Dario Monferini

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Dario Monferini, qui ritratto in una vecchia ma ancora divertente rielaborazione grafica che non ne tradisce troppo, tuttavia, sguardo e tratti somatici), nel luglio del 2009 annunciò la (falsa) notizia della mia morte nella tragedia di Viareggio in una delle sue innumerevoli mailing list col marchio del suo bollettino settimanale “Play DX”.

Protestai vivamente la mia esistenza in vita. Mi sentii rispondere che dovevo prendere dei farmaci antipsicotici.

Lo querelai, ma il Dott. Carducci della Procura della Repubblica di Milano decise per l’archiviazione. Così deciso, così sia, non ho proposto opposizione, e il fascicolo ora prende la polvere in qualche archivio milanese.

Acqua passata. Forza Dario!

Tre anni fa sono morto

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Il Nostro, dopo tre anni, sorbisce ancora ponci alla livornese!

Il 9 luglio del 2009, tre anni fa, si diffuse, sia pure in ambienti estremamente ristretti e con modalità del tutto estemporanee, la notizia della mia morte nel tragico incidente ferroviario della Stazione di Viareggio, avvenuto svariati giorni prima.

Naturalmente sarebbe bastato verificare la notizia, magari incrociandola con quella dell’elenco delle povere vittime – quelle sì, morte davvero, purtroppo- che era stato diramato dal Ministero dell’Interno e che era, pur nella sua tragicità, pubblico.

Qualcuno dice che a queste cose non bisogna dar perso e che bisogna sorriderci, che ti allungano la vita, ma cosa vuoi star lì a prendertela, bevici su che ti passa.

Ci ho bevuto su, certo. Ma non mi è mai passata. Sono cose che “segnano” (per così dire “segnano”) e che dànno un senso di disgusto e di nausea leggera con cui si convive per forza ogni volta che ci si ripensa (e non è detto che ci si debba pensare costantemente).

Tutte le strade possibili sono state tentate. Alcune si sono chiuse, altre sono ancora aperte e chissà in quale direzione porteranno.

Nel frattempo ho cercato e cerco di dire qualcosa e di fare qualcosa di utile per la rete. Ne ho bisogno, ma, soprattutto, ne hanno bisogno quanti diffusero la notizia del mio prematuro defungimento e quanti ci hanno creduto.

Ringrazio ancora coloro che mi onorano della loro rafforzata stima ed amicizia, proprio in virtù di questi eventi.