Quindici uomini sulla cassa di valeriodistefano.com

Tra le ragioni che mi hanno spinto, nella giornata di ieri, a scrivere un post in cui dichiaravo lo "stop" temporaneo del blog, possiamo dirlo, c’è un’intrusione da parte dei soliti, ignoti, rompicoglioni e cagacazzi pirati informatici.

Va bene, ora lo sapete.

L’intrusione non è stata grave, come prevedevo inizialmente (quando me ne sono accorto ho pensato alla catastrofe, sarà il mio carattere apocalittico, sarà che mi giravano fortemente i coglioni), ed è stata linitata alla sola modifica della pagina HTML che fa da "scheletro" al blog, per cui ad ogni apertura c’era un codice che o faceva guadagnar quattrini a qualcun altro o cercava di raccogliere dati su chi si collegava. Sono solo supposizioni, beninteso.

Pensavo che tutto il dominio fosse infestato da questa robaccia, invece è infestata solo dalla pubblicità che ci ho messo io, noiosa, se si vuole, ma tutto lì.

Il codice è stato rimosso, le password cambiate, e all’apparato testicolare è stato applicato un freno nuovo di zecca.

Mi chiedo chi è che possa avere interesse a "forzare" un blog che definire di nicchia è perfino dir troppo, ma debbo arrendermi all’evidenza.

E tutto sommato non mi dispiace nemmeno.

Luca Neri – La baia dei pirati (ovvero chi va sotto processo davvero e chi ci guadagna un bel fior di denari!)

Luca Neri è uno di quei giornalisti del Menga che ha cavalcato l’onda lunga della tecnologia, che ha analizzato (non è il primo e non sarà, tragicamente, neanche l’ultimo) uno dei tanti fenomeni del web in chiave sociologica, arrivando a dire sostanzialmente un bel nulla, e, proprio per questo, sta facendo il giro delle TV pubbliche e private che lo intervistano ora su questo ora su qell’altro aspetto dell’argomento.

L’argomento è la pirateria on line e le sue inevitabili connessioni con il copyright, tema su cui si sono scritti, spesso a sproposito, miliardi di bit, sostanzialmente per esprimere un concetto fondamentale: "E’ un peccato che scambiarsi file protetti da diritto d’autore sia illegale e che si debba pagare per comprarsi i CD, perché a noi scroccare la roba piace proprio tanto."

In breve, Luca Neri è uno che vuole legittimare l’illegittimabile. Perché che sia illegittimabile lo sa bene anche lui, e che le campagne contrarie al copyright abbiano sortito, finora, solo fiumi di parole (che, notoriamente, prima o poi ci portano via) lo vedrebbe anche un cieco.

Quello che ha creato una piccola ma significativa rivoluzione in rete sulle tematiche del copyright, casomai, è stata l’individuazione di licenze cosiddette "libere", come la GNU o la Creative Commons.

Attenzione: non è che chi ha stilato GNU e Creative Commons abbia fatto chissà quale scoperta scientifica degna del premio Nobel. Si è semplicemente reso conto che le leggi sul diritto d’autore vigenti nei vari Stati (ma soprattutto in quelli Uniti!) si prestavano ANCHE a letture diverse.

Luca Neri dice, in soldoni, che violare il copyright è un reato penale (ma va’??) ma che secondo lui non dovrebbe esserlo. O che, quanto meno, la gente non lo percepisce più come una cosa grave, ammesso che l’abbia mai percepita come tale.

Vero. Ma si dà il caso che nel processo ai responsabili di The Pirate Bay ci siano ragazzi che rischiano anni di carcere e milioni di euro di multa, il sor Neri dovrebbe andare a spiegarlo a loro che "Tranquilli, è solo un problema di moralità, la mentalità della gente sta cambiando…" mentre quelli (un po’ pirla!) sono sotto inchiesta e si sono concluse le arringhe della difesa e ora sono cazzi.

Tra l’altro, il libro del sor Neri, che si intitola "La baia dei pirati" ed è pubblicato da Cooper, costa ben 12 euro ed è regolarmente coperto da Copyright.

Chissà che ne direbbe se la gente se lo scambiasse tranquillamente sul Mulo.

Come minimo verrebbe fuori ad affermare che il libro e il file musicale sono due oggetti diversi per natura e finalità. Dimostrando di avere, casomai, una miopia ancora più pronunciata.

Caso ThePirateBay: la posizione ufficiale del Partito Pirata Italiano

Come forse già sapete l’associazione di cui sono segretario (il Partito Pirata Italiano) sta seguendo con estrema attenzione il caso dell’oscuramento di ThePirateBay da parte della Magistratura di Bergamo. Siamo in contatto con Peter Sunde (uno dei fondatori di TPB) sin dalle prime ore del sequestro e stiamo organizzando una serie di azioni legali comuni, a partire dalla richiesta di riesame che Sunde ha presentato nei giorni scorsi. Qui di seguito trovate la nostra posizione su alcune delle cose che riguardano questo caso ed un aggiornamento sulle azioni in corso.

