Internet, le scuole dovranno risparmiare

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Fa discutere in rete la decisione confermata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni di trasformare integralmente il modo in cui oggi le scuole italiane si collegano ad Internet.

Il Ministro ha infatti dichiarato ad Italia Oggi (solo su abbonamento, ndr.) che dal primo maggio le linee ISDN e ADSL attualmente a disposizione delle segreterie scolastiche attraverso una convenzione con Pathnet (Gruppo Telecom Italia) saranno terminate. Il motivo, stando alla nota del ministero in cui sono descritte le novità, sarebbe dovuto al fatto che l’operatore unico di riferimento non sarebbe più in grado di sostenere le richieste che provengono dalle scuole di tutta Italia.

Nella nota, pubblicata da CISL Scuola, si legge come la gestione centralizzata della intranet SIMPI, che riguarda 11mila istituti scolastici, abbia fatto il suo tempo, e vengono elencate le ragioni:

– l’elevato numero di accessi non facilita una gestione flessibile del contratto, ma di fatto impone l’adozione di un’unica soluzione tecnologica, (banda disponibile, tipologia e configurazione del router), da applicare a tutte le sedi, laddove scuole aventi dimensioni, attività, prerogative diverse andrebbero dotate di collegamenti tagliati sulle specifiche esigenze;

– tutte le linee ADSL accedono alla rete Internet attraverso un unico punto, dove è attivo un sistema di protezione (firewall) centralizzato. Questa soluzione, che era l’unica percorribile visto il numero di accessi e la loro distribuzione sul territorio, comporta una standardizzazione delle politiche di sicurezza che, per una realtà così variegata e mutevole come quella delle scuole, si è dimostrata poco efficace: infatti, sono pervenute all’Amministrazione numerose richieste inerenti l’abilitazione sul firewall di servizi non standard ma di grande interesse per la singola scuola, (ad es. l’home banking, l’assistenza remota da parte del proprio fornitore di pc, la partecipazione a progetti gestiti da enti esterni etc.). Disponendo di un firewall centralizzato, non è stato possibile accogliere queste richieste in quanto l’abilitazione avrebbe impattato su tutte le linee ADSL, esponendo anche le scuole non interessate a possibili rischi di sicurezza;

– essendo l’Amministrazione il riferimento contrattuale nei confronti del fornitore, anche la gestione della logistica dei collegamenti, (richieste di trasloco, reintegro router a seguito di furto etc.), non può essere svolta direttamente dalla scuola, ma esige un inoltro della richiesta da parte dell’Amministrazione: ciò si traduce in un passaggio aggiuntivo esclusivamente formale, che non dà valore aggiunto alla richiesta, ma che può essere invece fonte di ritardi o inefficienze, in considerazione della numerosità degli accessi;

– il contratto RUPA prevede una revisione annuale delle tariffe, che è oggetto di contrattazione tra il fornitore e il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA): tuttavia i ribassi applicati, anche in virtù delle peculiarità del contratto, non sono paragonabili all’evoluzione delle tariffe commerciali per collegamenti di potenza analoga o superiore, considerati ormai più che adeguati alle esigenze delle scuole.

La Stampa ricorda come la fornitura da parte di Pathnet risalga ormai al 2003 e comprenda sia connettività ADSL che, laddove non sia possibile offrirla, connettività ISDN.

Il cuore di questa rivoluzione prevede che a fronte di un contributo governativo di 480 euro all’anno per ogni istituto scolastico, sia questo a provvedere alle proprie esigenze, cercando sul mercato le offerte che meglio si addicano alle proprie necessità, e che consentano di rientrare nel budget. Va da sé che la nuova misura consentirà agli operatori locali di poter contare su nuovi, magari non opulenti, clienti istituzionali, ma sono inevitabili le polemiche per chi ritiene insufficiente una dotazione di 40 euro al mese per garantire la connettività in un istituto.

