Dieci consigli per essere degni del VERO radioascolto italiano

Il radioascolto è l’hobby più bello del mondo e tutto il resto va preso di tacco. Infatti i radioascoltatori non parlano mai con quelli che collezionano sottobicchieri da birra, praticano il free-climbing, o, semplicemente, escono con le ragazze nel tempo libero. Sono tollerate attività parallele come la collezione di adesivi di emittenti radiofoniche o, sia pure in maniera minore, la filatelia. Ma sono cose che non vanno dette troppo in giro.

Nel radioascolto siamo tutti uguali ma qualcuno è più uguale di altri. Rivolgendoti a un collega radioascoltatore, ricordati di chiamarlo "Ragioniere", "Dottore", "Professore", "Consigliere", "Proboviro", "Ministro Plenipotenziario", ma soprattutto abbi soggezione di lui. Contribuirai a gonfiare oltremodo il suo ego e lui, in cambio, ti chiamerà "Signor Rossi". Una bella dimostrazione di rispetto!

Quando parli del radioascolto a un amico fai in modo che non ci capisca niente così il tuo interlocutore non sarà tentato dal parteciparvi attivamente e tu non avrai un potenziale rivale che ti possa oscurare.

Non criticare mai nulla di quello che ascolti. Quando scrivi a un’emittente non indignarti del fatto che pratichi l’ignobile arte della propaganda: sono tutti carissimi amici e nessuno è cattivo. Così non avrai noie nelle loro risposte e, soprattutto, non svilupperai idee personali, che nel radioascolto è una caratteristica molto sgradita.

Ricordati di elogiare l’eccellenza della qualità delle trasmissioni che ascolti. In particolare non dimenticarti di fare i complimenti a WYFR – Family Radio per il servizio delle loro news, sempre degne della massima attenzione.

Spedisci sempre gli auguri di Pasqua e Natale soprattutto alle redazioni di quelle emittenti che non li festeggiano. Dimostrerai così di essere disponibile al rispetto degli altri e parteciperai alla costruzione della pace del mondo, che è il fine principale del radioascolto.

Se non ricevi risposta da un’emittente non pensare MAI che sia per il loro disinteresse nei confronti di quello che scrivi!! Anzi, prendi la buona abitudine di pensare che quello che scrivi tu è importante per la conoscenza universale e che nessuno può permettersi il lusso di ignorarlo. Puoi sempre dare la colpa alle poste, o argomentare con sussiego e supponenza della scarsa attenzione nei confronti dell’uditorio da parte di quella stazione, che non si è mai vista una radio che sia fatta per trasmettere programmi e non per mandare adesivi e bandierine a chi glieli richiede, come si permettono?

Quando ascolti il tuo nome citato in un programma sorridi sempre di autocompiacimento. Lo vedi? E’ facile sentirsi importanti, TU sei stato citato dalla redazione italiana perché TU sei importante per loro. Gli ascoltatori hanno ascoltato il TUO nome sulle onde radio, oggi sei TU il protagonista. Ringrazia per gli applausi, te li sei meritati.

Disprezza Internet ogni volta che puoi! Internet è lo strumento del diavolo perché permette a tutti di ascoltare le stazioni lontane in studio quality e questo non va bene. Le onde corte hanno sempre un futuro e internet e le trasmissioni via satellite non possono nulla contro i transistor del Sangean. Internet permette alla gente di parlare e comunicare, come osa?

Non partecipare a forum, mailing list, Facebook o altre iniziative di discussione. Il bravo radioascoltatore, proprio perché tale, mantiene intatta la sua verità e cura personalmente i suoi contatti. Se proprio fa parte di un gruppo on line (ma Internet è lo strumento del diavolo, ricordi?) esprimerà il suo risentimento verso tutti quelli che non lodano Radio Cina Internazionale, limitandosi a esprimere inutili idee personali che non interessano a nessuno e cercando di entrare in quello che loro chiamano "dialogo" e che tu definisci, più giustamente, "polemica".
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Emanuela Falcetti: cancellata “Italia: Istruzioni per l’uso” dal palinsesto RAI