Premessa: la violazione del diritto d’autore

La posizione ufficiale della Associazione Partito Pirata Italiano è che la copia e la distribuzione non autorizzata di materiale coperto da diritto d’autore sia un comportamento contrario alle leggi italiane e come tale debba essere condannato, formalmente ed informalmente, in tutte le sedi. Questa posizione è stata votata da un consiglio direttivo nel 2006 e ribadita in seguito da decine di documenti pubblici ufficiali dell’associazione.

Nessuno di noi intende difendere in alcun modo coloro che hanno utilizzato ThePirateBay o qualunque altro sistema per distribuire o scambiare materiali coperti da diritto d’autore.

Stiamo invece avviando una serie di azioni legali a difesa dei cittadini italiani che si trovano a subire le conseguenze di questa vicenda senza averne nessuna colpa. Continua la lettura di “Caso ThePirateBay: la posizione ufficiale del Partito Pirata Italiano”

Russia, il docente pirata non è processabile

Brinda alla vittoria in queste ore Alexander Posonov, insegnante di un villaggio sugli Urali divenuto fenomeno internazionale per l’enorme eco suscitata dal suo caso: il docente, accusato di pirateria, non sarà sottoposto a processo. Lo ha deciso il tribunale russo che si è occupato del caso.

Secondo i magistrati, riportano le agenzie in queste ore, la denuncia contro Posonov non è ricevibile, anzi è "insignificante" e, dunque, il caso è chiuso.

Posonov se l’è vista brutta: accusato di aver utilizzato su 12 computer copie illegali di Windows e Microsoft Office, rischiava fino a 5 anni di carcere e una multa che avrebbe potuto salire a qualche migliaio di euro.

Come si ricorderà, a sostenere Posonov, e a dare risonanza alla denuncia contro il docente, era stato nei giorni scorsi l’ex leader sovietico e premio Nobel per la pace Mikhail Gorbachev che, in una lettera indirizzata a Bill Gates, aveva chiesto l’intervento del chairman Microsoft per porre fine al procedimento. Microsoft, da parte sua, aveva spiegato di non aver denunciato l’uomo e sosteneva di non poter intervenire, trattandosi di una questione interamente gestita dalle autorità russe.

A pesare sull’orientamento del tribunale, forse, è stata anche la battuta di Vladimir Putin, il presidente russo, che aveva bollato il caso come "ridicolo".

da: www.punto-informatico.it

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Pur con qualche apertura, anche la BBC opta per i lucchetti-DRM

È partita l’attesa serie "Backstage", i podcast curati e prodotti dalla BBC per "incoraggiare l’innovazione e sostenere nuovi talenti". La prima puntata offre una tavola rotonda con vari insider ed esperti britannici sul tema bollente del DRM e copyright. Rilasciati sotto la semplice licenza Creative Commons Attribution, i file possono essere scaricati in formato MPeg3 o Ogg Vorbis, e quindi manipolati e ri-distribuiti. Tutto bene allora? Nient’affatto. Il portavoce del BBC Trust apre infatti il podcast illustrando il Memorandum of Understanding firmato con Microsoft onde mettere i lucchetti al video on-demand che la Tv britannica si appresta a lanciare (si possono invare commenti fino al 31 marzo). Motivo per cui c’è chi non esita a parlare di alto tradimento: pur parlando da anni di aprire i propri archivi per consentirne a tutti il remix, ora quei video verranno infarciti di DRM e una volta scaricati (tramite il proprietario BBC iPlayer) sopravviveranno sul PC solo per una settimana. Se non bastasse, possono essere visti solo con Windows, nessuna opzione per altri sistemi incluso GNU/Linux. Ciò mentre la BBC dice di lavorare alla creazione di un "open standard" per il DRM, pur trattandosi di una cosa «totalmente, assolutamente, categoricamente impossibile».

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La Microsoft risponde a Gorbaciov: “Il Prof. pirata ha commesso un crimine”

LA MICROSOFT non perdonerà il professore pirata. La lettera aperta che il premio Nobel per la pace Mikhail Gorbaciov ha scritto a Bill Gates chiedendo perdono per l’insegnate russo Aleksandr Posonov non ha sortito alcun effetto. “Il caso di mr. Posonov è un caso di crimine, e come tale è stato trattato dalle autorità russe – hanno fatto sapere dall’ufficio pubblicio relazioni di Redmond – Siamo sicuri che la magistratura russa prenderà la decisione giusta.”

da: Repubblica.it