La più desiderata dai cellulari e i pasticci di Poste italiane

 

PosteItaliane (che è uno dei sistemi postali a più alta percentuale di privatizzazione del mondo) ha sottoscritto un accordo con Vodafone, per l’acquisto di traffico telefonico mobile.
Dunque è un operatore telefonico virtuale, non certo reale.

E’, per la telefonia mobile, l’equivalente di quello che sono Tele2, Infostrada, Tiscali e quant’altro per la telefonia fissa.

La pubblicità recita “La più desiderata dai cellulari”, rimandando all’idea di un amplesso ideale supertecnologico.

E la gente ci crede, considerato che l’iniziativa è stata accolta con un certo favore. Perché, si sa, noi italiani non ci facciamo mancare nulla.

Le tariffe? Per telefonate verso gli altri gestori (cioè per il 98% circa dei cellulari in circolazione, vista anche la presenza più longeva sul mercato di Vodafone, Tim, 3 e Wind) sono “solo” 16 centesimi al minuto. Che, voglio dire, non è nemmeno poco.
Però, dicono loro, non c’è lo scatto alla risposta.
Vero, ma uno dove la fa la ricarica?
All’ufficio postale, oppure se hai la PostePay o il conto corrente postale puoi ricaricare con quelli.
Se hai uno straccio di carta di credito normale (Visa o Mastercard, mica l’American Express!) ti attacchi. Idem se hai un bancomat (mentre gli altri gestori lo permettono), per non parlare delle tabaccherie e delle schede di ricarica alle edicole.

Nella maggior parte dei paesi europei sono le Poste a gestire la telefonia, in Italia sono costrette a comprare il traffico dai privati.
E a farsi tanto desiderare dagli italiani.

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Poste: due milioni di SIM entro cinque anni

È più che ufficiale: Poste Italiane nel 2007 entrerà nel business della telefonia mobile. Lo ha confermato ieri l’amministratore delegato Massimo Sarmi, che ha illustrato la strategia del gruppo delineando un obiettivo ambizioso: due milioni di utenti entro il 2011.

A conferma delle anticipazioni in circolazione da alcuni giorni, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la costituzione di una società ad hoc, che si offrirà al mercato in qualità di operatore mobile.

Poste Italiane vuole presentarsi come il primo operatore postale al mondo a entrare nel settore delle TLC. "Diventare operatore mobile virtuale – ha dichiarato Sarmi – rappresenta per Poste Italiane un’opportunità per entrare nel mercato mobile con bassi investimenti, utilizzando le infrastrutture di rete di un altro operatore e sfruttando i propri punti di forza, come la capillarità della rete, l’ampia base di clienti, il brand riconosciuto". "Il nostro obiettivo – ha proseguito il manager – è essere sul mercato il prima possibile. Stiamo esaminando con tutti gli operatori quale potrebbe essere la soluzione migliore sia dal punto di vista economico che per il nostro profilo (…) La trattativa è aperta, non entro nel merito perché quello che sembra in vantaggio oggi potrebbe non esserlo domani".

Nessuna certezza, quindi, sulla partnership tecnica che secondo molti rumors dovrebbe sposare Poste Italiane con Vodafone, operatore che – peraltro – si è dichiarato ufficialmente disponibile ad un accordo di collaborazione commerciale con aziende desiderose di accedere al mercato della telefonia mobile. Benché non sia ancora possibile avere un nome certo per il partner, Poste Italiane punta comunque a lanciare la propria offerta TLC entro l’anno in corso anche se, ha dichiarato Sarmi, "non posso esprimermi sui passi di natura regolatoria che potrebbero condizionare la tempistica".

Nella conferenza stampa in cui è stato presentato il bilancio del gruppo, Sarmi ha comunque delineato l’obiettivo temporale del nuovo business: "arrivare al quinto anno dal lancio del servizio con il traguardo di due milioni di carte vendute".

