La programmazione di Radio Tre nell’Internet Day

Martedì 29 ottobre 2019, a cinquant’anni dalla prima trasmissione dati, la Rai celebra internet attraverso una programmazione dedicata che percorrerà l’intera offerta del servizio pubblico. Anche il palinsesto di Rai Radio 3 parteciperà all’#InternetDay con interventi, musica e approfondimenti che costelleranno il palinsesto dell’intera giornata.

A che punto è, o forse sarebbe meglio chiedersi: esiste ancora il digital divide, il divario tra chi ha accesso a internet e chi ne è escluso? Così si inizia a Radio3 Mondo (11.00-11.30) con Marco Cochi, esperto di Africa e sviluppo tecnologico, per poi passare a Radio3 Scienza (11.30-11.20) dove in programma c’è una conversazione con Luciano Floridi, professore di filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford, direttore del Digital Ethics Lab e creatore del concetto di “OnLife” come superamento della divisione di online e offline.

Sono passati cinquant’anni dai primi esperimenti nelle università californiane, ma quand’è esattamente che internet è diventata un’abitudine? Da questa domanda nasce Cinquantaseikappa – 5 canzoni dalla preistoria della Rete la playlist de L’idealista (14.30-15.00) che per l’occasione trasmetterà cinque canzoni che a cavallo degli anni Zero hanno raccontato l’arrivo di internet, dei suoi miti e dei suoi riti.

Alle 15.00 a Fahrenheit si indagheranno gli aspetti legati ai social e alla disintermediazione, mentre a Hollywood Party (19.00-19.45) si rifletterà su come le piattaforme di streaming stiano cambiando la fruizione cinematografica, quesito simile a quello di Radio3 Suite che nella prima parte (20.30-21.00) si chiederà come si è evoluto l’ascolto della musica classica.

Tre Soldi (19.45-20.00) dedicherà l’audiodocumentario della settimana alle mondo digitale: Memoria di massa – il dilemma digitale di Renato Rinaldi e Andrea Collavino, infatti, è un progetto che indaga i problemi relativi al mantenimento delle memorie digitali a cui oggi viene affidato tutto il patrimonio di testi, immagini e filmati che la società produce.

Infine Battiti (00.00-1.30), che nella seconda parte proporrà un’intervista al compositore Roberto Paci Dalò su come la musica sia cambiata con l’avvento di internet dal punto di vista della produzione, della fruizione e della circolazione, dagli scambi di file musicali in tempo reale con la finalità di scrittura collettiva ai dischi ed etichette che esistono solo in rete, dal consumo della musica liquida alle web radio.

dalla newsletter di Radio Tre

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“Io non voglio dividere la mia libertà con gli altri”

A “Prima Pagina”, la trasmissione di approfondimento dei quotidiani in edicola di Radio Tre, questa mattina ha telefonato un ascoltatore che, dichiarando di votare Berlusconi pur rendendosi conto che i suoi comportamenti privati sono incompatibili con la sua attività di Presidente del Consiglio, ha affermato, tra l’altro “io non voglio dividere la mia libertà con gli altri”, aggiungendo di preferire l’uso della macchina a quello dell’autobus (e va beh, fin lì affari suoi), di detestare i centri sociali, la massa acritica dei ciclisti che vanno in giro tutti insieme.

Tutta la città ne parla”, la trasmissione successiva che si basa proprio sulle telefonate a “Prima Pagina” ha preso la palla al balzo e ha organizzato una delle ennesime programmazioni a tema Berlusconi.

Vi ripropongo l’intervento dell’ascoltatore e il mio.

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Un commento per “Tutta la città ne parla” (Radio Tre)

Oggi la trasmissione di RadioTre “Tutta la città ne parla” ha aperto con un mio commento inviato via mail.

Il tema era “Se non ora quando? Dopo gli scandali degli ultimi giorni gli ascoltatori si chiedono: dov’è la società civile? Perché non sale l’indignazione?” e la risposta:

“…non ci indignamo perche’ ci va bene cosi’. Perche’ vorremmo essere tutti un po’ Trota, perche’ tutti vorremmo sistemare mariti, mogli, figli e amanti in qualche infrattamento della politica o del pubblico impiego, perché non ci interessa di andare a fondo, ma di “farci largo galleggiando” -come diceva Giorgio Gaber-, perche’ vorremmo tutti dichiararci onesti e puliti anche davanti alla realta’ piu’ sfacciatamente evidente. Perche’ se la realta’ viene negata, allora la realta’ non esiste, e’ finzione, e’ mistificazione. E avremmo cosi’ l’illusione di salvarci dal baratro un po’ anche noi.”

