Le più belle cartoline dei lettori 04 – Cantate inni ai monti e alle valli!

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Quando andò a passare tre giornatine (o settimanette) con il Coro Parrocchiale del Cavolo Strascicato (o delle Salsicce in Umido, ora non ricordo), il caro e venerato Baluganti Ampelio (o Caciagli Edo) ebbe a inviarmi questo bassorilievo dal titolo "Foto di classe in gita", ancor son qui che gli mostro la mia ardente devozione…

Corale Giovanile “Nuovo Cacciucco” – In notte placida

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Nell’ambito della valorizzazione della cultura musicale labronica, eccovi ancora, a piene mani, un altro fondamentale contributo della Corale “Nuovo Cacciucco” (qui riconoscibile dalla tradizionale casacchina color aragosta) che in tema di bontà natalizia ci esegue il càntico “In notte placidida”, registrazione live dalla fortunatissima tournée di Salisburgo (fortunatissima sì, ma ora ci avrebbe anche un po’ rotto i coglioni).

“In notte placida” era contenuta sul mio libro di testo di educazione musicale delle scuole medie, e mi aveva sempre fatto sorridere un passaggio del testo che diceva:

“…del nuovo Israello è nato il Signor
il fiore più bello di tutti i fior…”

Non ho mai capito questa storia dell'”Israello”, che, evidentemente, per ragioni metriche, costituisce un apax legomenon (non sapete che cos’è un “apax legomenon”? Chiedete all’Esperto!) nella attestazione delle varianti di “Israel”, “Israele” e quant’altro.

Logica voleva che io mi dimenticassi tosto del canto “In notte placida”, per relegarlo nella giusta collocazione dell’oblio.

Ma ci pensa la Corale “Nuovo Cacciucco” a restituirlo alla sua piena dignità di opera d’arte.

E presto uscirà anche il cd. : - )

Corale Giovanile “Nuovo Cacciucco” – Kumbaya

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Mi pregio ancor, grazie al dono (dono?) dell’inossidabile e inossequiabile Bernardeschi Cardèlio vedovo Risaliti, di mostrare al venerando pubblico degli avventori del blog un filmato di portata storica nel firmamento artistico del pur premiata corale salisburghese “Nuovo Cacciucco”.

Nella registrazione (che potremmo intitolare “La piccola fiammiferaia”) si osserva la suddetta corale che, sita in un casottino al freddo e al gelo, in puro stile capannuccia natalizia, riscaldata dal fiato di un somaro (quello pestilenziale del pur repellente e succitato Marmugi Orlando detto “Faìna”), improvvisa canti e movimenti per impietosire i passanti che non li degnan d’uno sguardo e muoverli a compassione, or per riceverne un obolo pella minestra dell’ospizio, or stinchi di maiale in natura.

E voi, lettori, avrete la vostra bella soddisfazione nel guardarvi queste eroiche gesta, e avrete la natalizia tentazione di adottare uno di questi pueri cantores, ma ricordatevi di mettere sotto chiave il pandoro Bauli che avrete ricevuto maldestramente in dono dalla zia Maila, chè codesti malnati hanno mascelle perfettamente funzionanti e appetiti formidabili e mangiano, com’è d’uopo, anche le zampe del tavolino nonché il rumore dei treni.