Sallusti insulta Selvaggia Lucarelli. Sarà querelato e deferito all’ordine del giornalisti

“Non so se Selvaggia Lucarelli  – moralista della lobby del Fatto Quotidiano, quella delle due morali, cioè una per loro e un’altra per loro – parli in quanto esperta di zoccolaggine o di giornalismo, professione a cui è approdata soltanto lo scorso anno”.

Alessandro Sallusti

“Sallusti ritiene che io odi le donne. E in effetti, la commovente genuinità del suo improvviso slancio femminista è testimoniata dalla foto di ieri in prima pagina de Il Giornale, e cioè una gigantografia della ragazza di 19 anni che ha fatto il dito medio a Salvini. Tutto questo per “difendere l’amica Barbara D’Urso, quindi questioni di primo livello. Lo querelerò e verrà aperto un procedimento disciplinare dall’odg”.

Selvaggia Lucarelli

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Diffamazione: Selvaggia Lucarelli assolta in appello a seguito della querela di Barbara D’Urso

La notizia è del luglio scorso ma io ne prendo conoscenza casualmente solo in queste ore. Chiedo scusa ai lettori e all’interessata (che mi ha escluso dai suoi contatti su Twitter ma io a queste cosarelle non ci bado)

Selvaggia Lucarelli è stata assolta in appello perché il fatto non costituisce reato dall’accusa di diffamazione nei confronti di Barbara D’Urso per aver pubblicato il tweet:

«L’applauso del pubblico delle Invasioni alla d’Urso ricordava più o meno quello alla bara di Priebke»

Wikipedia chiarisce che quella che stabilisce l’assoluzione della Lucarelli è una sentenza “definitiva” (sic!)

Selvaggia Lucarelli ha indubbiamente avuto il privilegio di essere difesa da un’avvocatessa straordinaria e di provata competenza in fatto di diffamazione come Caterina Malavenda. Rallegramenti.

In primo grado Selvaggia Lucarelli era stata condannata a 700 euro di multa, oltre alla rifusione del danno. La Lucarelli è stata condannata in primo grado dopo che nel 2010 aveva dichiarato che la vincitrice di Miss Lazio 2010 Alessia Mancini fosse transessuale. La pena, allora, fu di 500 euro di multa e di 5000 euro di risarcimento alla vittima.

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Il dito medio alzato contro Salvini che dorme in aereo

La ragazza in aereo siede sul posto immediatamente accanto a quello di Salvini. A un certo punto Salvini si addormenta e lei decide di farsi un selfie con il dito medio alzato e di postarlo su Instagram. Come si dice in gergo, l’immagine diventa immediatamente “virale” e fa il giro di tutti i social network, con sequele di utenti inferociti che stigmatizzano il gesto, se la prendono con la ragazza e perfino coi suoi genitori, rei di non averle dato una educazione adeguata. Salvini ha ripreso la foto, senza minimamente curarsi di pixelare il volto della ragazza e l’ha rilanciata commentando:

«Che bello viaggiare in compagnia di personcine educate! E poi magari vanno in piazza per combattere odio, violenza e maleducazione»

Apriti cielo e spalancati terra. Dopo pochi minuti centinaia di insulti si sono riversati sulla povera ragazza (“povera” in quanto ignara delle conseguenze che avrebbe potuto scatenare il suo gesto) che ha immediatamente disattivato i suoi profili social, mentre nel frattempo svariati account fake riprendevano il suo nome e la foto per guadagnarsi condivisioni e ampliare ancora di più la platea di utenti “attenzionati” dall’immagine.

Va detto, a scanso di equivoci, che il dito medio alzato non è che sia un gesto decisamente elegante e rispettoso. Ma bisogna anche chiedersi se rappresenti o no un’offesa tale da giustificare una campagna di violenza e di odio contro la persona che ha scattato e pubblicato per prima il selfie al punto da indurla a rinunciare alla sua identità social, a fronte del proliferare di profili falsi che finiscono per essere più veri del vero. Vale la pena arrivare a questo per un gesto di strafottenza che potremmo definire al limite del goliardico?

E non scampa tra chi veste da parata chi veste una risata, come dice il Poeta. L’avvocato Cathy La Torre ha provato a buttarla in battuta:

“Io gli avrei mandato un bacione ma si vede che il dito medio va di moda”

e, successivamente

 “Condanno assolutamente un gesto del genere. Non è possibile fare ciò, specie in un luogo pubblico. Dormire in quel modo scomposto, dico!”

Non l’avesse mai fatto. E’ arrivata nientemeno che Selvaggia Lucarelli personalmente di persona a rimetterla in riga:

“E’ un illecito civile e un civilista dovrebbe saperlo. Fotografare una persona di nascosto e farle il dito medio diffondendo la foto sui social è qualcosa che non andrebbe pubblicizzato come un gesto figo, se si è promotori della campagna #odiareticosta. Così per dire”.