Il riassetto delle trasmissioni radiotelevisive ha, generalmente, sempre portato a un impoverimento della offerta precedente.
Sono state “silurate” trasmissioni bellissime e storiche. Mi viene da pensare a “Fabio e Fiamma” su Radio Due (ve la ricordate “La trave nell’occhio?”), ma anche trasmissioni di servizio come “3131” hanno lasciato il passo a un palinsesto decisamente meno qualificato sul piano informativo e sulla qualità dell’intrattenimento (basti pensare a come si è ridotto “Black Out” dopo almeno venticinque anni di onoratissima carriera).
Oggi però sono contento.
La RAI ha deciso di non mettere più in onda il programma “Italia: istruzioni per l’uso”, su RAI Uno condotto da Emanuela Falcetti.
Non ho mai amato la sua modalità di condurre il programma che personalmente ho sempre trovato eccessiva, inadeguata e invadente, in genere non mi piacciono troppo i giornalisti che fanno domande lunghissime e poi chiedono risposte in tre secondi perché “Si sbrighi abbiamo poco tempo…
Non  ho mai trovato “Italia: Istruzioni per l’uso” una vera trasmissione di servizio, sarà per questo giornalismo “gridato” che mi sembra fuori luogo.
Penso che questo programma possa tranquillamente essere destinato agli archivi della RAI senza troppi rimpianti.
Sono anche contento che il programma presentato dall’ex reginetta di Discoring non abbia più, al mattino, l’appendice televisiva su Rai News 24, che è un’emittente seria, nei commenti di Corradino Mineo, che è un giornalista serio.

L’ultima trasmissione, quella di questa mattina, è andata avanti fino alla fine, con l’interlocutore che negli ultimi secondi diceva alla Falcetti “Sei una grande!“, complimento che mi è sembrato un po’ esagerato, ma ognuno ha le sue opinioni. La mia è che di questa trasmissione non sentirò certamente la mancanza.
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I 70 anni “commuoventi” della Redazione Italiana di Radio Cina Internazionale

Oggi mi è arrivata una mail da Radio Cina Internazionale in cui mi si informa del compimento del 70° anniversario delle loro trasmissioni in italiano.

Una volta mi piaceva ascoltare certe emittenti straniere, scrivere, ricevere le loro risposte. Mandavano un sacco di gadgets e solo sapere che un segnalibro o un ritaglietto di carta velina provenivano dalla Cina era una soddisfazione straordinaria.

Ma allora non esisteva Internet, non c’era la posta elettronica, non si poteva contare sulle antenne paraboliche, i segnali arrivavano via onde corte e, soprattutto, ero molto più giovane e scemo.

Adesso sono invecchiato, la radio mi serve per ascoltare programmi veramente interessanti (quindi non propaganda) in casa e in macchina, le stazioni straniere le ascolto via satellite o in streaming, perché una delle cose per cui non smetterò mai di ringraziare la vita è la rete.

Sono vecchio, dunque, ma so ancora leggere e, soprattutto, so come è fatta una mail.

Apro l’invio della Redazione Italiana di Radio Cina Internazionale e, come spesso succede, ritrovo il mio indirizzo nel campo “To:” assieme a quello di una ventina di altre persone.

Gentili, non ci sono dubbi, così se io avessi voluto NON far conoscere il mio indirizzo di posta elettronica ad altri ascoltatori di Radio Cina Internazionale, sono stato accontentato, eccomi lì.

Del resto non posso proprio lamentarmi, perché anch’io, a mia volta, possono conoscere i dati degli altri, anche se non me ne importa proprio nulla, e vissero tutti felici e contenti.

Il “blocco” di destinatari della mail non è molto corposo, alcuni indirizzi vengono addirittura ripetuti più volte (chissà perché, magari pensano che sia una cosa importante), ed è organizzato in ordine alfabetico dalla S alla Z. Quindi questo non solo vuol dire che un servizio pubblico come quello delle trasmissioni per l’estero della radio di stato cinese non disponga (o non voglia disporre) di una mailing list chiusa che salvaguardi la privacy dei propri componenti (che, immagino, non avranno dato quei dati perché venissero ridiffusi in rete), ma che, se tanto mi dà tanto, i destinatari delle comunicazioni in italiano via posta elettronica dovrebbero essere circa 200.

E’ un sistema che sta tirando le cuoia, perché è evidente che il “ritorno” in termini di interesse è particolarmente basso.

