La BUR c’est comme un jour

Eccola qui la Biblioteca Universale Rizzoli. Quella vera, non quella che viene venduta attualmente nelle librerie, pur decorosa, ma che con questa non ha nulla a che fare. Era quella degli anni ’50, piccoli volumi in sedicesimo, brossurati in grigio a prezzi popolari. C’erano traduzioni che ai giorni d’oggi nessuno riproporrebbe più, ma che, al contrario, in una Biblioteca Universale che sia degna di questo nome fanno la loro sporca o pulita fugura. Sono stati forse l’unico tentativo veramente riuscito di portare la letteratura a portata di tasca di ciascuno. Mi son messo a collezionarli per gioco, ma hanno un interesse culturale enorme. Traducevano anche i nomi degli autori, sicché si possono trovare ancora “Guglielmo Shakespeare” o “Enrico Ibsen“. O titoli come “Come vi garba” per “As you like it“. La gente li vende su e-bay. Oppure ci sono librerie di libri “usati” che ne hanno qualche decina di titoli. Bisogna sapersi accontentare ma si possono trovare delle cosucce carine. Voi, piuttosto, temperati lettori, se ne avete qualcuno e/o non sapete cosa farvene, tenete presente quest’umile servitore.

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Matteo Renzi e Beppe Severgnini – “Stil Novo”: La rivoluzione della bellezza tra Dante e Twitter

Lunedì prossimo, alle 18,30, a Milano, Matteo Renzi (sì, ho detto “Matteo Renzi”) e Beppe Severgnini presenteranno “Stil Novo”, l’ultimo libro del Renzi che, opportunamente, nel titolo, non aggiungere l’aggettivo “dolce”.

Cosa ci sia di “dolce” in questi tempi di politica non è effettivamente chiaro. Meglio evitare.

Ora, quello che mi stupisce, non è tanto il fatto che Matteo Renzi abbia scritto un libro, che vada a presentarlo in giro, che la gente lo compri, oppure, come è altrettanto possibile, lo ignori.
Quello che mi stupisce è che il titolo dell’incontro (non sono in grado di dire se sia anche un sottotitolo o, comunque, un argomento affrontato nel libro del Renzi, ma non è importante) rechi “La rivoluzione della bellezza tra Dante e Twitter”.

Twitter? Cosa c’entra Twitter con Dante e son lo “stil novo”, quello vero, che lui (Dante!) rappresentava???

Twitter è diventato uno status simbol. Avercelo o, meglio, essere “visibili” lì sopra, sta diventando la moda del momento. Fiorello si disiscrive, d’accordo, ma è pieno di politici, cantanti, giornalisti. Una delle parole più usate è “hashtag”. Gli “hashtag” sono quelle cose che vivono di rendita per un paio di giorni. Gli “stilnovisti” di Dante hanno fatto campare di rendita la cultura mondiale per almeno otto o nove secoli. Non scherziamo…
I sonetti dello “stil novo”, quello che conosciamo come tale, non erano scritti su 140 caratteri. Twitter è una risorsa straordinaria, ma non si diventa Guido Cavalcanti, Dante Alighieri o Lapo Gianni solo perché ci si scrive sopra.

E non è la bellezza ad essere stata rivoluzionata. E’ la bellezza ad essere rivoluzionaria. Twitter non ha rivoluzionato un bel niente, è la bellezza che, veicolata da Twitter, quando lo è, diventa rivoluzione e originalità. Non è il mezzo che genera bellezza, ma è la bellezza che viene veicolata dal mezzo.

E chissà cosa diranno Severgnini e Renzi. Spero che l’evento venga ripreso o diffuso da Radio Radicale, così potremo redistribuirlo a nostra volta. E magari anche criticarlo, chè la critica male non fa.

