La Conferenza Episcopale Italiana deve liquidare 300 euro di spese per una pubblicità indesiderata

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[doc. web n. 1906106]

Provvedimento dell’11 maggio 2012

Registro dei provvedimenti
n. 153 dell’11 maggio 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Daniele De Paoli, segretario generale;

VISTO il ricorso pervenuto al Garante l’8 febbraio 2012 presentato da XY nei confronti di CEI – Conferenza Episcopale Italiana, Servizio per la promozione del sostegno economico della Chiesa, con il quale la ricorrente, sostenendo di aver ricevuto al proprio indirizzo di posta ordinaria una comunicazione, non sollecitata, avente carattere promozionale (“volta a raccogliere donazioni spontanee a favore della Chiesa Cattolica”), ha ribadito le istanze (rimaste inevase) previamente formulate ai sensi degli art. 7 e 8 del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. n. 196/2003) volte ad avere conferma dell’esistenza di dati personali che la riguardano e ad ottenere la loro comunicazione in forma intellegibile, a conoscerne l’origine, le finalità, le modalità e la logica applicata al trattamento, nonché l’indicazione dei soggetti o categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati; rilevato che la ricorrente ha anche chiesto che le spese del procedimento siano poste a carico della controparte; Continua la lettura di “La Conferenza Episcopale Italiana deve liquidare 300 euro di spese per una pubblicità indesiderata”

Via libera del Garante della Privacy alle telecamere esterne alla scuola. Ma con alcuni limiti.

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Via libera condizionato del Garante ad un impianto presso un istituto scolastico di Verona
Contro teppismo e atti vandalici nelle scuole le telecamere possono rappresentare uno strumento di prevenzione e deterrenza, ma vanno rispettate precise condizioni a tutela di ragazzi, docenti e personale scolastico. Le telecamere devono riprendere esclusivamente le mura esterne e funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti.
 
È un sì condizionato quello con il quale il Garante privacy ha dato un via libera all’installazione di un impianto di videosorveglianza presso un istituto scolastico di Verona. L’impianto, sottoposto a verifica preliminare dell’Autorità, si inserisce in un più ampio progetto, denominato "Scuole sicure", messo a punto dalla provincia della città veneta con l’obiettivo di tutelare la sicurezza del patrimonio scolastico e di dissuadere da atti di vandalismo e teppismo.
 
L’impianto prevede l’installazione di sei telecamere in aree perimetrali esterne. Le telecamere, non inquadrano dettagli dei volti delle persone, sono segnalate da appositi cartelli, posizionati nelle vicinanze dei luoghi ripresi ed entrano in funzione solo in orari in cui le strutture scolastiche non sono presidiate da personale in servizio (dalle 22,30 alle 6,30). Le immagini, non visualizzate in tempo reale, vengono conservate in un server e cancellate dopo 72 ore. In caso di segnalazione di furti, atti di vandalismo o danneggiamenti le immagini vengono messe a disposizione di polizia e autorità giudiziaria.
 
Considerate le finalità di tutela del patrimonio perseguite dal sistema, l’Autorità ha ritenuto le misure adottate, le modalità di attivazione e le caratteristiche tecniche equilibrate, in linea con i principi affermati dalle norme sulla protezione dei dati personali e conformi con quanto stabilito dal Garante nel provvedimento generale in materia di videosorveglianza.
 
Ha tuttavia prescritto alla provincia l’adozione di specifiche misure al fine di assicurare maggiori garanzie per studenti, docenti e personale scolastico: limitazione dell’angolo di ripresa delle telecamere ai soli muri perimetrali dell’edificio, con esclusione delle aree esterne circostanti; visualizzazione delle immagini consentita solo a polizia e autorità giudiziaria; definizione, in accordo con il dirigente scolastico, degli orari di funzionamento delle telecamere in caso di attività all’interno della scuola che potrebbero iniziare e concludersi in coincidenza con l’orario di attivazione delle telecamere; adozione di misure che rendano visibili i cartelli anche di notte. Trattandosi di un progetto che riguarda anche altre scuole della provincia, l’Autorità ha spiegato che, qualora le caratteristiche dei sistemi di videosorveglianza da installare corrispondano a quelle autorizzate, non sarà necessario richiedere una ulteriore verifica preliminare.

Il Garante della Privacy dispone: Agos mi deve rifondere 250 euro per una pubblicita’ non richiesta

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Proprio ieri mi è stato recapitato da parte del Garante per la Protezione dei Dati personali il provvedimento con cui la finanziaria Agos Itafinco mi dovrà rimborsare 250 euro (di cui 150 anticipati per diritti di segreteria) per avermi spedito una pubblicità non desiderata e per non avere risposto nei tempi previsti dalla legge alla mia richiesta di cancellazione dei dati e, quindi, non aver rispettato il mio diritto ad essere lasciato in pace.

E con questo fanno tre rimborsi per giusta causa (i precedenti erano contro l’editore IMP e contro la Findomestic).

I provvedimenti si trovano qui:
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1491877

e qui: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1538601

Il provvedimento relativo a Agos Itafinco non è ancora stato pubblicato, ma lo sarà presto, quindi aggiornerò questo post quanto prima.

Spedire pubblicità indesiderata, o, comunque, trattare i dati personali di ciascuno in modo arbitrario può costare caro a chi lo fa.

In questo momento sono in istruttoria altri miei ricorsi contro:

a) American Express
b) Wikipedia (eh sì, la grande libertaria e liberticida fa orecchie da mercante quando si tratta di legittime richieste degli utenti…)
c) Telecom Italia
d) Barklays Bank

Domani dovrei far partire un altro ricorso contro una spammer italiana. Ve ne darò ampio conto.