“Baciavo Schettino Saremmo finiti a letto… ma la nave si è schiantata”

Eh, porca miseria, certo che a volte uno dice la sfiga!

Dio mio, due si erano programmati una seratina mica male, cominciata con qualche bacio e con la prospettiva di andare a farsi una trombatina e invece cosa va a succedere? Che la nave affonda!! Disdetta cosmica…

“Si, baciavo Schettino Saremmo finiti a letto… ma la nave si è schiantata”. Lo ha detto Domnica in una dichiarazione al “Daily Mail”. E ha aggiunto “…penso che saremmo finiti a letto ma non lo saprò mai a causa del naufragio”.

E pensare che una persona resterà con questo dubbio tutta la vita… Guardate che son dolori!

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Schettino e Auschwitz

…però una cosa c’è da dirla: che sia pure nella pluralità delle opinioni e degli orientamenti politici che, pure, fanno parte del normale dibattito e delle dinamiche democratiche di scambio delle opinioni, i quotidiani italiani sono sempre improntati al massimo garbo lessicale, a una critica ferma ma espressa in modi civili, a una dialettica misurata con la stampa straniera, e alla ricerca di titoli di prima pagina assolutamente sereni ed obiettivi.
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C’era un prete sulla Costa Concordia: scoperto da Facebook e additato dalla stampa

Come sempre il sonno della ragione genera mostri e generare mostri sembra essere l’attività principale di certa stampa distratta e annoiata che cerca di far passare per "notizia" (ovvero per evento degno di essere portato a conoscenza di tutti, con dovizia di particolari, possibilmente inutili) quello che "notizia" non è, e che meriterebbe di essere interrata nella sepoltura dell’oblio.

Stavolta è toccato a un prete di Besana Brianza che ha annunciato alla sua comunità di andare in ritiro spirituale.  Era andato in crociera sulla Costa Concordia assieme alla famiglia (sorella, marito di lei e nipote). Nessuno avrebbe saputo niente se la nipote ipertecnologica non avesse rassicurato via Facebook i suoi "amici" che sì, erano tutti salvi, lei, i suoi genitori e lo zio.

Già. E cosa ci faceva lo zio prete sulla Costa Concordia? Un prete in crociera?? E perché??? E i preti devono fare gli esercizi spirituali sulle navi che percorrono il Mediterraneo???? Anàtema, anàtema!!!!

E così nasce la notizia. Così nasce il mostro. Così si crea giornalisticamente la vittima sacrificale, quella che, per un momento, fa dimenticare all’opinione pubblica che sulla Costa Concordia erano imbarcate diverse persone che non risultavano sulla lista di bordo. Qualcuno li definirebbe "clandestini" ma, si sa, son cose che non si possono dire.

Meglio, allora, prendersela con il prete, reo di aver mentito alla sua Comunità. Colpevole di essere andato in crociera con la sua famiglia, magari se fosse andato in giro con la nipotina di Moubarak qualcuno lo avrebbe perfino scusato.

Ma nessuno si è chiesto una cosa molto semplice: che cosa ha spinto questo sacerdote a mentire?

Probabilmente, anzi, senz’altro, avrebbe potuto dire: "Signori, vado in vacanza con la mia famiglia! Ho trovato un’occasione sulla Costa Concordia, spendo poco, e nel pacchetto trovo incluso anche un bello squarcio di una quarantina di metri con naufragio contestuale, tutto compreso nel pacchetto."
Già, ma cosa pensano o cosa potrebbero pensare i fedeli cattolici del loro parroco che va a fare una crociera? Pensano che sia un cattivissimo soggetto, perché, evidentemente, un prete non può e non deve andare in vacanza, e se ci va non si può fare una crociera, perché se no i parrocchiani lo spellano vivo. Perché un prete, nella visione cattolica generale, è una persona dèdita anima e corpo alla comunità e non può permettersi di essere stanco.
Rosari, messe, animazione giovanile, catechesi, preghiera, confessione, comunione, assoluzione, estrema unzione, funerali, matrimoni, gruppi parrocchiali, e ti credo che un bel giorno ti viene voglia di chiudere tutto e andartene.
Ma dire che non ne puoi più, è un sintomo di debolezza! Per cui vieni giudicato.
"Ne hai pieni gli attributi? Affari tuoi, non dovevi fare il prete, il prete è una vocazione e tu sei in servizio 24 ore al giorno, non ti lamentare, se volevi andare sulla Costa Concordia non dovevi prendere i voti, non sei stato obbligato."
Perché c’è gente che ragiona così.
C’è gente che pensa davvero che la sofferenza e il sacrificio siano condizioni obbligatorie per la vita.

E allora, magari, questo sacerdote avrà detto: "Sai che c’è? Dico una piccola bugia, poi magari me la vedo io col Padreterno, torno più riposato e chi se ne frega, sarà mica una roba così grave??"

Cazzo, per i suoi parrocchiani E’ GRAVISSIMO!!! Stanno chiedendo chiarimenti, nientemeno… Loro, a cui nessuno, probabilmente, ha chiesto mai chiarimenti se convivono more uxorio o hanno rapporti sessuali al di fuori del matrimonio. Loro che da questo prete saranno stati assolti per aver abortito, oppure per aver rubato, loro che da questo sacerdote sono stati ascoltati se il figlio ha combinato una marachella, loro che hanno ricevuto conforto spirituale e comprensione quando la realtà tragica di un figlio che si droga tocca le LORO famiglie. Loro che hanno ricevuto il perdono al prezzo di qualche pateraveggloria per aver bestemmiato, per aver picchiato la moglie, per non aver pagato le tasse, per aver dato lavoro a qualche badante ma in nero, che, si sa come va la vita, per aver tradito il coniuge almeno una volta nella vita.

