La beatificazione di Rosario Livatino

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Alla radio, su Radio Uno Rai, stanno dando la cerimonia religiosa di rito cattolico in diretta da Agrigento, per la beatificazione del magistrato Rosario Angelo Livatino.

Nulla di male, si tratta di servizio pubblico e non ci sono dubbi che a qualcuno interessi.

Lascino però Lorsignori a noi mortali riconoscere il valore laico ed altamente etico della vita e dell’operato di Rosario Livatino, che fu il primo a scrivere «Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili.» Nessuno, dunque, secondo il “giudice ragazzino”, viene “redento” secondo quanto ha creduto in vita, ma per la virtù, più terrena, della credibilità.

E Rosario Livatino credibile lo fu fino in fondo. Eppure fu lasciato solo. Il giorno in cui fu ucciso, mentre si recava al lavoro a bordo della sua vecchia Ford Fiesta, Livatino non aveva nemmeno uno straccio di scorta. Troppe inerzie, troppe responsabilità. Le stesse che indussero il dott. Francesco Di Maggio a dichiarare: “Dietro la bara di Livatino non può nascondersi tutta la magistratura”.

Livatino è beato. E questo è un atto che riguarda solo ed esclusivamente la Chiesa Cattolica. “Lasciate a noi piangere un po’ più forte chi non risorgerà più dalla morte”.

L’onnipresenza di David Puente sui casi giudiziari di Rosario Marcianò

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Rosario Marcianò, quintessenza pura del complottismo Made in Italy, è stato condannato per diffamazione alla pena di un anno di reclusione per aver negato la veridicità della strage di Batclan, dove morì la nostra connazionale Valeria Solesin. Oltre alla pena detentiva, Marcianò è stato condannato a risarcire le parti civili costituitesi in giudizio (20.000 euro ciascuna) e al pagamento delle spese legali. Il procedimento si è svolto con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di affermazione di colpevolezza (anche in un rito abbreviato si può uscire assoli con formula piena, ma non è questo il caso). E questo è.

La notizia è stata pubblicata, tra le altre fonti, anche da OpenOnLine, il quotidiano diretto da Enrico Mentana per il quale lavora il debunker David Puente, che ha fatto dell’opposizione a Rosario Marcianò e ai suoi complottismi, un punto fermo e irremovibile della propria attività giornalistica. E di chi è l’articolo su Open che tratta della recente condanna a carico di Marcianò? Di David Puente, sissignori. Ora, io non ho nulla in contrario a che il signor Puente si tolga qualche soddisfazioncella ogni tanto, e scriva di un argomento e di un personaggio a cui ha dedicato tanto tempo ed energie. Solo che, siccome lo vedo molto coinvolto emotivamente, avrei preferito che a vergare il pezzo fosse un altro componente della redazione, che avrebbe potuto dare una visione più distaccata e neutra della vicenda. Non credo che manchino in Open firme valide o in grado di scrivere qualche riga sull’accaduto. Sarebbe come se, per assurdo, un giornale affidasse a Mario Calabresi un articolo storico sull’uccisione del padre. Non dubito che sia legittimo, dico soltanto che, forse, Calabresi sarebbe tanto coinvolto emotivamente, che l’articolo rischierebbe di perdere la sua storicità per far spazio ad una compartecipazione personale così difficile da evitare. E’ una questione di sensibilità giornalistica, semplicemente.

Se si va a cercare su Google la stringa “david puente rosario marcianò” esce una prima pagina piena zeppa di risultati risalenti alle pagine Facebook, ai post su Twitter e a quelli sul blog personale del giornalista

Ma cominciamo a leggerlo, questo articolo. Esordisce così:

“I complottisti, prima o poi, pagano”, così titolava un articolo di Open del 19 ottobre 2020 sul processo a Rosario Marcianò per le orrende falsità su Valeria Solesin e la sua famiglia.

Allora andiamolo a vedere questo articolo precedente, visto che, oltretutto, è regolarmente linkato. Da chi è firmato? Ma naturalmente da David Puente. E il cerchio si chiude.

Sulla cronaca giudiziaria non bisogna dare opinioni provenienti da una sola fonte, soprattutto quando questa fonte è così ampiamente coinvolta, direttamente o indirettamente, nei fatti narrati. Ripeto, avrei preferito un redazionale.

Quello che è certo è che io sono un garantista, e che il mio garantismo mi impone, a mio mal grado, di considerare Rosario Marcianò colpevole solo in presenza di una sentenza passata in giudicato. Quella di cui David Puente parla oggi non lo è. Dunque andiamo avanti e attendiamo. Nel frattempo chi debunka i debunker?

AGGIORNAMENTO DEL 28/02/2021

E per chi avesse ancora dei dubbi sul profondo coinvolgimento emotivo di David Puente ecco i suoi ultimi tweet sul tema:

Il rosario elettronico di Facebook

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Sì, cara la mia testina a pera.

In vista delle festività natalizie potrai assicurarti anche tu, lurido miscredete, un oggetto degno di far bella figura sul tuo scrittojo, sul comodino o, a tua scelta, accanto alla tazza del water (così mentre sei ail camerino dici anche due avemmarie che male non ti fanno!), eccoti questo bellissimo rosario elettronico (a scelta puoi anche avere il modello con litanie, particolarmente indicato se devi regalarlo a tu’ mà’), ogni 10 avemmaiapaterglòria una scossettina elettrica ti avvertirà del fatto che è l’ora di non addormentarsi e proseguire per i misteri successivi.

Un gran bell’oggetto che non potrà mancare nella tua casa, ma potrai anche conservarlo in macchina o al lavoro, così fai qualcosa di utile invece di ciondolarti sempre davanti al Solitario del piccì.

E ai primi dieci che lo prenotano, un sacchetto di ceci messicani secchi utilissimo per le genuflessioni.

Poi dite che Facebook, su cui è pubblicizzato questo oggetto, è una cazzata immane, ingrati!