E non ditemi che non è vero. Prima di tutto non vi crederei, e poi sono già stato coperto di critiche su Facebook. Lo so che “critiche” e “Facebook” possono essere termini antinomici, ma stavolta è andata veramente così…

Potete ascoltare il frammento della trasmissione direttamente dal lettore virtuale di MP3:

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Vi ci manda RAITRE!

Ora, ditemi voi se un conduttore televisivo come Edoardo Camurri che è uno che ogni volta che conduce Pagina Tre alla radio sull’ormai mitico terzo canale (l’unico che si può ancora ascoltare) lo senti allegro e pimpante annunciare "Buongiorno, buongiorno…" che ha un bel faccione simpatico, tondo, che si è laureato in filosofia teoretica che non so cos’è ma mi fido, che scherza con il conduttore del programma successivo, che ha il solo difetto di aver scritto qualche articoluccio per "il Foglio" (e va beh, nessuno è perfetto, perdoniamolo, orsù…), insomma, ditemi voi se una persona così, che conduce il suo programma in modo pacato, tranquillo, senza esagerazioni, cercando di fare in modo che ciascuno dica la sua, rifuggendo il maledetto vizio che hanno gli ospiti in studio di parlarsi addosso si merita di vedersi sospesa la messa in onda di Mi manda RAITRE perché non fa share, non fa audience. Non abbastanza almeno.

Cazzo è lo share?  Siamo alla follia che un servizio pubblico sospende una trasmissione di pubblico servizio solo perché il pubblico non lo serve (riverendolo) abbastanza.

Una trasmissione come Mi manda RAI TRE dovrebbe andare in onda anche se non la guarda nessuno. E Edoardo Camurri dovrebbe solo essere ringraziato per quello che fa e per come lo fa, ovvero aver trovato un linguaggio normale e non cacione in un oceano di TV spazzatura.

Insomma, il servizio pubblico muore, e arriva un Santoro qualsiasi a prenderne il nome.
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Un intervento alla radio di Juan Carlos de Martin sulla “neutralita’ della rete”

Ho ascoltato, sia pure in podcast e con un certo ritardo, un interessantissimo intervento di Juan Carlos de Martín sulla neutralità della rete, andato in onda nella rubrica "Io non ho paura" della trasmissione "Radio 3 Scienza".

Vorrei ringraziare pubblicamente e di cuore Juan Carlos per quello che ha detto in quella sede, con particolare riferimento a quello che riporto qui sotto:

JCDM: "(…) posso farle un esempio concreto, senza fare nomi specifici, ma immaginiamo l’operatore di telecomunicazioni "A" che ha un accordo strategico con la libreria on line "B": chiaramente ha un incentivo molto forte affinché quelli che vogliono comprare libri sulla libreria on line "B" vedano comparire la pagina molto rapidamente, a scapito delle librerie on line "D", "F" e "G". E’ assolutamente ovvio che ci sarebbe un incentivo molto potente."

COND: "Certo, ci sarebbe, diciamo, una continua contrattazione e, soprattutto, immaginiamo, anche abbastanza nascosta e non evidente (…)

Penso che sia stato corretto da parte del Professor De Martín scegliere l’"esempio concreto senza fare nomi specifici".

Però ritengo che ciascono sia libero di pensare i nomi che vuole.
E a pensar male, si sa, si fa peccato. Ma ci si indovina sempre.

Potete ascoltare l’intervento dal lettore di MP3. Prego.

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Internazionale: spot rifiutato su Radio Tre Rai

Stiamo vivendo in un paese davvero schizofrenico se l’unico giornale veramente leggibile ancora disponibile nelle nostre edicole, il settimanale “Internazionale”, che riporta traduzioni degli articoli di maggior rilievo dalle testate più prestigiose del mondo (e ci vuol poco ad essere più prestigiosi della stampa italiana, basta non avere accesso ai finanziamenti pubblici), pubblica una copertina con la traduzione (“L’uomo che ha fottuto un intero paese”) del titolo apparso una settimana prima sull’ “Economist” (“The Man who screwed an entire country”) e riportante una inchiesta sull’Italia di Silvio Berlusconi; e se, guarda caso, commissiona della pubblicità all’unico canale ancora ascoltabile della nostra radio nazionale (Radio Tre) che, tuttavia, si rifiuta di mandarlo in onda, perché non si può fare pubblicità a un qualcosa che traduce qualcos’altro e che si riferisce (con il verbo “fottere”, poi…) al Presidente del Consiglio.

