Benigni diffida Report. Anzi, no, lo querela

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Pare che Roberto Benigni abbia diffidato Report dal trasmettere una certa inchiesta con “notizie false e gravemente diffamatorie” (secondo quanto riferito dall’avvocato dello stesso Benigni). Nonostante la diffida il programma è andato in onda lo stesso, quindi Benigni e la moglie hanno dato mandato al loro legale (Michele Gentiloni Silveri, cugino dell’attuale Primo Ministro) di depositare una querela nei confronti di Giorgio Mottola e di Sigfrido Ranucci.

Questi i fatti. Quali siano questi contenuti così sommamente diffamatòri non lo sappiamo né, devo dire, ci interessa particolarmente.

Quello che (invece) sì, ci interessa, è la dinamica dell’azione legale così come si è sviluppata.

Premetto che considero l’istituto della diffamazione, così per come è strutturato e concepito oggi, uno strumento di esercizio di potere nelle mani del più forte nei confronti del più debole. Poi, che sia Benigni che Report deboli non lo siano affatto, è un’altra verità che va tenuta in debita considerazione. Ma anche tra loro c’è un certo grado di soccombenza reciproca, laddove Report è trasmissione giornalistica (non di regime) realizzata con contenuti autonomi e svincolati dalle direttive della RAI, e Benigni, invece, è l’artista che, anche se suppostamente danneggiato, esercita un’azione di forza sul tema della libertà di espressione, di cronaca e di critica.
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La Gabanelli, Report e la difesa preventiva di Sigfrido Ranucci

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Ieri sera è andata in onda la prima puntata di “Report” della nuova serie.

La Gabanelli mostrava gambe tornite e bicipiti potentemente palestrati. Insomma, era in forma.

Tema della puntata erano gli interessi che gràvitano intorno alla tazzulella ‘e café che gli italiani bevono al bar e che accomuna tutti, da Bressanone a Pantelleria. Argomento più che decente. Io non bevo caffè in assoluto, ma l’inchiesta era vivace e ben calibrata per il ritorno alla ribalta della trasmissione più ingiustamente sopravvalutata della TV.

Il proemio, tuttavia, parlava della querela per diffamazione che il sindaco di Verona, Tosi, ha presentato alla Procura della Repubblica contro il giornalista Sigfrido Ranucci.

Il motivo del contendere non mi è chiaro. Ho provato a capirci qualcosa ma non ci sono riuscito. Ma in fondo il merito non conta, quello che conta è, al contrario, il fatto che la Gabanelli abbia costruito nella trasmissione una vera e propria difesa dell’operato del proprio giornalista.

Scrivono: “Report tratterà anche il caso del sindaco di Verona Flavio Tosi, che ha preventivamente querelato l’autore del servizio, Sigfrido Ranucci, accusandolo di voler costruire prove false contro l’amministrazione veronese. Il sindaco Tosi aveva fatto registrare Ranucci mentre stava svolgendo il suo lavoro d’indagine in merito all’esistenza di un video compromettente per il leader della Lega Veneta. Ma come sono andate effettivamente le cose?
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