Ma sono critiche che il Ministero respinge, proprio nella nota: infatti, si sostiene che con questa misura i servizi miglioreranno in tutte le scuole, perché verranno adottate connessioni "personalizzate" sulle esigenze dei singoli istituti, che gestiranno autonomamente le utenze e che potranno più rapidamente accedere alle nuove opportunità, come quelle delle tecnologie wireless. Quello che non sarà tagliato su misura, invece, è proprio il "contributo" di 480 euro: uguale per tutti gli istituti.

da: www.punto-informatico.it

 

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Gli imbarazzanti pornospam del Ministro Fioroni

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Questo signore è il ministro della Pubblica Istruzione.

Fin qui nulla di male, è un mestiere ingrato ma qualcuno dovrà pur farlo, e se lo ha fatto la signora Letizia Brichetto Arnaboldi può certamente farlo anche lui.

I ragazzi, si sa, son ragazzi. Picchiano i compagni disabili, violentano le ragazze minorenni e mettono in rete i filmati, realizzati col telefonino, delle loro bravate. Son ragazzi, si diceva, ma sono anche dei pirla. Piccoli coglioni che pensano di immortalare la loro disobbedienza a un mondo di regole che non sono bigotte o da vecchi Matusa, ma che afferiscono alla dignità della persona umana.

E siccome i ragazzi sono degli sprovveduti, che agiscono da sprovveduti, e fanno cose da sprovveduti, il Ministro della Pubblica Istruzione ha pensato bene di contrastarli omeopaticamente (il simile cura il simile) con una bella azione: proporre la tanto agognata regolamentazione della rete.

Così staremo tutti più tranquilli, i ragazzi continueranno a filmare le loro azioni da sprovveduti e la rete sarà piena di inizative sprovvedute.

Peccato per il Ministro, che il suo blog sia stato infestato dagli spammer che lo hanno riempito di link che reindirizzano verso materiale pornografico. Nulla di strano, sono cose che succedono (già, ma perché su www.valeriodistefano.com non succede?), e basterebbe starci un po’ attenti.

Il Ministro non ci è stato attento, ed ecco come appare, imbarazzato, il blog di Fioroni a chi si collegasse attualmente:

Peccato per Fioroni perché Google, che ogni tanto qualche cosa di buono la fa, ha conservato nella sua cache una pagina del vecchio blog.

Ne ho fatto uno screenshot (sì, insomma, una “foto” tratta dallo schermo) a futura memoria, anche perché prima o poi anche la cache di Google viene svuotata. Non preoccupatevi se sentite l’irrefrenabile tentazione di cliccare su uno dei link, non arriverete a niente. Ma certamente saprete che il pornoblog di Fioroni c’era, e che chiunque abbia tentato di farlo passare come “Sito in aggiornamento” ha cercato maldestramente di cancellare le tracce di un vuoto che dimostra solo paura.

Lo screenshot del “Sito in aggiornamento” è tratto dal blog di Antonella Beccaria. Grazie.

Cacciati da tutte le scuole del Regno

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Sai quanto dispiace a questi ragazzi di essere stati sospesi per un anno? Un pensiero in meno. E certamente il pensiero più grande e pressante, adesso, sono le conseguenze di carattere penale. Ma dato che il reato di violenza privata è punito con un massimo di quattri anni di reclusione, considerato che si tratta di ragazzi minorenni, che la sospensione condizionale della pena per chi non ha compiuto ancora 21 anni è ancora di due anni e mezzo, che, come sempre, sono ragazzi.

Non ci si rende conto, non ci si vuole rendere conto che molti degli alunni di oggi si nutrono di violenza, che vedono la scuola come il luogo in cui esternare il peggio di sé. Non ci si rende conto che un minore, solo perché frequenta la scuola superiore (peraltro non obbligatoria all’età di questi picchiatori), possa anche essere una persona fondamentalmente cattiva.