Si potrebbe fare del semplice lapalissianesimo affermando che l’informazione è ormai controllata dal potere di Berlusconi, che ormai tutto è suo e bla, e bla e bla. Sì, si affermerebbe una circostanza vera, ma, appunto, lapalissiana. Come dire che il cielo è azzurro quando non piove.

Il punto è che viviamo tutti (compreso il servizio pubblico pagato dai cittadini) in un clima di assoluta paura e puritanesimo spicciolo, per cui, verbi come “fottere”, per il corrispondente inglese “to screw” non vanno bene se trasmessi da una rete culturale, soprattutto se sono diretti a sottolineare figuratamente (ma non solo, evidentemente), l’attività del Presidente del Consiglio.

Oppure, molto più probabilmente, si ha paura a dare risalto e riverbero a qualcosa di vero, come il fatto che Berlusconi ha fottuto un paese intero.

E questo non dovrebbe essere degno del servizio pubblico.
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Su RadioTre “Io non ho paura”, per muoversi con sicurezza nella foresta di Internet


Diavolo d’un computer! Mi chiede di diventare amico di facebook, di mettere le mie musiche nel cloud, poi mi consiglia di cambiare il browser, di aderire all’open access e di fare qualcosa di misterioso con una piattaforma Ushahidi. Chi mi salverà?

Non perdiamoci d’animo! Radio3 scienza inaugura la prima guida on air per salvarsi nell’on line.

Per chi batte la tastiera usando un dito alla volta e per chi si sente già un mezzo geek, un secchione della rete, ma ha ancora paura della foresta di Internet.

Tutti i venerdì, dal 24 giugno, a Radio3 scienza.

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Torna il Radio Tre in Festival a Cervia fino al 17 marzo

Eccoci qui per il quinto anno a Cervia con la felicità di essere accolti da una cittadina amica e con la curiosità di incontrare i nostri ascoltatori. Perché è inutile girarci intorno: il cuore di questo nostro festival sono sì gli ospiti protagonisti dei nostri incontri, le parole e i suoni che riempiranno il Magazzino del Sale e il Teatro Comunale – e da questo punto di vista in questi giorni offriremo qualcosa di particolare – che merita quest’anno un’attenzione speciale. Ma accanto, più o meno segretamente, scorre un altro festival altrettanto importante e ricco. Dove, per le strade e le piazze di Cervia, i protagonisti sono coloro che ascoltano Radio3 e vengono qui a portarci le loro idee, i loro gusti, i loro giudizi sempre affettuosi anche quando sono critici. In questo altro festival scopriamo cosa gli ascoltatori e le ascoltatrici pensano di noi, dei nostri programmi vecchi e nuovi, di quello che in questo anno abbiamo combinato. Perché il pubblico di Radio3 è fatto così e questa è Radio3: una comunità di persone che condividono molte cose, in primo luogo la passione per la bellezza e l’intelligenza, ma amano discutere di tutto, soprattutto di quello che amano. Perché è solo così che ci si arricchisce a vicenda e si evita il rischio che aleggia su tutti, oggi in questo nostro paese: rinchiudersi nel recinto delle cose che si conoscono – e magari si amano – già, diffidare di quello che ci è estraneo e straniero. La sfida della cultura &egr ave; invece quella di abbattere i recinti, di combattere questa tentazione. Più cultura e meno paura: potrebbe essere lo slogan di questa edizione del nostro festival che arriva in tempi difficili per tutto quello che è culturale, teatrale, musicale. Un mondo vittima di tagli provocati da una crisi economica che non accenna a finire ma anche da una strana cecità che per risparmiare sul presente impoverisce il futuro. Continua la lettura di “Torna il Radio Tre in Festival a Cervia fino al 17 marzo”

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Radio Tre ricorda i venticinque anni dalla morte di Elsa Morante

Radio3 ricorda Elsa Morante a partire da Sabato 20 Novembre alle ore 18:00 con una puntata speciale de La Grande Radio dedicata alla scrittrice.
Tra i frammenti sonori riproposti il racconto di Alberto Moravia, sul difficile carattere di Elsa Morante, della sua grande immaginazione, del suo orrore per la realtà. E poi il ritratto di Enzo Siciliano e Lina Sastri che legge alcune pagine di Menzogna e sortilegio e Raffele la Capria che legge un brano da L’isola di Arturo.

