Abruzzo: scuole in presenza dal 15 marzo

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In Abruzzo le scuole di ogni ordine e grado riprenderanno in presenza il 15 marzo prossimo.

Lo stabilisce l’ordinanza n. 13 firmata in queste ore dal Presidente della Regione Marsilio. Naturalmente questo vale per tutti i comuni della Regione che si trovino ancora in zona arancione. Per quelli dichiarati in zona rossa continua a valere la Didattica Distanza, con le modalità seguite fin qui.

Io vivo e lavoro a Roseto degli Abruzzi. Nonostante la situazione di emergenza del mio comune di residenza, mi considero ancora fortunato: le lezioni in DaD proseguiranno e ci saranno maggiore agio e possibilità di prevenire eventuali contagi. Ma il sollievo finisce qui. Come si fa ad autorizzare il rientro degli alunni e dei docenti, oltre a quello del personale ATA ed amministrativo, quando la campagna delle vaccinazioni per il personale scolastico è appena agli inizi, e soltanto un numero esiguo di lavoratori della scuola hanno ricevuto l’inoculazione della prima dose del vaccino, senza neanche completare il ciclo vaccinale, e gli studenti di 18 anni delle scuole superiori non sono ancora stati toccati?

E’ vero, anzi, verissimo, che l’indice Rt è sceso sotto l’1%, ma in punti percentuali minimali. Ci troviamo, infatti, allo 0,96%. Voglio dire, non è che ci sia poi così tanto da scialare. La sanità è al collasso: 87 pazienti in terapia intensiva e ben 657 ricoverati in reparti medici non intensivi. C’è poco da stare allegri con questi numeri, la situazione è satura.

E le scuole, che lo si voglia ammettere o no, sono tra i primi veicoli di contagio. Riaprirle in presenza appare come una mossa azzardata, inspiegabile e dall’esito estremamente incerto.

Didattica a distanza e riapertura delle scuole

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Mancano quattro giorni al 7 gennaio, la data fissata dal MIUR per il rientro in presenza al 50% nelle scuole superiori e in tutte le altre scuole di ogni ordine e grado.

La situazione è catastrofica. Ieri il rapporto tra tamponi effettuati e casi positivi riscontrati è schizzato al 17,6%, abbiamo solo lo 0,07% della popolazione vaccinata, e l’indice Rt non accenna a calare sotto l’1%. Brutto quadro in cui la riapertura delle scuole si andrebbe a inserire come una vera e propria carneficina.

Nel Lazio rientra già nel novero delle possibilità uno slittamento all’11 gennaio (cioè quando non avremo ancora i dati relativi al Capodanno e alle feste clandestine con assembramenti selvaggi), i sindacati invocano il test per tutto il personale della scuola e per gli studenti, con la richiesta di ALMENO due settimane di rinvio. Troppo poco. Pero algo es algo, dicono gli spagnoli.

Le vaccinazioni vanno avanti lentamente. Troppo lentamente. Di questo passo non ce la faremo mai. Il ministro Azzolina ostenta sicurezza, ma da quello che scrive oggi Lucio Ficara su “Tecnica della Scuola”, in caso di una più che probabile crisi di governo, la poltrona del Ministero dell’Istruzione sarebbe una delle prime a zompare.

Riaprire le scuole il sette gennaio sarebbe esattamente come aprire le porte al virus e moltiplicare in modo esponenziale le occasioni di contagio. La Didattica a Distanza ha certamente aiutato a prevenire contatti, rischi, assembramenti. Come dice, e con ragione, la mia amica Professoressa Cecilia Fontanella, instancabile attivista pro-DAD, la Didattica a Distanza costituisce il primo vaccino pre-vaccino. Prima la salute e l’incolumità di tutti. Ma da questo orecchio il MIUR, con la sponda della Presidenza del Consiglio, sembra non sentirci. Eppure la questione è stata sollevata dalla totalità dei sindacati generali e di categoria, nonché da alcune forze della maggioranza di governo.

E’ chiaro che riaprire le scuole il sette gennaio costituirebbe l’esito vincente di un braccio di ferro politico prepotente, non certo la soluzione di un problema visto alla luce dei dati epidemiologici e dell’ascolto doveroso che si deve agli uomini di scienza e a chi ne sa molto, ma molto più di chi ci governa.

Speriamo in bene. Ma prepariamoci al peggio.

“Chiusura di tutte le scuole d’Italia fino al 5 aprile 2020” Ma è un fake.

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Se su WhatsApp avete ricevuto una news con un testo più o meno simile a questo:

Il presidente del consiglio Conte Giuseppe dispone la chiusura di tutte le scuole d’Italia di ogni grado e ordine per la grave e allarmante situazione che incombe sulla nostra nazione. Al fine di tutelare la salute nazionale e degli studenti fino al 5 aprile 2020 le scuole di ogni grado e ordine saranno chiuse. A breve uscirà la disposizione ufficiale sul sito del ministero.

sappiate che è una fake news. Per ora.