Visite di San Silvestro

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Oggi pomeriggio è venuto a farmi lu miràcule di venire a trovarmi nientemeno che Patrepie, qui in un’istantanea con me che gli son tanto divoto. Che lo sappia l’universo modo e che non si ometta di notare il tricornio che spunta dalla mia crapa invisibilmente pelata. Ho detto.

La nuova cripta di Padre Pio griffata Arnaldo Pomodoro by “Chiesa Cattolica”

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Gioia, letizia, tripudio, gaudium magnum.

Finalmente i resti di Padre Pio da Pietralcina (Santo quasi subito) saranno traslati nella nuova cripta a lui dedicata e progettata da Arnaldo Pomodoro, tutta sfavillante d’oro, e costata ben 35 milioni di euro, mica pizza e fichi.

Eh, ma si sa, con l’allestimento appositamente voluto per lui dall’organizzazione “Chiesa Cattolica” ci voleva una scenografia all’altezza e non si bada a spese, tanto quello che viene speso rientra in breve tempo sotto forme di oboli, donazioni, commercio di statuine, candele, oggetti votivi, perche’ c’e’ anche un indotto intorno a Padre Pio, e la Chiesa non è mica la Fiat, lei lo sa…

Volti di silicone e facce di bronzo

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Alla fine la parte più biecamente necrofila del culto ha trionfato.

Lo hanno tirato su, lo hanno siliconato perbenino, lo hanno infilato in una teca e lo hanno esposto, anzi "ostentato", come si dice in cattolichese.

In ottocentomila hanno prenotato per andarlo a vedere, gli albergatori fanno affari d’oro, i venditori di cazzatelle religiose (rosari di plastica, statuine di gesso da mettere in giardino vicino all’innaffiatoio, immaginette, santini stropicciati) si fregano le mani, la Chiesa Cattolica S.p.a. guarda compiaciuta il tutto, e San Pio da Pietralcina continua a fare miracoli. Economici.

Le stimmate di Padre Pio (che non ci sono)

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La morte può essere uno spettacolo molto redditizio.

Specie quando si tratta di cadaveri da riesumare e da mostrare alla contemplazione ghiotta e un po’ copiosa di un pubblico che si preannuncia copioso.

Hanno riesumato la salma di Padre Pio. La esporranno alla venerazione dei fedeli in aprile, ma prima hanno voluto dare un’occhiatina al suo stato di conservazione. Capirete, dopo 40 anni…

Monsignor Domenico D’Ambrosio, vescovo di San Giovanni Rotondo ha dichiarato:
“Si vedono benissimo le ginocchia, le mani, i mezzi guanti, le unghie. Se padre Pio mi permette, è come se fosse passato un manicure.”

La gente quando non sa cosa dire, o deve dire qualcosa obtorto collo, giusto per uscire dall’imbarazzo del momento (un morto è sempre un morto, e non è un bello spettacolo da vedere, su via…) si affida a qualunque estemporaneità, anche al manicure.

Ma non contento di questo, Monsignor D’Ambrosio continua il suo racconto per il gusto dell’opinione pubblica pettegola, scandalistica e ficcanaso (l’intervento è riortato da Repubblica):
“Abbiamo aperto il sepolcro di san Pio che, sapete, è sotto un masso dove c’è un loculo scavato a circa un metro di profondità. Abbiamo estratto la prima cassa con tutti i sigilli, io ho verificato i sigilli, li abbiamo rotti e abbiamo aperto la prima cassa, piuttosto arrugginita”

Non si sa dove sia la notizia, quale informazione porti al cittadino il sapere che la prima cassa in cui era contenuto il corpo di San Pio da Pietralcina fosse arrugginita.
Ma l’alto prelato va oltre:
“l’intonaco era molto fresco quando è stato messo e quindi ha creato dell’umidità, che ha rovinato un po’ la cassa, dove ci sono il crocifisso e la scritta con i dati anagrafici di san Pio. Della seconda cassa è stato poi tagliato lo zinco, con grande maestria e anche con tanta devozione e delicatezza”

Ah, ecco la spiegazione che il pubblico agognava!

Ma cosa ha visto Monsignor D’Ambrosio?
“Si vedono tra l’altro i piedi, perché sapete che i padri cappuccini vengono sepolti scalzi. Non c’è nessun segno delle stimmate perché le stimmate sono scomparse, come è noto, al momento della sua morte”.

Quello che è certo è che ancora una volta la chiesa ha creato un’atmosfera di attesa sul nulla (certamente qualunque cadavere sepolto 40 anni fa nelle stesse condizioni si sarebbe ripresentato in condizioni analoghe), aspettando che il  reperto venga esposto a chi aspetta di vederlo, anche se non si è ancora capito bene cosa ci sia di interessante da vedere.

Ma cio che è sì, interessante, è l’afflusso di persone che porterà senz’altro ricchezza e floridità nel commercio delle immaginette sacre, delle candele, e di tutto quanto fa spettacolo, perché  quando si tratta di alimentare il feticismo che è in ciascuno di noi nessuno si tira indietro.

Resta lo scetticismo e, perché no, anche un senso di nausea allo stomaco.