La Pavoncello ha fatto la ruota

La ragazza che al TG2 ha rivolto a Berlusconi la domanda sui precari, e che si è sentita rispondere “Sposatevi il figlio di uno ricco come me!” si chiama Perla Pavoncello.

In rete circola una sua foto in posa vagamente velinesca, lontana assai dall’aspetto dimesso e remissivo della giovinetta in cerca del suo momento di notorietà e gloria attraverso gli schermi televisivi (diàmine, cos’altro??) ma che doveva starsene a sorridere dal TG2.

Ha già riferito al Corriere che è vero che Berlusconi non le ha dato una risposta soddisfacente ma sì, ecco, insomma, come dire… lo voterà lo stesso.

Certo, se no viceversa come farebbe ad apparire in televisione (e magari a sposare suo figlio)?

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In precariato d’uso – di Liliana Adamo

Tra marzo e aprile dello scorso anno i segnali forti arrivarono dalla Francia, un paese che si è sempre caratterizzato come primo consegnatario dei venti contrari che animano l’Europa: la “low cost génération”, appellativo che si sono dati i giovani precari d’oltralpe, assediava Parigi a suon di proteste, mentre Villepin continuava a difendere strenuamente il “ Contrat première embauche”, contratto di primo impiego, con il quale le imprese avrebbero assunto giovani fino a 26 anni per licenziarli nei primi due anni di lavoro senza particolari restrizioni. In Italia si temevano le medesime conseguenze con l’avvento del “lavoro interinale” e l’attuazione del nuovo “statuto dei lavoratori”, consegnato dalla legge Biagi; ma, in realtà, è andata peggio. Il decisionismo dei francesi nello sciopero e nella protesta sembra non contagiarci più di tanto, al suo posto e a distanza di un anno, registriamo soltanto una sorta di malcontento diffuso, d’attesa e rassegnazione.

Per affrontare i temi inerenti a globalizzazione e mercato, bisogna partire da lontano e, nel farlo, ci avvarremo degli interventi di un sindacalista come Tim Costello, classe 1946, militante confederale dei camionisti americani per oltre vent’anni e promotore di svariate iniziative politiche di base, autore (insieme a Jeremy Brecher), di testi incentrati sulle strategie di resistenza al liberismo, il quale, evidenzia le sintomatologie di un’economia “cancerogena e fuori controllo” in sette segnali di pericolo. Continua la lettura di “In precariato d’uso – di Liliana Adamo”

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