O, magari, per aver detto una bugia a loro volta.
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Le rivolte contro chi?

Sentite, io ve lo devo dire con il cuore, non ci sto capendo un cazzo.

C’è un sacco di gente che dice che la verdura e la frutta cominciano a a scarseggiare nei supermercati, non lo so, sarà anche vero, ma io tutta questa corsa all’accaparramento non la vedo, si disegnano scenari da Apocalipse Now, benzina che finisce, TIR fermi ai caselli e alle frontiere, si parla di Italia che esplode, ma soprattutto si paventano scioperi. Dicono che in Sicilia ci sono i "forconi", ma nessuno ci spiega cosa siano, protestano tutti, tutti, dai pastori sardi ai commercianti dell’Oltrepo Pavese.

Protestano, va bene. Ma per ottenere cosa? E, soprattutto, contro chi??

Pare che tra un’ora circa quelli di "Servizio Pubblico" capitanati da Santoro proveranno a spiegarci qualcosa. Sì, e lo faranno ospitando in studio Enrico Letta (Pd) e  Roberto Castelli (Lega Nord), insomma, allegria e chiarezza espositiva, moderazione di termini e dibattito pacato trasuderanno a fiotti da tutti i pori della trasmissione di Santoro e io andrò a dormire con le idee ancora più confuse.

Io non lo so chi siano tutti questi agricoltori, autotrasportatori, pescatori, imprenditori, benzinai, taxisti coi coglioni girati più della rotazione della terra attorno al proprio asse, ma posso quasi quasi azzardare che una percentuale di loro ha votato per Berlusconi e per il suo governo alle ultime elezioni.

E allora mi chiedo, con l’ingenuità e il candore che mi contraddistinguono, cosa vogliono? Vogliono dirci che con il governo Berlusconi eravamo SOLO sull’orlo del baratro mentre adesso, con il governo Monti ci siamo dentro? Mi sembra una magra consolazione, tenuto conto anche del fatto che Berlusconi sta appoggiando Monti e che oggi Bossi, con espressioni degne del miglior galateo, lo ha tacciato da "mezza cartuccia".

E’ un’Italia incazzata, indubbiamente, la nostra, ma senza sapere contro chi o contro cosa. Contro la casta dei politici che si mantiene i privilegi mentre i cittadini hanno sempre minori possibilità di accedere a beni e servizi? Ma se è così da decenni! Siamo davvero buffi noi italiani, ci càpita di svegliarci la notte e ci accorgiamo che sì, a mezzanotte è buio. Oppure che le navi vanno sottocosta a fare l’inchino e che no, non si dovrebbe fare, che se Schettino avesse dato subito l’allarme si sarebbero potuti salvare tutti, e che se la mi’ nonna Angiolina ciaveva le ruote era un carretto.

Proprio noi, che abbiamo fatto l’inchino all’onorevole di turno dagli albori della storia della Repubblica ci lamentiamo che il nostro paese si incaglia e si rovescia su un fianco!
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Vorremmo tutti essere il Comandante De Falco e siamo tutti il Comandante Schettino

Dobbiamo confessarcelo, in queste ore vorremmo essere tutti il Capitano De Falco.

Vorremmo avere comando, piglio deciso, vorremo sgamare qualche capitano che cerca di dàrsela a gambe, vorremmo poter richiamare qualche nostro sottoposto al proprio dovere, ma soprattutto vorremmo tutti avere un sottoposto, vorremmo tutti pronunciare una frase sanguigna nel momento dell’emergenza, magari condita da qualche espressione come "cazzo!" o "Cristo!" che, vista l’occasione, decisamente non appaiono né fuori luogo né esagerate. E poi gli eroi possono permettersele.

Cosa ha fatto il Capitano De Falco? Semplice, ha rispettato le procedure, ha applicato le regole e ha fatto il suo dovere, conoscendo quelle che erano, in quel momento, le sue funzioni.

E’ questo che giudichiamo come un fatto straordinario: esattamente quello che gli altri chiamano "ordinaria amministrazione" (sia pure nella gestione di un evento straordinario).  Noi lo applaudiamo e lo consideriamo un eroe per aver detto, con la fermezza e il coraggio che lo contraddistinguono "Ma lei con 100 persone a bordo abbandona la nave?". Proprio noi che non paghiamo le tasse e che abbandoniamo la nave Italia con una sessantina di milioni di persone a bordo. Proprio noi che, quando siamo sottoposti, ci giriamo verso il nostro diretto superiore a dirgli "Si può sapere cosa cazzo vuole?", applauditi dai nostri consimili che, possibilmente, condiscono la nostra frase con qualche "Vaffanculo!", noi che quando ammazziamo qualcuno con la macchinma per strada siamo i primi a darcela a gambe, noi che abbiamo piglio deciso solo quando c’è da far valere la nostra prepotenza. O la nostra arroganza.

Vorremmo tutti essere il capitano De Falco. Ma, ahinoi, siamo tutti il capitano Schettino.
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