Però anche quest’anno ci teniamo il concorsino. Per partecipare bisogna rispondere ad alcune domande. Una è: “Radio Cina Internazionale ha in programma di stabilire quante sedi generali all’estero?”. E va beh, se non lo sanno loro…

C’è anche spazio per una lacrimuccia: “Nell’arco di 70 anni sono state raccontate molte storie commuoventi: innumerevoli sognatori hanno raccontato in varie lingue i cambiamenti della Cina; numerosi giornalisti coraggiosi presenti sui luoghi degli eventi hanno registrato razionalmente i cambiamenti internazionali; molti ascoltatori che non abbiamo mai incontrato sono diventati i nostri più fedeli compagni di viaggio…….”

C’è di che immaginarseli questi sognatori, queste storie “commuoventi”, questi giornalisti coraggiosi che hanno “registrato razionalmente” i cambiamenti internazionali.

Peccato per loro che non ce ne fossero, o siano stati assai poco coraggiosi, quando il 4 giugno del 1989 si compiva la strage sulla Piazza Tienanmen.

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I “Silenzi Opprimenti” di Aldo Forbice a Roseto degli Abruzzi

Nella ormai consuetudinaria cornice della saletta del “Ciabattino” della Villa Comunale di Roseto degli Abruzzi, si è tenuta jersera la presentazione-incontro con il giornalista Aldo Forbice (nomina sunt consequentia rerum!) che ha introdotto gli astanti (che, al solito, saranno stati una sessantina a giudicare dalle sedie vuote) alla lettura di un volume di poesie dall’allegro titolo di “Silenzi opprimenti”.

La kermesse, inizialmente fissata per le 18, è iniziata abbondantemente alle 18,25 perché non sia mai che si inizi puntuali per aver rispetto di quelle sette o otto testine a pinolo che oltretutto hanno anche avuto la malsana idea d’arrivare puntuali, c’erano da aspettare gli ex onorevoli, il sindaco con fascia tricolore (che non è venuto), la locutrice, l’assessore alla cultura (giunto trafelatissimo) e anche due bagnanti da Rovereto e uno da San Coso.

Aldo Agatino Forbice è il conduttore della rubrica radiofonica “Zapping”, in onda da 16 anni su Radio Uno.

Perfino la voce che gli è stata dedicata da Wikipedia afferma che: “La conduzione di Forbice di Zapping è stata spesso oggetto di accese critiche, in particolare per la presunta faziosità del conduttore incline ad appoggiare lo schieramento di centro-destra, nonché per l’abitudine di troncare in maniera brusca e sgarbata l’intervento di ascoltatori che esprimono opinioni poco gradite.”

Forbice fu l’autore di formidabili e indimenticabili frasi pronunciate alla radio, come «Ma per carità! Ma va va lei e quelle migliaia di allocchi che ancora stanno a sentire le cretinate di Grillo! Grazie, buonasera.» o (a proposito della proposta di intestare una strada a Bettino Craxi) «Ma per favore, ancora??? Craxi è l’uomo più perseguitato d’Italia! Quanto tempo deve durare questa persecuzione?»

La scrittrice Lidia Ravera, già collaboratrice occasionale di “Zapping” del 2007, ha scritto della sua esperienza alla trasmissione: “poi una signorina di Padova ha provato a dire che su internet c’era una informazione più libera , che ai telegiornali…Il dottor Forbice l’ha aggredita, le ha dato della stupida, ha detto che Internet smercia balle eccetera…”

Sulla completezza dell’informazione in un servizio pubblico, poi, Forbice nel 2004 si lasciò scappare questa frase: “Ognuno dà le notizie come gli pare, per l’informazione ci sono i telegiornali. Se volete tutta l’informazione, ascoltate quelli.”

E’ chiaro che una persona così è stata insignita dell’onoreficenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e all’amministrazione comunale di Roseto degli Abruzzi non è parso il vero di invitarlo, per cui, armato di fotocamera e giacca di rappresentanza (la stessa che usai per andare a votare l’ultima sera del “Roseto Opera Prima” -oh, cosa volete, non ho mica il guardaroba pieno!-) sono andato a sentire l’incontro col pubblico.

Il libro è uno di quelli sponsorizzati da una Banca, la Banca Teramo, per l’esattezza, il cui attuale presidente è l’ex onorevole Antonio Tancredi.