Insomma, la Lucarelli difende Salvini, che in tema di gesti dell’acciuga non ha mai dato mostra di essere secondo a nessuno. E di per sé alzare il dito medio non è che sia un gesto figo, ma bisogna pur contestualizzare l’azione di una diciannovenne che ha fatto un gesto dissacratorio e forse solo e soltanto quello, e per quel gesto ha pagato un presso altissimo. In breve, nella rete ci sono odiatori e odiatori, ci sono quelli che, durante un comizio,  possono permettersi di designare una bambola gonfiabile come la “sosia della Boldrini” e quelli che se fanno il gesto dell’acciuga si ritrovano contro i cani sciolti mordaci del potente di turno se non addirittura i perbenisti di sinistra che fanno del loro meglio per stigmatizzare e condannare. Sempre criticando, criticando, criticando, ma senza mai prendersi la briga di comprendere che si è trattato, tutt’al più, di uno sberleffo. La famosa pernacchia al passaggio pomposo e suntuoso del Re. Si chiama diritto di critica, diritto di satira, diritto a distruggere la sacralità di un mito, diritto a essere giovani e sbagliare anche pochino.

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Anche David Puente ha deciso di filtrarmi su Twitter

puente

Io non faccio uso smisurato di Twitter. Più che altro lo leggo tanto, quello sì, perché ho una combinazione di contributi e notizie piuttosto interessante e spesso le breaking news sono prima su Twitter che sui giornali (provare per credere, l’ho sperimentato in almeno quattro o cinque occasioni).

Però scrivo poco, anzi, pochissimo, faccio qualche commento (quelli sì), e rilancio gli articoli del blog, perché magari qualcuno viene a leggere quello che scrivo.

Comunque devo dire che anche su Twitter mi sono dato da fare a restare antipatico a un bel po’ di personcine e personaggetti che, evidentemente, non avendo altre preoccupazioni per il capo, hanno pensato bene di bannarmi e/o censurarmi a vari livelli. Che, poi, voglio dire, la censura su Twitter è sempre piuttosto blanda. Generalmente non si riesce mai a “bannare” del tutto una persona, tutto quello che si può fare è impedirgli di “vedere” i contenuti del proprio miniblog e, eventualmente, di commentare. Il primo impedimento abbiamo già visto che è facilmente aggirabile, quindi è possibile continuare a leggere tranquillamente quello che uno scrive.

L’ultima persona in ordine di tempo che ha messo un filtro sul mio account è David Puente (debunker di stato), che, seguendo le orme passate del suo amico, collega e mentore Paolo Attivissimo (debunker di stato svizzero), ha deciso che con me non si può parlare e mi ha messo il filtrino. Posso commentare, ma a lui i miei commenti non arrivano, non li legge, li ignora, ha altro da fare e insomma, vedremo in un post separato com’è andata la vicenda.

Per ora accontentevi di sapere che David Puente si aggiunge al gruppo di chi mi ha bannato composto finora da (che io sappia) lui, Paolo Attivissimo (che, per la verità, mi riulta aver rimosso i suoi filtri), Barbara Collevecchio, Asia Argento e Selvaggia Lucarelli.

Cioè, tutta gente che tra una minaccia di morte, una diffamazione, una diagnosi clinica, un blog sul Fatto Quotidiano abbandonato nel 2013, un’accusa di molestie sessuali su minori, un paio di condanne per diffamazione ha avuto il tempo e la voglia di bloccare ME che esprimo solo delle opinioni senza offendere nessuno. Queste non sono censure, sono medaglie al merito.

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Selvaggia Lucarelli condannata per diffamazione (in primo grado)

lucarelli

E così anche Selvaggia Lucarelli si è impigliata nelle maglie troppo fitte della diffamazione.
Non è la prima volta, a dire il vero. C’era già cascata un anno fa, dopo che nel 2010 aveva dichiarato che la vincitrice di Miss Lazio Alessia Mancini fosse transessuale.
Stavolta c’è di mezzo un tweet contro Barbara D’Urso in cui ha scritto “l’applauso del pubblico delle Invasioni alla d’Urso ricordava più o meno quello alla bara di Priebke”. Non c’è stata transazione. Nessun accordo, nessun bonario “patteggiamento” tra le parti. Si è andati direttamente a giudizio e la Lucarelli ha perso.

 

Su Twitter, a poche ore dalla condanna ha scritto:

appello

Immagino che la Lucarelli abbia fatto valere in sede di dibattimento la sua tesi per cui la sua era solo satira e non offesa diretta. Già. Lo avrà fatto sicuramente, ma si dà il caso che un giudice non le abbia creduto.

Ed è vero che è dovrà pagare la multa a cui è stata condannata (700 euro), nonché le spese legali e il risarcimento alla vittima SOLO quando la sentenza sarà definitiva e passata in giudicato (cioè operativa), perché è indubbiamente vero che qui siamo solo al primo grado della partita e nessuno può essere giudicato colpevole.

Sì, però 1-0 e palla al centro.

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