Il sessantotto secondo Ratzinger

Quando il papa emerito Joseph Ratzinger, alias Benedetto XVI, fece il gran rifiuto, so ripropose di vivere il resto della sua vita in obbedienza al suo successore e in preghiera. Lodevole intento. Solo che giorni fa deve essersi accorto di essere ancora felicemente e augustamente papante e ha pubblicato, per una rivista culturale tedesca, uno scritto corposissimo -segno evidente e tangibile della vivacità della sua attività intellettuale e della sua già citata papanza- in cui, in estremi $oldoni, identifica l’origine del dramma della pedofilia nella Chiesa con la decadenza morale del sessantotto. Ora, è chiaro a chiunque che i casi di “particolare attenzione” sessuale su minori da parte di sacerdoti e ministri di culto sono vecchi come il mondo e che non ci siamo svegliati una mattina del sessantotto per ritrovarci con tutta una serie di indegnità morali riprovevoli e schifose. C’è chi è pronto a testimoniare di aver subito vuolenze fisiche, psichiche e spirituali anche negli anni che vanno dal primissimo dopoguerra al boom economico, quando queste attenzioni morbose sui minori da parte di qualche pretaccio laido e privo di morale venivano considerate all’ordine del giorno e perfettamente “normali”. Si faceva ma non se ne parlava, in un clima di cupa e dolorosa omertà. Se qualche prete veniva pizzicato con le mani nelle mutandine di un bambino, il massimo che gli potesse capitare era essere confinato in qualche paesino di montagna dove poteva continuare a svolgere indisturbato le sue azioni schifose. Il sessantotto, buon per lui, non c’entra proprio un accidente di niente. Anzi, se c’è un merito di quell’anno formidabile è stato proprio quello di dare vita alla liberazione dai tabù sessuali. Finalmente di sesso si poteva parlare. Magari uno non ne parlava esattamente nella propria famiglia di origine (si era pur sempre nella sempiterna prima repubblica cristianuccia e bigottella) ma magari con i compagni (anche in senso politico), con gli amici, con chi si aveva intorno e a portata di mano, tanta era la sete di conoscenza e la voglia di sapere e sperimentare. Di sesso, dunque, e di tutte le sue sfaccettature e brutture si poteva finalmente parlare, discutere, confrontarsi. E denunciare. Per cui se qualcosa ha fatto il sessantotto è stato proprio il dare la possibilità a tutti di far venir fuori gli scandali, di far scoppiare i sozzi bubboni sottesi alla facciata perbenista e ipocrita della Chiesa, di affermare la propria identità come esseri sessuati e con una rinnovata padronanza di sé. Il sessantotto, tra i meriti che ha -e ne ha indubbiamente più d’uno- è stato il più grosso momento di autoanalisi collettiva che la storia recente ricordi. Non ci venga a raccontare bùbbole il Papa Emerito e cerchiamo di rimettere le cose al loro posto, ché a far degli errori storici si commettono delle gravi storture alla realtà e questo non è bello. In Australia, Stati Uniti, Irlanda, la pedofilia della Chiesa continua e assume punti di assoluta e completa rilevanza, e lì non c’è stato nessun sessantotto, fenomeno tipicamente europeo e segnatamente italo-francese. La Chiesa, attraverso la voce del suo rappresentante intellettualmente più significativo, ha perso una occasione magistrale per fare un mea culpa secolare ed evitare di dare la responsabilità ai soliti ammuffiti comunisti e/o comunismi. Peccato. Peccato davvero (in senso polisemico, si intende).

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Silvana De Mari: «L’atto sessuale tra due persone dello stesso sesso è una forma di violenza fisica usata anche come pratica di iniziazione al satanismo»

Silvana De Mari


«L’atto sessuale tra due persone dello stesso sesso è una forma di violenza fisica usata anche come pratica di iniziazione al satanismo».

«il movimento Lgbt vuole annientare le libertà di opinione e sta diffondendo sempre di più la pedofilia»

Sono solo due delle esternazioni che sono costate a Silvana De Mari, dottoressa e scrittrice di libri fantasy, una condanna per diffamazione nei confronti del movimento gay. Il Giudice Melania Eugenia Cafiero, pur assolvendo l’imputata da alcuni capi, l’ha condannata a 1500 euro di multa (contro i 1000 richiesti dal Pubblico Ministero) nonché al risarcimento di 2500 euro di provvisionale al Coordinamento Torino Pride e a Rete Lenford.