Educazione alla legalità, dicono. Ma sì, educhiamoli pure a credere nell’indulto (è un atto legale, no?) e che 40 canne addosso non sono poi questo gran male…

Sciopero generale della Scuola – 17 ottobre 2006

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La scuola sciopera:

  • contro i tagli alla scuola pubblica e i finanziamenti alla scuola privata previsti nella Finanziaria e per massicci investimenti nell’istruzione pubblica;
  • per l’abrogazione delle leggi Moratti;
  • per il rinnovo del contratto scaduto da dieci mesi, con almeno 300 euro di aumento uguale per tutti/e, docenti ed Ata, e per la corresponsione immediata dell’indennità di vacanza contrattuale;
  • per l’assunzione di tutti/e i precari e la parità normativo-salariale tra lavoratori/trici precari e stabili;
  • contro i tagli alle pensioni, il furto del TFR e la truffa dei fondi-pensione come Espero;
  • per la conversione delle spese militari (missioni belliche in primis), previste nella Finanziaria, in spese sociali;
  • per la restituzione del diritto di assemblea ai Cobas e a tutti i docenti ed Ata

Sono stati bloccati i prezzi dei libri scolastici (ma fino a quando?)

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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 6 aprile 2006, n.211 Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 agosto 1999, n. 320, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 luglio 2000, n. 226, concernente disposizioni di attuazione dell’articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sulla fornitura gratuita e semigratuita di libri di testo.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 dicembre 1998, n. 448 ed, in particolare, l’articolo 27 relativo alla fornitura gratuita, totale o parziale, dei libri di testo a favore degli alunni meno abbienti delle scuole

dell’obbligo e secondarie superiori;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 agosto 1999, n. 320, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 luglio 2000, n. 226, recante disposizioni di attuazione dell’articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448;

Visti il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e successive integrazioni e modifiche, concernente i criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti richiedenti prestazioni sociali agevolate ed il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 maggio 2001, con il quale sono stati approvati i modelli tipo della dichiarazione sostitutiva unica e dell’attestazione, con relative istruzioni;

Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62;

Vista la legge 28 marzo 2003, n. 53;

Preso atto della sentenza 21 dicembre 2001, n. 419, con la quale la Corte Costituzionale annullava, per quanto di ragione, l’articolo 3, comma 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 320 del 1999, con le tabelle ad esso allegate e l’articolo 1, commi 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 226 del 2000, laddove escludevano dal beneficio le Province autonome di Trento e Bolzano;

Ritenuto di recepire, con il presente regolamento, i contenuti della sentenza della Corte Costituzionale n. 419 del 2001;

Visti la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, che ha approvato lo Statuto speciale della Regione Valle d’Aosta e il Titolo III, Capo V del decreto del Presidente della Repubblica 22 febbraio 1982, n. 182, in materia di assistenza scolastica;

Visti la legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, che ha approvato lo Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia e il Titolo IV del decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 1975, n. 902, in materia di assistenza scolastica;

Visti i decreti del Capo del Dipartimento per i servizi nel territorio del Ministero della pubblica istruzione prot. n. 2341 del 30 agosto 2002 e prot. n. 1932 del 16 luglio 2003 e i decreti del

Capo del Dipartimento per l’istruzione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca prot. n. 1242 del 7 giugno 2004 e prot. n. 571 del 22 marzo 2005 con i quali, nelle more della

definizione del presente provvedimento, si disponeva d’urgenza, in esecuzione del giudicato, inserendo nelle ripartizioni relative agli esercizi finanziari 2002, 2003, 2004 e 2005 anche le suindicate Province, previo accantonamento cautelare delle somme eventualmente assegnabili, rispettivamente, alle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta egualmente preterite nei provvedimenti originari, ancorchè non ricorrenti;

Preso atto delle richieste d’inserimento nel piano di riparto, pervenute, nel contempo, anche dalle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta e della permanenza delle medesime basi di calcolo adottate nelle precedenti ripartizioni, confermata dall’ISTAT;

Ritenuta l’opportunità, a fronte delle considerazioni addotte nel giudicato, di estenderne gli effetti alle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta;

