del mese di giugno 2008.

 
Abiword_2.6.2  
Ardour_2.4  
Ati_8.4  
AudioKonverter_5.7  
Avidemux_2.4.1  
Azureus_3.0.5.0  
Compiz_0.7.4  
Devede_3.7  
Dvd95_1.3p2  
DVD-Create_0.1.1  
DVDStyler_1.6.1  
Envy_0.9.10  
Epiphany_2.22.1.1  
Evince_2.22.1  
Evolution_2.22.1  
Firefox_2.0.0.14  
FirewallBuilder_2.1.18  
Floola_2.9.1  
Freeciv_2.1.3  
Gambas2_2.5.0  
GimpShop_2.2.11  
GNUmed_0.2.8.6  
Gnupg_2.0.9  
GParted_0.3.6  
Jailkit_2.5  
Kino_1.3.0  
Ktorrent_3.0.1  
Linux_2.6.25  
LiVES_0.9.8.10  
MakeHuman_0.9.1rc1  
MLDonkey_2.9.4  
ModSecurity_2.5.2  
Mpg123_1.4.0  
Nautilus_2.22.2  
NeroLinux_3.5.0.1  
Ntfs-3g_1.2412  
OpenSSH_5.0p1  
OpenTTD_0.6.0  
Opera_9.27  
Ortro_1.2.1  
PhpMyAdmin_2.11.5.1  
PhpPgAdmin_4.2  
Pidgin_2.4.1  
QDvdAuthor_1.1.0  
SeaMonkey_1.1.9  
SmokePing_2.3.5  
Snort_2.8.1  
Sqlite_3.5.8  
Squid_3.0  
Stunnel_4.22  
Sweep_0.9.2  
Udev_120  
Vlc_0.8.6f  
WebCDwriter_2.8.2  
Wine_0.9.59  
Winff_0.4  
Wireshark_1.0.0  
WordPress_2.5  
Xine_1.1.12  
Youtube-dl_2008.04.08  

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