Poste italiane intende lanciare un’offerta con un target articolato, basata su piani tariffari per le famiglie, i giovani e gli stranieri. Non mancherà l’offerta destinata al mondo business. Si tratterà di un servizio TLC convergente, che ad esempio permetterà – in virtù delle attività svolte dal gruppo – di inviare telegrammi, pagare bollettini e vaglia postali, spedire cartoline via MMS (che verranno ricevute in formato cartaceo), ma anche lettere e raccomandate.

Il tutto sarà possibile, nelle intenzioni di Poste Italiane, sfruttando le potenzialità date dall’infrastruttura tecnologica e logistica già esistente, un network di 14 mila uffici e 40 mila sportelli. Con i servizi offerti attualmente, il gruppo può contare su un bacino di utenza di 20 milioni di clienti (titolari di carte e libretti, e correntisti), cui proporre il nuovo business.

Deve ancora essere deciso il nome del brand con cui il gruppo conta di entrare nel settore. Al momento l’AD di Poste Italiane fa solamente sapere di avere "una mia idea". Dopo BancoPosta, TelePosta?

da: www.punto-informatico.it

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Attivano SIM abusive: denunciati – D.B. –

Una nuova truffa "telefonica" è stata scoperta dalla Polizia Postale delle Comunicazioni del capoluogo calabrese. Sette persone sono state denunciate per l’attivazione illecita di oltre 400 SIM, ai danni di molti consumatori inconsapevoli.

Alcuni di essi, riporta UltimoMiglio News (notiziario di ADUC), risultavano intestatari addirittura di 30 schede. Per l’attivazione, i truffatori utilizzavano copie di documenti già censiti durante le attivazioni legittime di utenze di telefonia mobile, ma questa prassi non era seguita nella totalità dei casi: molte attivazioni venivano aperte senza la minima giustificazione documentale.

"Le indagini – spiega ADUC – hanno preso il via dalle denunce di alcuni reggini, i quali sono venuti a conoscenza di essere intestatari di decine di schede telefoniche, mai attivate. Dalle indagini è emerso anche che molte schede erano intestate anche a soggetti inesistenti e che i gestori denunciati hanno agito per pura finalità commerciale, quella, cioè, di ricevere maggiori sconti dai gestori nazionali di telefonia mobile. Tra le condotte addebitate agli indagati vi sono anche quelle sanzionate dalla legge Pisanu che, modificando la precedente normativa, obbliga i gestori di telefonia mobile ad estrarre copia dei documenti di identità e ad assicurare il corretto trattamento dei dati". Continua la lettura di “Attivano SIM abusive: denunciati – D.B. –”

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SIM scadute: ottenuto un rimborso

Una delle conseguenze più vistose del pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni nella parte che tocca le TLC è la disposizione secondo cui il traffico telefonico acquistato dagli utenti non è soggetto a scadenza. Una novità che ha iniziato a produrre le prime conseguenze.

Riporta infatti MiaEconomia di come un giudice di pace di Napoli, Riccardo De Miro, sia intervenuto in un caso di SIM scadute, costringendo l’operatore telefonico a rimborsare l’utente che ha fatto ricorso contro la cancellazione del credito telefonico non ancora goduto al momento della cancellazione della SIM.

Come noto, infatti, gli operatori mobili fino ad oggi procedevano in automatico a “chiudere” le SIM prepagate acquistate dai clienti quando questi nel corso di 13 mesi non effettuavano alcuna ricarica del traffico. Una cancellazione che portava con sé non solo il numero di telefono corrispondente alla SIM ma anche il minutaggio telefonico già pagato dall’utente.

Secondo il giudice De Miro questa cancellazione va considerata una clausola vessatoria che non può essere inserita in un normale contratto telefonico. Tutt’alpiù può essere sottoscritta dall’utente con una nota specifica a parte.

Si tratta, niente più niente meno, dell’applicazione della riforma Bersani, laddove prevede appunto che il credito telefonico non sia soggetto a scadenza.

Carlo Claps, legale dell’associazione del consumo Aidacon che ha seguito il caso, ha spiegato che “la diffusione di questa sentenza consentirà agli utenti di poter richiedere gli importi residui sulle schede disattivate, oltre alla richiesta di risarcimento danni per illegittima disattivazione della scheda SIM”.

da: www.punto-informatico.it

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