Considerata, altresì, la necessità di non assegnare, in un’unica soluzione, importi ultronei rispetto alle obiettive esigenze e tali da sottrarre contestualmente, alle restanti Regioni, somme

eccessive ostacolando, così, l’adeguato soddisfacimento dei bisogni dell’utenza del servizio scolastico, facente capo, peraltro, alla fascia più debole delle rispettive realtà territoriali;

Acquisito il parere espresso dalla Conferenza Stato, Regioni e Province autonome nella seduta del 16 giugno 2005;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 29 agosto 2005;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, espressi rispettivamente nelle sedute del 10 novembre 2005 e 19 ottobre 2005;

Sulla proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’interno;

A d o t t a

il seguente decreto:

Articolo 1.

1. All’articolo 3, comma 1-bis, del decreto del Presidente del Consigliodei Ministri 5 agosto 1999, n. 320[1], come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 luglio 2000, n.226, è aggiunto, alla fine, il seguente periodo: "I relativi provvedimenti sono adottati con decreto del dirigente preposto al competente Ufficio di livello dirigenziale generale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca".

Articolo 2.

1. Le tabelle A[1] ed A[2] allegate al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 agosto 1999, n. 3
20, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 luglio 2000, n. 226, sono sostituite, rispettivamente, dalle unitetabelle A[1]ed A[2] che fanno parte integrante del presente decreto.




Articolo 3.

1. Sono confermate le ripartizioni effettuate con i decreti del Capo del Dipartimento per i servizi nel territorio del Ministero della pubblica istruzione prot. n. 2341 del 30 agosto 2002 e prot. n. 1932 del 16 luglio 2003 e i decreti del Capo del Dipartimento per l’istruzione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca prot. n. 1242 del 7 giugno 2004 e prot. n. 571 del 22 marzo 2005, e relative tabelle, citati in premessa.

2. Alla data d’entrata in vigore del presente decreto – a valere sugli accantonamenti all’uopo disposti dai decreti di cui al comma 1 e con riferimento, rispettivamente, alle tabelle A[1] ed A[2] – alla Regione Friuli-Venezia Giulia sono assegnate le somme complessive di Euro 3.859.336 ed Euro 1.434.224 ed alla Regione Valle d’Aosta quelle di Euro 430.388 ed Euro 126.852.


Articolo 4.

1. Gli importi relativi alle singole annualità 1999, 2000 e 2001 spettanti, rispettivamente, alle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta ed alle Province autonome di Trento e Bolzano, indicati, per ognuna di esse, nelle allegate tabelle A[1] ed A[2], saranno corrisposti, compatibilmente con i finanziamenti annualmente appostati in bilancio per le finalità di riferimento ed in proporzione agli stessi, con corrispondenti assegnazioni aggiuntive nel corso di ciascuna delle ripartizioni inerenti agli anni finanziari 2006, 2007 e 2008, utilizzando le risorse rivenienti dall’abbattimento proporzionale delle quote spettanti, nelle medesime annualità, alle altre Regioni. I relativi importi sono determinati con il decreto dirigenziale di cui all’articolo 1.

Gli spezzoni da 6 ore? Sono dei supplenti (giù le mani voi di ruolo…)