Giovedì 25 Novembre , venticinquesimo anniversario della scomparsa della scrittrice i programmi di Radio3 dedicheranno parte del loro spazio al ricordo di Elsa Morante. A partire da Fahrenheit che ospiterà dalle 15:00 le voci di amici, scrittori, critici ma anche le voci degli ascoltatori chiamati a confrontarsi con la modernità e la sensibilità della sua scrittura. Tra gli ospiti Carlo Cecchi, regista, attore  amico della Morante, Giuliana Zagra della Biblioteca centrale di Roma che sta curando l’archiviazione dei manoscritti e dei materiali morantiani. Alle19:00 Hollywood Party ricorderà in particolare le opere letterarie della scrittrice romana portate sul grande schermo da Luigi Comencini (La Storia) e Damiano Damiani (L’isola di Arturo). A partire dalle 20.00 invece Radio3Suite proporrà alcuni frammenti di opere di Elsa Morante musicate dai grandi compositori della musica contemporanea del panorama italiano.
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Chiara Valerio – E’ vostra la vita che ho perso – Manuela Mandracchia e Sandra Toffolatti

È vostra la vita che ho perso di Chiara Valerio
con Manuela Mandracchia e Sandra Toffolatti

16 Marzo 1978. Una camera dell’ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà. All’interno, una dottoressa trasferita dall’ospedale psichiatrico di Gorizia e una donna in cura perché sente le voci. Gli echi delle voci umane, dei chiavistelli e dei cicalini parlano alle orecchie della donna sul letto e incuriosiscono la dottoressa. Una radio o forse solo un’altra suggestione che annuncia il rapimento di Aldo Moro. L’utopia realista di Basaglia e dei suoi allievi, di restituire la follia alla società e i gesti e le esitazioni di due donne, che, senza deciderlo, restituiscono normalità alla realtà.

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Radio Tre – Giosue’ Calaciura – Un’altra storia – scene grottesche da un attentato

Martedì 26 ottobre 2010 ore 21.00
per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli

Un’altra Storia. Scene grottesche da un attentatodi Giosuè Calaciura
con Alfonso Santagata e Fortunato Leccese

Due attentatori di mafia attendono la loro vittima: è un magistrato. I due mafiosi dovranno azionare il radiocomando per fare esplodere l’auto su cui viaggia. L’agguato sembra ricalcare quello a Giovanni Falcone, alla moglie e alla scorta. Nel dialogo tra i due mafiosi, uno più giovane, l’altro con più esperienza, l’attesa, la preparazione, il passato e il futuro diventano il resoconto surreale e grottesco di un destino collettivo che poteva essere diverso. Il radiocomando della strage pronto per la detonazione e la radiolina portatile che diffonde le note dei concerti per pianoforte e orchestra di Mozart, s’intrecciano e si confondono sino alla sorpresa finale.

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Radio Tre: una festa lunga un mese

1950-2010 SEMPRE NUOVA RADIO3
UNA FESTA LUNGA UN MESE
I RADIODRAMMI
Martedì 26 Ottobre Ore 21.00
Martedì 09 Novembre Ore 21.00

La radio è il centro intorno al quale si sviluppano i quattro radiodrammi che Radio3,  per festeggiare i suoi primi sessant’anni,  ha commissionato ad alcuni tra i migliori talenti della narrativa italiana –Giosuè Calaciura, Carlo D’Amicis, Nicola Lagioia , Chiara Valerio – anche collaboratori abituali di Radio3, alcuni in voce, altri dietro le quinte, alcuni recenti ed altri di lungo corso, tutti conoscitori delle regole, dei segreti, delle insidie e delle potenzialità del mezzo radiofonico. Le  serate in diretta dalla Sala A  di via Asiago sono affidate a due registi della nuova generazione teatrale: Lisa Ferlazzo Natoli e Francesco Saponaro. Nessun montaggio in studio, nessuna post-produzione, ma tutto rigorosamente dal vivo, come un concerto o uno spettacolo teatrale che avvengono in un luogo e in un momento stabiliti. Una modalità di produzione che vuole catturare dal vivo le potenzialità e l’originalità di un "genere?, quello del radiodramma, da esplorare e rivalutare.

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Dal 3 luglio e’ in onda su Radio Tre “Pantagruel”

Inizia il 3 luglio il nuovo programma del fine settimana Pantagruel – luoghi, visioni, racconti d’estate, curato e condotto da Antonio Audino. La trasmissione pomeridiana, che al suo interno ospita collegamenti in diretta con festival e mostre, la rubrica "Incontri" e un concerto, ogni sabato e’ idealmente dedicata a un autore teatrale, mentre la domenica a una parola, una suggestione emersa dai testi del giorno precedente. I fili rossi delle prime due puntate sono William Shakespeare e l’ambiguita’.
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