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Storie di libri – Margherita Hack – L’amica delle stelle – Storia di una vita

Avere a Roseto Margherita Hack è molto più di un’opportunità, è scoprire che un pensiero diverso e "altro" esiste, ed è perfettamente possibile.
E’ il trionfo del dato scientifico e razionale sulle elucubrazioni filosofiche e la tronfia pomposità della loro vana inutilità (o utilità che dir si voglia).
E’ l’opportunità di ascoltare una voce libera in modo disarmante, ricca di rigore toscano e, quindi, diretta, non insinuante, assolutamente chiara e ferma. Stanca, probabilmente, ma presente e agente perché viva, che va al nocciolo delle cose perché il resto, semplicemente, non è interessante, è perfettamente da buttar via.
E’ l’ateismo che ci vorrebbe ogni giorno, quello che premette se stesso a qualunque tipo di ragionamento perché in non credere, come il credere, del resto, possono far partire quell’onestà intellettuale che dovrebbe far parte di ogni discorso.
E la Hack che sorride a tutti perché riconosce nell’Altro un portatore di diritto dovrebbe far bene a tutti.
A me ne ha sempre fatto e continuerà a farne tanto, e così spero di voi.

L’esemplare di "L’amica delle stelle" in edizione BUR lo comprai su una bancarella dell’usato alla stazione di Padova (quella sera il treno per Venezia si fermò sul binario 1 anziché sul 3 come faceva di solito) la sera che tornai per la prima volta nell’appartamento che avevo affittato, e che cominciava, da allora, ad essere "casa". Fu il primo libro che comprai per la casa nuova, del resto non avevo molto lì, in valigia avevo giusto la radio, il resto sarebbe venuto pian piano.
La prima notte che dormii in quel letto mi misi ad ascoltare un po’ di jazz da Radio Tre, qualche altro programma di informazione qua e là, e attaccai a leggere la vita della Hack, interessantissima finché non si parla di dati scientifici, ma questo è un mio limite, non ho mai amato la fisica.
Con l’autografo di stasera anche questo libro è tornato a casa sua. Lire 14.500.

[Cortesia di angelo Di Marzio – a destra nella foto-]

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Il Mago Coelho e Brida pensano a te!

Ti senti solo? Depresso?
Hai bisogno di uno scopo nella vita?
Credi che nell’aldilà non ci sia un tubo di nulla e la cosa ti inquieta?
Hai bisogno di una dimensione spirituale interiore che soddisfi la tua voglia di divino ma ti lasci fare, al contempo, il cazzo che vuoi?

Affidati senza ulteriori indugi ai servigi del



MAGO COELHO(R)!

Egli saprà guidarti nel cammino della vita ristabilendo per te energie positive, convergenze astrali, scacciando malumore, malocchio, influssi malefici e altre robacce che ce le manda la Negatività in persona, pfui, via tutto, solo felicità, amore e benessere.

Pensi che tutto questo ti costi un occhio della testa? Ma no, brutto stronzone malfidato che non sei altro, oggi il Mago Coelho ha pubblicato per te il nuovissimo libro Brida (o "Maruska", ora non ricordo…), lo ha scritto nel 1990 e sentiva il bisogno di farlo tradurre proprio per gli italiani, pensa un po’ che culo!



E con 18 eurini ti levi il pensiero, la voglia di New Age e la sete del prosciutto.

E potrai dire anche tu con legittimo orgoglio, assieme al Mago Coelho: "Quando ho scritto "Brida" e l’ho pubblicato in Brasile più di 18 anni fa, alcune tematiche come il volto femminile di Dio erano ancora estranee alla maggior parte delle persone."

Ora invece anche tu potrai diventare un Coelhone. Ma ti rendi conto della grazia che ti è arrivata?

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A Firenze un Giardino per Oriana Fallaci

Firenze è una città strana.

Ha intitolato un giardino a Oriana Fallaci, spero non per merito della defunta scrittrice e giornalista, ma per il fatto che era fiorentina e quindi era, per dirla in giurisprudenziale, un "atto dovuto".

Il "Corriere della sera" di oggi dice che sono pochissime le strade intestate a donne. E’ vero, se ne cerco una vicino a me c’è una via Ave Ninchi (curioso!) a pochi chilometri da qui.