[Aldo Forbice e l’ex onorevole Tancredi]

In breve, uno di quei libri che si presentano, di cui qualche copia andrà a finire nelle librerie locali, altre saranno regalate a ospiti illustri del territorio, altre ancora finiranno nelle biblioteche delle scuole e delle municipalità in attesa di essere consultate, le ultime nei remainders con il 70% di sconto.

L’atmosfera è stata di circostanza. Insomma, come siamo stati bravi, guarda qui che bèi versi, queste poesie sono meravigliose (a me non è che siano sembrate poi tutto questo gran che, anzi…), tra i poeti raccolti, oltre a una introduzione di Alda Merini (che a me non è mai piaciuta molto, a parte la sua frase che per avere carattere bisogna per forza avere un caratteraccio), anche qualche politico locale, il Bondi de noàntri, insomma.

[La presentatrice dell’incontro]

Storica la gaffe della locutrice quanto ha parlato dei “nostri spregevoli ospiti”. Voleva dire “pregevoli”, naturalmente, e non può e non deve essere crocefissa per questo, per carità, me ne guarderei bene, ma se Freud ci ha insegnato qualcosa, è che dal lapsus, dalla sbadataggine e dal motto di spirito, specie se involontario, c’è sempre un inconscio che salta fuori. e un inconscio significa in mondo intero, va beh, transeat.

Forbice è stato più volte “pizzicato” a rispondere al telefonino durante gli interventi dei convenuti e l’ho anche immortalato.

[Aldo Forbice mentre estrae il telefonino durante l’incontro]

Avrei voluto rivolgergli una domanda: “Visto che il volume si intitola ‘Silenzi opprimenti’, che ne pensa del silenzio opprimente cui il governo sta per sottoporre i blog e i siti web italiani, visto che Lei fa informazione -o, almeno, dovrebbe farla perché, peraltro, la paghiamo per questo?”

Nessuno spazio per le domande (a dire il vero non per volere di Forbice), sono le otto e si va tutti a cena.

Mi sono tolto la giacca e i pantaloni e mi sono messo tragicamente in mutande. Dopo certe esperienze la condizione umana non può essere rappresentata altrimenti.

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Radioascolto – Alfredo Gallerati – Raccomandate respinte

Alfredo Dante Gallerati fa parte dell’Associazione Italiana Radioascolto.
E’, inoltre, titolare di una sezione dedicata al radioascolto pubblicata su "Radio Rivista", organo dell’Associazione Radioamatori Italiani.

In qualità di titolare del sito web www.radioascolto.it, ha scritto all’indirizzo web:

http://www.radioascolto.it/03c_associazioni.htm

"Poco più tardi Monferini viene estromesso dall’Air. Il leader di uno spontaneo movimento "autonomista" riesce intanto ad aggregare intorno a sé un buon numero di BCL in aperto conflitto, per le più diverse e discutibili ragioni, con l’Air. Erano persone come: Walter Mola, Valerio Di Stefano, Luigi Basso, Giuseppe Zella ed altri che poi diverranno nemici dell’Air ad oltranza." [01]

Per quello che riguarda la mia persona (espressamente nominata) ritengo che tali affermazioni non corrispondano al vero e abbiano valenza denigratoria nei miei confronti.

In primo luogo perché sono stato tra i primi ad iscrivermi all’AIR e a ricoprire incarichi in seno ad essa (alcuni verbali di assemblea dei primi anni ’80 portano la mia firma). Ho, inoltre, riavvicinato l’AIR con la mia iscrizione risalente al settembre 2009 (ringrazio pubblicamente Giancarlo Venturi per la disponibilità ad accogliermi). E’ pur vero che anche questa iscrizione si è risolta con le dimissioni e la presa d’atto delle divergenze. Ma almeno non si può dire che io non ci abbia provato.
In secondo luogo perché il mio nome e i miei comportamenti sono stati associati a quello di Dario Monferini, che il 9 luglio 2009 pubblicò la falsa notizia della mia morte nel tragico incidente di Viareggio, e ai suoi comportamenti.

Le mie ragioni di "aperto conflitto" con l’AIR sono state definite "diverse e discutibili".

Non desidero limitare la libertà di nessuno di dissentire dalle mie opinioni. Ma non per questo debbo sentirmi limitato nella mia libertà di dissentire dalle posizioni e modalità operative dell’AIR, diffondere ed esprimere il mio pensiero con ogni modo lecito a mia disposizione, senza per questo essere definito "autonomista".

