50 Rose

Reading Time: < 1 minute

“Stat Rosa pristina nomine. Nomina nuda tenemus.”

Ci conoscemmo a Bologna in un giorno di novembre del 2003.

“Rosa” è un nome che ha una quantità incredibile di possibili e successive associazioni, come dice Umberto Eco. “Rose rosse per te ho comprato stasera”, “Grazie per le belle rose”, “…quando ti dato quella rosa, rosa rossa….”, “son tornate a fiorir le rose”, “una rosa è una rosa è una rosa…”, “…una spina e una rosaaaaaa…”.

La prima frase che mi disse, alludendo alla mia origine abruzzese da parte di padre fu “Abruzzese di dove??”

Le piaceva il Camilleri del commissario Montalbano. Come a me. Le piaceva la buona cucina. Come a me. Le piaceva la radio. Come a me. Le piacevano i libri. Come a me. Le piaceva Fossati. A me no.

Credo che quel giorno girammo tutta la città. “Cullàti fra i portici, cosce di Mamma Bologna…”

Un bambino ci guardò: “Mamma, perché quei due si baciano??” “Perché si vogliono bene!”, rispose la madre complice comprensiva di un momento intimo nel buio e con un clima piuttosto freddino.

Girammo tutta Bologna e forse anche di più.

La sposai cinque mesi dopo. “Che ci vuole a sposarsi?”.

Oggi compie cinquant’anni e siamo ancora così giovani…

Azouz Marzouk dichiara a Retequattro: “Olindo e Rosa forse innocenti”

Reading Time: 2 minutes

Ieri sera in una oscura trasmissione andata in onda su Retequattro (ma come cavolo si scrive "Retequattro"? "Retequattro??", "Rete quattro"??? "Rete4????") che si intitola "Quarto grado" (la definisco "oscura", come la selva, perché non l’ho mai guardata in vita mia, quindi non la conosco), Azouz Marzouk, il tunisino a cui hanno massacrato la famiglia nella strage di Erba, quella in cui sono stati incriminati e condannati sia in primo che in secondo grado Olindo e Rosa (quelli che si chiamano "Olly" e "Ciccia" nelle intercettazioni ambientali trasmesse dalla TV), ha dichiarato: «Nell’indagine manca qualcosa».

Cazzo, e ce lo dice così?

Ha perso la moglie e il figlio, ci sono stati due gradi di giudizio in cui è stato ascoltato, sentito, interrogato, in cui ha avuto modo di precisare, ribattere, chiosare, dichiarare e asserire, dopo tonnellate e tonnellate di carte esce un’intervista a Retequattro (l’emittente ufficiale di stato, si badi bene…) in cui asserisce che in carcere ci sarebbero, a suo dire «due persone forse innocenti, forse colpevoli».

Cioè, secondo Marzouk ci sarebbero (che palle questo obbligo del condizionale ogni volta che si parla di ipotesi accusatorie, il condizionale devono averlo inventato per evitare querele per diffamazione… ma pare che sia necessario seguirle queste cazzate linguistico-giuridiche…) estremi per poter pensare che Olindo e Rosa potrebbero essere innocenti o che, comunque, ci sono delle lacune nelle indagini.
Lacune che permetterebbero, sempre a suo dire, di insinuare quel "ragionevole dubbio" al di là del quale una persona deve essere dichiarata non colpevole.

E ve lo immaginate se Olindo e Rosa fossero davvero innocenti?

Si tratterebbe di una delle sentenze più clamorose della storia giudiziaria italiana. Due sposi un po’ in là con l’età, senza figli, che hanno chiesto una cella matrimoniale, linciati dall’Italia intera, additati come assassini sanguinari, quelli che andavano pazzi per i panini di McDonald’s, sarebbero innocenti e, quindi, l’opinione pubblica sarebbe colpevole.

E dirlo prima no, eh??

…per tutto questo tempo che arriva con te

Reading Time: < 1 minute

Bella,
Che ci importa del mondo
Verremo perdonati
Te lo dico io
Da un bacio sulla bocca
Un giorno o l’altro

Ti sembra tutto già visto
Tutto già fatto
Tutto quell’avvenire
Già avvenuto
Scritto, corretto e interpretato
Da altri meglio che da te

Bella,
Non ho mica vent’anni
Ne ho molti di meno
E questo vuol dire (capirai)
Responsabilità
Perciò…

Volami addosso se questo è un valzer
Volami addosso qualunque cosa sia
Abbraccia la mia giacca sotto il glicine
E fammi correre
Inciampa piuttosto che tacere
E domanda piuttosto che aspettare

Stancami
E parlami
Abbracciami
Guarda dietro le mie spalle
Poi racconta
E spiegami
Tutto questo tempo nuovo
Che arriva con te

Mi vedi pulito pettinato
Ho proprio l’aria di un campo rifiorito
E tu sei il genio scaltro
Della bellezza
Che il tempo non sfiora
Ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
Sul ciglio del prato di cicale
Con l’orchestra che suona fili d’erba
E fisarmoniche
(ti dico)

Bella,
Che c’importa del mondo

Stancami
E parlami
Abbracciami
Fruga dentro le mie tasche
Poi perdonami
Sorridi
Guarda questo tempo
Che arriva con te
Guarda quanto tempo
Arriva con te

(Ivano Fossati, Il bacio sulla bocca)