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Alberto Stasi condannato per un video pedopornografico

Dunque Alberto Stasi è stato condannato in primo grado per detenzione di materiale pedopornografico.

La notizia, o notiziola, è stata messa in rilievo dalla stampa perché concomitante all’arresto di un sessantenne romano che intratteneva “amicizia” su Facebook con oltre trecento minori.

Tornando a Stasi, la condanna è di 30 giorni di reclusione, che sono stati convertiti in una multa di 1140 euro, più una multa supplementare (perché il reato contestato prevede sia la reclusione che la multa) di altre 1400. Euro.

Robetta, se si considera che per una copia pirata di Windows o di Microsoft Office, o di qualunque altro software a pagamento, o per aver scaricato da Internet “Gli Aristogatti” farlocco si rischia molto, ma molto di più.

Sono le contraddizioni del sistema giudiziario italiano.

Quello che, invece, non è “robetta” è la decisione del giudice monocratico del Tribunale di Vigevano di infliggere a Stasi l’«’interdizione in perpetuo da qualunque incarico di ogni ordine e grado nonchè da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori».

Insomma, il mostro, tanto per cambiare, è servito.

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Padre Hermann Spronck: “Personalmente non condanno a priori le relazioni tra adulti e bambini”

"Personalmente non condanno a priori le relazioni tra adulti e bambini"

"Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso più anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: ‘Padre Herman, ma perchè volete proibirlo?’. Bene, che cosa diresti a un ragazzo così?"

"Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente dirò sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose"

(Padre Hermann Spronck, Capo dei Salesiani per l’Olanda)

Fonte: http://www.dazebaonews.it/dazebao-news/societa/item/3580-pedofilia-il-capo-dei-salesiani-olandesi-i-rapporti-con-i-bimbi-non-sono-un-male

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Google: digiti “Vatican” ed esce fuori pedofilo.com

Mi sembrava si trattasse di una di quelle classiche bufale che tanto piacciono a Paolo Attivissimo, e invece è vero.

In queste ore, digitando sulla barra di ricerca di Google la parola “Vatican” e dando l’invio per la richiesta, si ottiene come primo risultato della lista un link che corrisponde al dominio www.pedofilo.com, che, una volta contattato, dà un “Internal Error”.

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Corriere della Sera: la pedofilia femminile e’ un “disturbo mentale”

I giornali ormai scrivono robe da neurodelirio. E il bello è che prendono anche sovvenzioni pubbliche per scriverle.

Il “Corriere della Sera”, in versione on line, ha dato l’allarme sulla pedofilia femminile.

La fa passare come una sorta di fenomeno di nicchia, sconosciuto, di cui si parla con pudore, o, preferibilmente, non si parla tanto volentieri.

E lo tratta come un “disturbo mentale”. Sconvolgente finché si vuole ma sempre un disturbo mentale.

Dunque, c’è da chiedersi, se la pedofilia delle donne è un disturbo mentale (come la depressione, l’ansia, l’Alzheimer), cioè una patologia psichiatrica, perché quella degli uomini è un reato?

E com’è che se un pedofilo molesta un ragazzino lo incarceriamo (giustamente) per mesi e se lo fa una donna è malata?

Messaggi nevrotici. Cortocircuito dell’informazione.

Finché non crolleremo tutti per aver espiato la pena di sopportare queste falsità.

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Il documentario della BBC sui preti pedofili che Santoro non farà vedere

(screenshot da: www.repubblica.it)

Non lo metteranno in onda, stasera, il documentario prodotto dalla BBC sui preti pedofili. Santoro ha dovuto abdicare (e c’è modo di pensare che lo abbia fatto senza particolare dispiacere, perché si sa, va bene essere giornalisti, ma ad andare contro la Chiesa in Italia… ma quando mai si è fatto?) a quanto ha dichiarato oggi il Segretario Generale della Cei Betoi che ha dichiarato che non ci sono problemi per la messa in onda, ma bisogna denunciare certe falsità contenute nel filmato, insomma, è sconveniente, signori, su via, un po’ di rispetto…
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Pedoweb, maxioperazione dei carabinieri

Dopo quasi un anno di indagine il Reparto Operativo Carabinieri di Roma ed Europol hanno dato vita all’operazione Flashpoint con cui ieri è stato sottoposto a sequestro un sito italiano che distribuiva dalle proprie pagine numerose immagini e video di contenuto pedopornografico, scaricati e utilizzati da una ricca community il cui accesso era rigidamente controllato dai gestori del sito.