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Com’è noto alle SS.LL., per l’effettuazione delle operazioni di cui all’oggetto deve intendersi operante il termine del 31 luglio fissato dall’art. 4, commi 1 e 2 della legge n. 333/2001. Pertanto, a decorrere dal 1° agosto 2006, l’individuazione e la nomina dei destinatari delle supplenze annuali e di quelle sino al termine delle attività didattiche, attraverso lo scorrimento delle graduatorie permanenti, passerà nellacompetenza dei dirigenti scolastici. Come per il passato, il conferimento delle supplenze da parte dei dirigenti scolastici potrà avvenire avvalendosi dell’apposita funzione attivata dal Sistema informativo di questa Amministrazione o attraverso l’adozione di modalità di rilevazione e assegnazione delle disponibilità di altro tipo (cartaceo, con l’utilizzo di un programma ad hoc, ecc…). Nel primo caso occorrerà procedere ad un’attenta e puntuale ricognizione e comunicazione al Sistema informativo di tutte le disponibilità residue dopo l’espletamento delle operazioni gestite da codesti Uffici, nonché dei dati e degli elementi identificativi degli aspiranti aventi titolo. E’ bene precisare che tali adempimenti dovranno essere effettuati con la massima urgenza, attesi i tempi estremamente ristretti che si frappongono all’inizio del nuovo anno scolastico. Per ulteriori istruzioni e indicazioni si rinvia alla Nota tecnica predisposta dal gestore del Sistema informativo e rilevabile nella Intranet di questo Ministero. La citata Nota tecnica fornisce, in dettaglio, le necessarie informazioni sulle scansioni temporali cui attenersi e sui supporti e i materiali che il Sistema informativo mette a disposizione (elenco dei posti disponibili, calendari delle convocazioni, elenchi degli aspiranti, proposte di assunzione, nomine conferite giornalmente ecc…). Nel secondo caso (ricorso a soluzioni di diverso tipo) per poter disporre di un quadro puntuale e completo delle varie fasi operative poste in essere, dovranno comunque essere comunicate al Sistema informativo tutte le nomine disposte.CONFERIMENTO DELLE SUPPLENZE AL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO

Si confermano, per l’a.s. 2006/2007, in quanto compatibili, le disposizioni impartite con C.M. n. 82, prot. n. 2103 del 19 luglio 2002, con nota n. 2067 del 23/07/2003, con nota n. 476 del 25.8.2004 e con nota n. 1395 del 28 luglio 2005 in materia di conferimento di supplenze al personale docente ed educativo da parte dei dirigenti scolastici. Anche al fine di ulteriori approfondimenti, si richiamano alcune procedure, modalità organizzative e modelli operativi di cui è menzione negli atti succitati: • la individuazione delle “scuole di riferimento” e dei requisiti che le stesse devono possedere; • la scelta di altre soluzioni ritenute praticabili in relazione ai diversi contesti; • la possibilità da parte degli aspiranti di delegare alla scelta, oltre che persona di propria fiducia , il dirigente del C.S.A. competente (delega che dopo il 1° agosto p.v. si intende riferita al o ai dirigenti scolastici che abbiano assunto la gestione delle procedure). Per quanto riguarda la non applicabilità, in mancanza delle condizioni di cui all’art. 3 del D.M. n. 201/2000, delle sanzioni previste dall’art. 8 del D.M. 201/2000, si chiarisce che tale fattispecie è riferita ai soli casi di rinuncia alla proposta di assunzione per supplenze conferite sulla base delle graduatorie permanenti; Analogamente, si precisa che la possibilità per l’ avente titolo di rinunciare ad una supplenza già accettata per assumerne altra successiva, per diverso insegnamento, è riferita esclusivamente ai casi in cui questa ultima sia di durata annuale; ciò qualora il conferimento delle supplenze non avvenga in maniera contestuale, sì da precludere la possibilità all’avente titolo di effettuare la scelta tra nomine diverse. Continua la lettura di “Gli spezzoni da 6 ore? Sono dei supplenti (giù le mani voi di ruolo…)”

E intanto l’Unicobas ce l’ha fatta!

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Riporto da www.unicobas.it

In questi giorni le scuole di Livorno e provincia hanno consegnato ai ricorrenti i cedolini dello stipendio contenenti il pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale (IVC) relativa al biennio 2002-2003 in attuazione della sentenza del Tribunale di Livorno n° 504 del 29/6/05. Questa sentenza si riferisce ai ricorsi promossi dall’Unicobas presentati nel 2003 ed apre ai lavoratori della scuola e di tutto il pubblico impiego una nuova prospettiva: quella di far pagare la mora (l’IVC) ai governi che si rifiutano di rinnovare i contratti per tempo. Infatti la sentenza di Livorno e le altre che si sono succedute (Napoli e Pozzuoli, vedi sito www.unicobaslivorno.it) ribadiscono il principio che l’IVC si aggiunge al pagamento degli arretrati.

