Anch’io sono un imbecille

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“A Sondrio donna nigeriana derisa in ospedale perché urlava per la morte della figlia di 5 mesi. Da madre non posso che provare profondo disprezzo per chi è così infame da insultare una donna straziata dal dolore più atroce che si possa provare. Che schifo”

«Quelli che contestano il mio diritto di esprimermi su un tema del genere sono degli imbecilli. Non ho mai alimentato un clima di razzismo, sono pronta a qualsiasi confronto con chiunque su questo. Non troveranno mai una mia parola contraria ai diritti e al rispetto delle persone. E se ho fatto quel post è perché non voglio ci sia alcuna ambiguità sul razzismo, nemmeno per il mio popolo e per chi mi segue. Per me il rispetto della persona, degli individui, delle identità è totale».

Giorgia Meloni

Io sono un imbecille.

Un paese unito dal razzismo

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“Lo scrittore calabrese Antonello Mangano ha dato un’ottima descrizione delle condizioni di vita dei braccianti stranieri nel libro Gli africani salveranno Rosarno. E probabilmente l’Italia”, afferma il quotidiano britannico The Guardian. “Mangano l’ha scritto dopo la rivolta degli immigrati del dicembre del 2008, che protestavano contro le ennesime violenze subite dagli uomini della ’ndrangheta. Due ivoriani erano rimasti feriti gravemente e i loro amici africani avevano denunciato l’attacco alle autorità. Cos’è successo da allora a questi uomini coraggiosi? Ancora abusi e ancora attacchi da parte dei clan e dei cittadini. Finché il 10 gennaio molti di loro non sono stati allontanati da Rosarno”.

Anche El País parla della deportazione degli stranieri dalla cittadina calabrese in seguito alle aggressioni dello scorso week end. “Non si vedono più africani a Rosarno. Le scavatrici hanno demolito ieri una fabbrica abbandonata dove vivevano gli stagionali africani impegnati nella raccolta di mandarini. A Rosarno è tornata la calma dopo tre giorni di rivolte e spari, in cui sono rimaste ferite un centinaio di persone. Altre 1.500 circa hanno dovuto abbandonare la zona. E ora l’Italia deve digerire l’accaduto”.

da: www.internazionale.it