“Nessuno mi puo’ giudicare” o dell’elogio del “tutti colpevoli nessun colpevole”

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…uno poi dice andiamo al cinema, ma sì, andiamo al cinema, cosa dànno oggi? a un’ora e un quarto di macchina dànno “Silvio Forever” di Roberto Faenza ma c’è da trovare un distributore aperto, dieci euro “stesi” se si va all’automatico, mangiare di corsa, saltare l’abbiocco postprandiale onde trovarsi alle quattremmezzo all’unico cinema che lo proietta, poi c’è sempre da mettere in considerazione che ti devi rovinare lo stomaco a guardare la verità che nessuno vuole considerare come tale, e allora massì, andiamo al cinema qui, ci si va a piedi, così si fa un po’ gli ecologici e non si inquina, pazienza se t’inquinano gli altri con i tubi di scappamento a manetta e le emissioni maleodoranti a nastro, camminare, bisogna camminare, via veloci, hop, hop,

Rocco Papaleo – Basilicata Coast to Coast – Roseto Opera Prima

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“Basilicata Coast to Coast”, o della commedia perfetta, caleidoscopio di trovate e di invenzioni linguistiche, ritmo, ritmo sincopato, jazzistico quanto basta, splendide interpretazioni, assolutamente perfetto nelle trovate, nella trasposizione filmica del tema dell’amicizia al maschile, umoristico senza essere volgare, pur con abbondante uso di volgarismi, inno alle donne impossibili, quelle che si devono sposare entro venti giorni o un mese al massimo, e viaggio, viaggio dal Tirreno allo Ionio, viaggio che vuol dire vita (da Omero ad Antonio Machado nessuno si è mai inventato nulla di diverso), ricerca di sé, esperienza al termine della quale nessuno sarà più lo stesso e ha detto una grossa coglionatura chi ha definito questa pellicola come una “commedia musicale”.

Quattro musicisti lucani mettono l’accento sull’esistenza della Basilicata, ne riscoprono e ne rivivono il gusto percorrendola a piedi in dieci giorni, solo con un cavallo bianco, un cellulare per le emergenze, un computer alimentato a energia solare che vorrei averlo io un impiantino di quelli lì, sì.

Lasciano tutto, mogli, illusioni, ricordi, vite a metà, per percorrere la Basilicata da costa a costa in dieci giorni, contro l’ora e mezza di media di percorrena di un veicolo.

Una Giovanna Mezzogiorno finalmente simpatica e probabilmente anche carina (un po’ più rozza e grassottella, ancorché poco abile nella recita nei dialetti del Sud) si unisce a una banda di sgangherati poeti e musicisti in questo viaggio dell’anima, in cui nessuno si prende mai sul serio e, conseguentemente, non prende sul serio l’Altro.

L’Altro che è amico, fratello, compagno. Una miscela di armate Brancaleone de noàntri con i ricordi fiabeschi dei musicanti di Brema (con tanto di gallo che li segue).

Trovate straordinarie, gag esilaranti, un pensiero per Carlo Levi, un messaggio di speranza, Max Gazzè che non dice quasi nulla e Alessandro Gassman nella parte del tamarro, un po’ stereotipato ma bravo anche lui.

Decisamente papabile. Ma non sarà “papàto”.