Son pallidi nei visi e hanno deboli sorrisi solo se si parla di negazionismo

E’ sempre così, quando c’è un evento (come per esempio la scomparsa dello Zio Erich) o una ricorrenza (come per esempio il 70° anniversario della strage delle Fosse Ardeatine, di cui fu protagonista il già citato Zio Erich) qualcuno si mette in testa di pensare a fare qualcosa che non è mai stato fatto prima. Ad esempio istituire il reato di negazionismo.

Non abbiamo bisogno di punire nessuno con una pena pecuniaria o detentiva per il solo fatto di negare dei dati storici. I testi negazionisti, i discorsi che tendevano a minimizzare e ridicolizzare la Shoah, sono sempre rimasti sepolti dalla documentazione, dalla coscienza civica, ma soprattutto dalla cultura. Per non prendere sul serio il testamento di Erich Priebke basta guardare “Schindler’s List”, non c’è bisogno di volerlo mandare ancora in galera da morto. O perdere la sua bara.

Non abbiamo bisogno di istituire nuovi reati di opinione. Punto. Quando si va a toccare la corda sensibile dell’opinione altrui si commettono sempre dei disastri di gravità inenarrabile.

E’ come voler inserire l’obbligatorietà di una vaccinazione contro una malattia che è già scomparsa per fatti suoi.

A chi crederemmo, a un neonazistello col braccio destro alzato, o alle ricerche di Simon Wiesenthal?

Hanno pubblicato il video di Priebke. E allora? Ce ne importa qualcosa? E’ importante?? No, non lo è. E questa coscienza chi ce la dà, il “deterrente” penale di una norma anacronistica?

E l’erigendo “reato” di negazionismo, quale ricaduta sociale avrebbe? Ha più possibilità di fare danni all’opinione pubblica l’idea per cui l’omeopatia può curare il cancro.

E la lettura di Primo Levi non ha mai fatto male a nessuno.

80 Views

‘Sto vecchietto dove lo metto? Dove lo metto non si sa…

E’ una continuo ping-pong necrofòrico quello che si sta svolgendo intorno alla salma dello zio Erich.

L’Argentina ha già detto che non lo vuole e che col cavolo che Priebke andrà a riposare accanto alla moglie a Bariloche. Quindi resta all’Italia la patata bollente in mano.

Pare che qualcuno abbia già offerto al de cuius la possibilità di un funerale religioso in una parrocchia romana (lontana, comunque, da quella del domicilio in cui il fu si godeva gli arresti). Altri, più discretamente, hanno offerto una tomba dove seppellirlo (anime nobili!).

La Curia aveva annunciato che non ci sarebbe stato nessun funerale in Chiesa.

Eh, già. Non si possono concedere i “conforti religiosi” a un carnefice, un boia, un nazista, un uomo che si è macchiato di crimini aberranti di cui non si è pentito neanche in articulo mortis.

Perché invece una cristiana e degna cerimonia funebre a dittatori del calibro di Francisco Franco, la cui tomba cristianissima si trova ancora a Santa Cruz del Valle de los Caídos (per la verità anche lo Stato spagnolo se l’è presa comoda rimuovendo una statua del “caudillo” dalla città di Santander solo nel 2008), e di Augusto Pinochet, non è mai mancata.

Sono contraddizioni intorno alla bara di uno che continua a prendere tutti quanti per il bavero anche dal suo purtuttavia centenario aldilà.

101 Views

Questo ricordo non vi consoli, quando si muore si muore soli

Il male non muore mai, ma Erich Priebke sì.

A 100 anni e con un ergastolo sulla schiena, si è piegato all’unico vero ergastolo possibile. E’ morto anche se qualcuno, nel giorno del suo complisecolo, lo ha omaggiato con la scritta «Dio stramaledica i tuoi accusatori».

Dio non esiste. La morte sì.

Priebke muore nonostante la detenzione domiciliare per motivi di salute (1999), la richiesta della grazia (2003), una breve vacanzina a Cardana di Besozzo (2006), e la concessione dell’attività lavorativa fuori dagli arresti domiciliari (2007), come muore ciascuno di noi: finalmente solo.

117 Views