Nel tentativo di addivenire a un accordo che ho definito di "gentlemen agreement", ho inviato al Gallerati una raccomandata (in data 7 maggio 2010) attraverso il servizio on line del sito di Poste Italiane. [02]

La raccomandata è stata respinta dal destinatario [03]

Successivamente ho inviato una seconda raccomandata al Gallerati dall’Ufficio Postale di Verona 25 [04].
La raccomandata è stata, questa volta, regolarmente ritirata con debita firma di scarico. [05]
In seguito la busta contenente la raccomandata e il testo della lettera mi sono stati di nuovo rinviati indietro dopo che, con tutta evidenza, era stata presa visione del contenuto [06].

Naturalmente non si può dichiarare di non avere ricevuto una raccomandata, anche se la si è rispedita indietro subito dopo avere firmato la ricevuta alle poste.

E naturalmente non può dirlo Gallerati, il quale ha corretto la pagina, sostituendo il mio e i nomi di Walter Mola, Giuseppe Zella e Luigi Basso con una dicitura più generica. La pagina corretta infatti recita:

"Poco più tardi Monferini viene estromesso dall’Air. Il leader di uno spontaneo movimento "autonomista" riesce intanto ad aggregare intorno a sé un buon numero di BCL in aperto conflitto, per le più diverse e discutibili ragioni, con l’Air. Erano persone che poi diverranno nemici dell’Air ad oltranza." [07]

Ma il web ha la memoria molto lunga.
Il sito archive.org [08] contiene lo "storico" di Internet fino al 2008.
Andando a ricercare sul servizio "The WebBack Machine" è possibile risalire a una versione del 6 luglio 2007 in cui tali espressioni sono già chiaramente rintracciabili [09].

E’ chiaro, dunque, che la correzione è recentissima e conseguente alla lettura della raccomandata, perché tale correzione non è stata neanche registrata su Google, che continua, ad oggi, a riportare il vecchio testo. [10]

Ma come se non bastasse, nel tentativo invero malriuscito di ripulire la pagina da quelle espressioni, Gallerati lascia una "traccia" evidentissima.
All’indirizzo web
http://www.radioascolto.it/03b_associazioni.htm
regolarmente collegabile in rete (almeno fino ad ora) e che rappresenta una sorta di versione non definitiva (ma pur sempre consultabile e disponibile) la dicitura non è stata corretta. [10bis]

Non è la prima volta che vengono rimossi contenuti dal sito www.radioascolto.it.
Ad esempio, non vi si trova traccia dell’attività di DX Editor che Gallerati ha svolto per conto del programma italiano della Voce dell’Iran (VOIRIB) nel 2005.
Gallerati, nel dicembre 2005, informa la mailing list "Conexion digital" dell’esistenza del programma da lui condotto per l’Iran [11].
La sua segnalazione verrà pubblicata sul n. 345 di "Conexion digital" del 14 dicembre 2005 [12] e si ha ragionevole motivo di ritenere che da li’ non verrà cancellata.

Gallerati scrive: "Per fare un sano radiantismo è necessario superare personalismo ed individualismo." [13]

Prendo serenamente atto anche di questo.

[01] http://www.valeriodistefano.com/public/radioascoltoitscreenshot.png
[02] http://www.valeriodistefano.com/public/racc07052010.png
[03] http://www.valeriodistefano.com/public/racc07052010respinta.jpg
[04] http://www.valeriodistefano.com/public/racc07062010.jpg
[05] http://www.valeriodistefano.com/public/racc07062010consegnata.png
[06] http://www.valeriodistefano.com/public/racc07062010respinta.jpg
[07]
http://www.valeriodistefano.com/public/radioascoltoitpaginamodificata.png
[08] http://www.archive.org
[09]
http://web.archive.org/web/20070706042912/www.radioascolto.it/03c_associazioni.htm
[10] http://www.valeriodistefano.com/public/ricercagoogleradioascoltoit.png
[10bis]
[11] http://www.valeriodistefano.com/public/dxeditorvoiri.png
[12]
http://archive.hard-core-dx.com/channels/conexion/2005-12/2005121202150923.html
[13] http://www.radioascolto.it/03c_associazioni.htm


(C) Valerio Di Stefano 2010
E’ permessa la riproduzione integrale di questo scritto purché non a scopo di lucro e a patto che questa dicitura sia riprodotta.
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