Ne hanno parlato ieri proprio i Carabinieri che si sono occupati dell’indagine, spiegando che sono stati registrati quasi 3mila contatti sul sito, contatti che nel corso del monitoraggio hanno consentito di individuare molti, se non tutti, gli appartenenti a questa comunità elettronica illegale. L’individuazione delle persone coinvolte ha fin qui prodotto l’arresto di un uomo di 65 anni, di Roma, la denuncia di 24 italiani che si connettevano al sito da tutto il territorio italiano mentre altre 15 persone sono state denunciate in Romania, Svizzera e Slovenia. Sono tutti sotto inchiesta con l’accusa di detenzione e divulgazione di contenuti di pornografia infantile.

Nel corso dell’operazione, hanno spiegato i Carabinieri, sono stati posti sotto sequestro 48 computer e moltissimo materiale informatico con i contenuti pedopornografici, tra cui smart card fotografiche, migliaia di CD e DVD nonché centinaia di videocassette. A quanto pare, gran parte di questo materiale ritrae abusi su minori dell’Europa centrale e di paesi del sudest asiatico.

Gli inquirenti hanno spiegato che il webmaster del sito aveva adottato diverse tecniche per tentare di proteggere la propria attività. Da una parte era impossibile accedere alla community senza essere "presentati" da altri componenti della stessa, dall’altra venivano spesso cambiati i server a cui si appoggiava il sito. Nel complesso, i contatti al sito hanno portato ad indagini ancora in corso su persone che si trovano in almeno 30 diversi paesi.

"Delle 25 persone individuate in Italia – ha spiegato ieri in conferenza stampa il comandante del Reparto Operativo, Roberto Massi – 7 sono della capitale" mentre "solo uno di questi ha precedenti specifici". "La prima parte dell’operazione – ha aggiunto il comandante del Nucleo Operativo di Roma, Fernando Nazzaro – ha riguardato l’individuazione del sito Internet italiano. La fase successiva è stata l’analisi delle connessioni in rete e del materiale trovato, mentre la parte centrale dell’operazione ha richiesto la collaborazione dell’Europol e ha portato alle perquisizioni, agli arresti e alle denunce, che si sono conclusi all’alba di questa mattina".

da: www.punto-informatico.it

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USA: due minori si scattano foto, è pedopornografia

Ne parla diffusamente il celebre giornalista giuridico americano Declan McCollough su cnet ed è un caso che suscita molto interesse, quello di due 16enni americani, un ragazzo e una ragazza, che sono stati arrestati per diffusione di pornografia infantile.

La chiave di tutto è nel fatto che le immagini finite sotto inchiesta sono state prodotte dai due, riprendendosi nudi e in pose sessualmente esplicite, e poi, dopo averle trasferite sul PC della ragazza, sono state mandate all’indirizzo email di lui. Da lì non si sono mai mosse né ci sono indizi che i due volessero diffonderle ulteriormente o venderle, né che le abbiano fatte vedere ad anima viva.

Eppure sono finiti nei guai. Non è chiaro come la polizia della Florida abbia avuto notizia dell’esistenza di quelle foto ma questo è quanto accaduto e l’inchiesta che ne è seguita ha provocato, appunto, l’arresto.

Da questa indagine è scaturito un processo che ha portato a considerare la ragazza colpevole di aver prodotto una fotografia che riproduce comportamenti sessuali di un minore.

McCollough spiega nel dettaglio la sentenza, racconta anche come e perché uno dei tre giudici che ha deciso si era opposto alla dichiarazione di colpevolezza. Un dibattito di grande interesse: da un lato i magistrati secondo cui "i PC sono craccabili" e le email sono "intercettabili", dall’altro il giudice secondo cui la ragazza in questo caso dovrebbe godere del proprio diritto alla riservatezza.

da: www.punto-informatico.it

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