Poca toponomastica femminile, dunque, e per giunta scelta male. Voglio dire, il comune di Firenze non ha intestato una via, che so, a Marie Curie, a Rosa Luxembourg, a Anna Politkovskaja, o, tanto per dire, alle madri della Plaza de Mayo. No, una di quelle pochissime è intestata a Oriana Fallaci, e che cazzo, quella che sputa addosso agli intelettuali che dicevano che l’attentato dell’11 settembre gli americani un po’ se lo sono anche meritato, lei, cicala di lusso che dava delle cicale di lusso ai suoi colleghi.

E’ imbarazzante, ma è soprattutto tetro e financo torbido.

C’è una proporzionalità diretta tra l’innalzamento della retorica e l’abbassamento del livello della memoria. Se qualcuno si ricordasse che cosa scrisse la Fallaci in quell’articolo poi divenuto bieca operazione editoriale con qualche aggiunta, rimaneggiamento e soprattutto con un po’ di caustica cattiveria, forse un gesto così pietosamente sacrilego nei confronti della verità avrebbe potuto essere evitato.

Ecco dunque alcuni estratti significativi da quel testo visionario che tanti danari ha fatto arrivare nelle casse di Rizzoli. Giusto per non dimenticare, perché, grazie al cielo, un po’ di rabbia e di orgoglio ce l’abbiamo anche noi:

«Mi chiedi di parlare, stavolta. Mi chiedi di rompere almeno stavolta il silenzio che ho scelto, che da anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale. E lo faccio. Perché ho saputo che anche in Italia alcuni gioiscono come l’altra sera alla Tv gioivano i palestinesi di Gaza. "Vittoria! Vittoria!". Uomini, donne , bambini. Ammesso che chi fa una cosa simile possa essere definito uomo, donna, bambino. Ho saputo che alcune cicale di lusso, politici o cosidetti politici, intellettuali o cosidetti intellettuali, nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini, si comportano sostanzialmente nello stesso modo. Dicono: "Gli sta bene, agli americani gli sta bene". E sono molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d’una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso.»

«Il fatto è che l’America è un Paese speciale, caro mio. Un Paese da invidiare, di cui essere gelosi, per cose che non hanno nulla a che fare con la ricchezza eccetera. Lo è perché è nato da un bisogno dell’anima, il bisogno d’avere una patria, e dall’idea più sublime che l’uomo abbia mai concepito: l’idea della Libertà, anzi l’idea della libertà sposata all’idea di uguaglianza.»

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Giovanni Floris – La fabbrica degli ignoranti – La disfatta della scuola pubblica italiana

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Caro Figlio, torna, ‘sta casa aspietta a ‘tte!

Gianrico Carofiglio è magistrato acuto e scrittore raffinato.

A chiunque mi legga consiglio di buon grado di andare nella prima libreria disponibile, catapultarsi verso il reparto dell’editore Sellerio, comperare i tre romanzi con protagonista l’avvocato Guerrieri (“Testimone inconsapevole”, “Ad occhi chiusi” e “Ragionevoli dubbi”), che sono tanto belli da tenere tra le mani, con quella carta giallina e quel formato così comodo per il lettore (specie per chi, come me, legge a letto).

Poi, andando verso la cassa, ci si può fermare a comperare “Il passato è una terra straniera“, pubblicato per la Rizzoli, ma, si sa, nessuno è perfetto.

E non è perfetto nemmeno Carofiglio, tant’è che si è candidato alle elezioni nelle liste del Partito Democratico.

I suoi lettori non se lo aspettavano di certo (le sue lettrici e ammiratrici, invece, se lo aspettavano di sicuro!), è stato un fulmine a ciel sereno che ha lasciato tutti un po’ sbigottiti.

Questa è la vita, è vero. Ma Carofiglio esagera!

L’autore di colpi di genio narrativi assoluti come la lettura del gomito e le scappatelle giapponesi si riconcili con la sua terra e con i suoi lettori continuando a scrivere e a fare il magistrato, senza mischiarsi con la sporcizia quotidiana del Parlamento Italiano.

L’Avvocato Guerrieri disapproverebbe in pieno.

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