La foto sul Vernacoliere (gavdio & trypvdio)

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Con qualche ritardo sull’originaria divulgatio, son tronfio e borioso nel mettervi a disposizione, pei vostri trastulli, l’imago di me stesso medesimo, pissonalmente di pissona, che il "Vernacoliere" ha pubblicato a pag. 20 del numero di marzo 2010 nella rubrica "Foto der cazz’" (eh, perché se la pubblicavano in quella delle benedizioni e delle assoluzioni "Urbi et Orbi" un erano livornesi!).

Non v’è che da ossequiare la redazione tutta del Vernacoliere, col divin Carninali (Mario) in testa, e il più prosaico Cardinali (Umberto) addetto alla deglutizione di poponi diacci marmati, e ricordare che l’abbonamento l’ho rinnovato, sicché possono anche continuare a spedirmi il giornale che tanto non me la prendo mica, popo’ di manfruiti…

Il Casino di Madame Sitri’ al Restaurante “La Republicana” di Saragozza

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Dunque, non appena rimesso piede in italico e berlusconiano suolo, reduce dalla visita, vent’anni dopo (ventuno, per l’esattezza), ai luoghi che furono della mia giovinezza e del mio studio matto e disperatissimo sulle sudate carte ("sudate"?? Mah…), inauguro volentieri la galleria delle immagini delle vacanze, di cui vi offrirò un florilegio, senza dimenticarmi di postare anche quelle della tre giorni a Lisbona (perché non so se vi ho già detto che sono stato a Lisbona).

Eccovi allor la prima disiata imago. E’ uno scatto effettuato al Ristorante "La Republicana" di Saragozza. Locale gradevole, e poi per chi, come me, è di bocca buona e stomaco antiaderente e resistente agli urti, è comunque un luogo in cui calmare i morsi della fame anche solo con del solomillo de cerdo a la plancha e un gazpacho che non ricordavo potesse risultarmi così gradevole, ma ve ne parlerò in un altro post.

Quel giorno decisi di indossare la maglietta del Vernacoliere, tanto per strada nessuno ci avrebbe capito nulla (e infatti molti mi guardavano con aria interrogativa, mentre me ne andavo, tronfio e sussiegoso), ma giunto al momento del desinare non ho potuto fare a meno di notare il cartello che ricorda il Casino di Madame Sitrì e le filantropiche attività che vi si svolgevano.

Il tutto in italiano (anzi, in livornese!) e in mezzo a foto, oggetti e ricordi del periodo repubblicano spagnolo (1931-1936, nota per i Wikipediani, gli ignoranti e i pisani).