Quello di Livorno è stato il primo esempio di ricorso collettivo per l’IVC vinto nel settore del pubblico impiego in Italia, dove i sindacati cosiddetti rappresentativi hanno sempre avallato il mancato pagamento di tale indennità nonostante sia previsto dai vari CCNL (in quello del comparto scuola all’art. 1 comma 5) e dove CGIL e CISL hanno sinora tentato apertamente, ma con scarso successo, di boicottare i ricorsi promossi dall’Unicobas. Ci si è mai chiesti come si comportano CGIL, CISL e compari nel settore privato? Per scoprirlo basta andare sul sito della FLC-CGIL (ex CGIL scuola) nelle news del 20/4/06 dove sta scritto tra l’altro che: " La FISM (Federazione Italiana Scuole Materne Private) con un atto unilaterale ha emanato una circolare con la quale l’IVC viene calcolata solo per l’ anno 2006 e non per il biennio economico 2006/2007 come previsto dal contratto. Le OO.SS.(CGIL,CISL e UIL) protestano e invitano i padroni delle private al rigoroso rispetto del CCNL."

Come mai i privati devono onorare i contratti pagando l’IVC e lo Stato no? Che sia un retaggio del mai celato operaismo statolatra della confederazione di Epifani? O forse è l’effetto Prodi e la paura che il governo amico, appena insediato, inciampi nella maxivertenza che riguarda tutti i 3.200.000 lavoratori del pubblico impiego?

Il successo di Livorno sta facendo muovere i lavoratori della scuola e di tutto il pubblico impiego che non hanno ancora fatto i ricorsi per ottenere il pagamento dell’IVC. Relativamente ai bienni 2002-2003 e 2004-2005 possono ancora farli (la prescrizione avviene dopo 5 anni) rivolgendosi alle segreterie provinciali dell’Unicobas. I ricorsi sono già stati avviati in numerose province ed in altre lo saranno a settembre. A Roma hanno già fatto ricorso in 2000. I ricorsi sono gratuiti per gli iscritti o per chi si iscrive.

. A SETTEMBRE PARTIRA’ IL RICORSO ANCHE PER IL 2006

Poiché il CCNL della scuola è scaduto il 31/12/05 e sono già trascorsi tre mesi, con il mese di aprile 2006 si è riaperta la vertenza per ottenere l’IVC ed un pronto rinnovo contrattuale. Sono già stati predisposti i moduli per il tentativo di conciliazione, anche questo gratis per gli iscritti.

Stefano d’Errico (Segretario nazionale l’AltrascuolA Unicobas)

Beatrice Rutiloni – Studiate su quel testo di Hitler! Polemica in un Liceo di Roma

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I monologhi di Hitler adottati come testo scolastico. È quello che accade in un liceo romano, il Lucrezio Caro, nei pressi del quartiere "bene" della città, i Parioli. La professoressa di storia e filosofia della classe V f, Angela Pellicciari, per approfondire lo studio delle dittature del Novecento, ha indicato ai suoi studenti la via delle "fonti dirette": dai discorsi di Mussolini al Manifesto di Karl Marx. E già c’erano state varie perplessità fra gli alunni. Ma quando per affrontare il nazismo ha chiesto ai ragazzi l’acquisto di un libro scritto di pugno da Hitler, "Le conversazioni segrete" (che raccoglie i monologhi privati del Fürer con i suoi ospiti nel quartier generale di Rastenberg e poi in quello di Vynica, dal ’41 al’44) pubblicato dall’editore nero Franco Freda (imputato per la bomba stragista del ’69 a piazza Fontana, a Milano), s’è levata la reazione sdegnata non solo dei liceali ma anche di un folto gruppo di genitori, che ha denunciato le iniziative della docente al preside Riccardo Orlanducci e al ministero.

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