“Non è vero che abbiamo perso, non abbiamo vinto, è diverso…” (cit.)

Abbiamo perso ma eravamo in dieci, eravamo stanchi, abbiamo fatto tanta fatica, abbiamo avuto solo tre giorni per preparare una finale, la squadra ha giocato bene, comunque sia siamo caduti in piedi, i tedeschi mangiano le patate, Buffon è il nostro Capitano, Balotelli ha giocato un match meraviglioso anche se non ha toccato palla, gli spagnoli hanno sofferto ma non ci hanno umiliati, ci hanno solo fatto quattro gol,  e comunque è tutta colpa di Beppe Grillo se da domani ci risvegliamo con calciopoli.

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Il potere ipnotico del biscotto

Jersera eravamo in altre faccende affaccendati. Dovevamo tifare per la Nazionale Italiana che stava affrontando il difficilissimo e delicato impegno contro la omologa della Repubblica d’Irlanda che, guarda caso, era anche l’ultima del girone, non ha mai segnato un gol ed era già eliminata matematicamente.

Insomma, una fatica di Sìsifo. Poi dovevamo stare attenti che Spagna e Croazia non ci facessero il biscotto (termine odioso e imbecille), mettendosi d’accordo nell’impattare sul 2-2 il risultato di una partita, pensando che siccome da noi le partite si truccano, allora TUTTI devono PER FORZA fare come noi. E magari, sicuro di vincere, qualche italiano avrà scommesso una decina di euro secchi sul risultato della partita degli spagnoli.

E’ stata dura, ma, dicono, “ci abbiamo messo il cuore”, e allora va tutto bene.

Anche l’essersi dimenticati, o non aver letto proprio per niente, che proprio ieri il Pubblico Ministero, al termine della sua requisitoria al processo contro Berlusconi sui diritti TV ha chiesto tre anni e otto mesi per l’ex presidente del Consiglio. Che, per carità, è solo la conclusione di una delle parti in causa, ci sarà la difesa che trarrà le sue conclusioni, e anche in caso di condanna si tratta solo di una sentenza di primo grado.

Però è una notizietta importantina, no? Voglio dire, se ne può parlare. La narcosi del biscotto, che si è dissolta quando ci siamo resi conto che i giocatori di Spagna e Croazia NON sono corrotti o corruttibili (no, loro no…), ci ha obnubilato la visone d’insieme della realtà. Che appare in posizione gravemente penalizzata rispetto al “circenses” calcistico che ha conquistato le prime pagine.

E’ inutile, siamo un popolo dalla memoria corta. Berlusconi ce lo siamo già abbondantemente dimenticato. A dire il vero anche la vittoria sull’Irlanda…

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Prandelli e l’estremo tentativo di evitare brutte figure all’Italia

Prandelli, bisogna riconoscerglielo, ci ha provato.

Ha provato, sia pure in extremis, a non farci coprire di ridicolo ai prossimi europei. Ha detto che se non è il caso di andare si può anche restare in Italia e non partecipare. E’ una cosa sensata, vista la bufera giudiziaria che si è abbattuta sul nostro calcio e Buffon che va dal suo tabaccaio di fiducia e dice che sarà ben padrone lui di decidere come spenderli i suoi soldi.

Prandelli non ha fatto altro che dire quello che si doveva dire in un momento in cui nessuno aveva voglia di dirlo per primo.

Naturalmente hanno fatto cadere la dichiarazione nel vuoto. Un po’ di imbarazzo iniziale ma poi ha prevalso l’inveterata tecnica del “Non rispondiamo alle provocazioni”, e la Nazionale è partita per la Polonia, dopo aver perso per tre a zero un’amichevole contro la Russia.

Oggi il Corriere della Sera ha scritto che la Nazionale “alloggerà nell’hotel Turowka, a Wieliczka: 14 chilometri dal centro della città, periferia grigia, donne anziane che osservano da dietro le finestre delle casette, un benzinaio che dorme su una sedia con la bottiglia di birra in mano, un supermercato, una tabaccheria.”

Beh, almeno il tabaccaio c’è.

Prosegue l’articolista: “l’albergo sorge in uno dei luoghi più malinconici che fosse immaginabile scegliere in Polonia. Uno di quei posti dove se hai perso, ti convinci che sia stato giusto. E se vinci, pensi di non averlo meritato.”

Il che non è neanche detto debba essere per forza un male.

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