The Open DVD 18.07

opendvd

TheOpenDVD è una ricca raccolta di programmi open source per Windows della migliore qualità. I programmi sono stati accuratamente selezionati per assicurare stabilità, facilità d’uso e un’installazione e rimozione pulita dal tuo computer. Include anche dell’utile materiale aggiuntivo relativo ai programmi forniti, documentazione ed esercitazioni. È permesso e incoraggiato l’uso e la copia del DVD e del materiale contenuto in esso così come definito dalle rispettive licenze di utilizzo. (da http://www.theopendvd.it/)

Da oggi The Open DVD (che è un’opera seria e ben fatta) è disponibile anche su questo blog ai seguenti link:

Filename Date
TODVD-it-18.07-nc.iso   9/16/18  3:05 pm
TODVD-it-18.07-nc.iso.md5   9/16/18  3:14 pm

Ho voluto raccogliere la palla lanciata dai (bravi) programmatori del gruppo Linux del Politecnico di Torino e condividere questo DVD (se non sapete come masterizzare un’immagine ISO non ci posso fare niente, imparatelo) con vuoi che mi leggete. Se usate Windows ci troverete molte cose interessanti, tutte aperte e gratuite e sotto licenza libera (mentre l’antologia è coperta da una licenza Creative Commons). Ma che, soprattutto, funzionano bene.

Godete. Ed ecco l’elenco dei software disponibili per lo stupore dei vostri occhi:

Grafica

  • Album Shaper 2.1
  • Blender 2.79b
  • Dia 0.97.2
  • The GIMP 2.10.2
  • Inkscape 0.92.3
  • Open Clip Art Library 2.0

Multimedia

  • Audacity 2.2.2
  • Avidemux 2.7.1
  • CamStudio 2.7.2
  • CDex 2.05
  • GNU Solfege 3.23.4
  • InfraRecorder 0.53
  • MuseScore 2.2.1
  • TuxGuitar 1.5.1
  • VLC 3.0.3
  • VLMC 0.1.0
  • Zinf 2.2.1

Giochi

  • Connectagram 1.2.7
  • Enigma 1.21
  • FreeCiv 2.5.11
  • FreeCol 0.11.6
  • LBreakout2 2.6.3
  • Neverball 1.5.4
  • Sokoban YASC 1.651
  • SuperTux 0.5.1
  • Battle for Wesnoth 1.14.3
  • WinBoard 4.8.0

Utilità

  • 7-Zip 18.05
  • ClamWin 0.99.4
  • Ghostscript 9.23
  • GTK+ 2.24.10
  • MD5summer 1.2.0.11
  • Notepad2 4.2.25
  • Notepad++ 7.5.6
  • Really Slick Screensavers 0.2
  • SciTE 4.0.5
  • Workrave 1.10

Ufficio

  • AbiWord 2.9.4
  • FreeMind 1.0.1
  • GanttProject 2.8.8
  • GnuCash 3.1
  • KompoZer 0.8b3
  • LibreOffice 5.4.7.2
  • PDFCreator 3.2.1
  • Scribus 1.4.7
  • SumatraPDF 3.1.2

Internet

  • FileZilla 3.34.0
  • Firefox 60.0.2
  • Free Download Manager 5.1.37
  • Linphone 4.1.1
  • Pidgin 2.12.0
  • PuTTY 0.70
  • RSSOwl 2.2.1
  • SeaMonkey 2.49.3
  • Thunderbird 52.8.0
  • TightVNC 2.8.11
  • Tribler BitTorrent 7.0.2
  • Vuze (Azureus) 5.7.6.0
  • WinHTTrack 3.49.2
  • WinSCP 5.13.2

Educativi

  • Celestia 1.6.1
  • E-Toys 5.0
  • Geogebra 6.0.472.0
  • Guido Van Robot 4.4
  • Marble 2.2.0
  • NASA World Wind 1.4.0
  • Stellarium 0.18.0
  • Tux of Math Command 2.0.2
  • Tux Paint 0.9.22
  • Tux Typing 1.8.1

Scientifici

  • CaRMetal 3.8.2
  • GraphCalc 4.0.1
  • Maxima 5.41.0a

(informazioni tratte da: http://linux.studenti.polito.it/wp/theopendvd/)

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WordPress: “Siamo felici quando qualcuno diffonde la buona parola”

Screenshot dal documento "Libertà" di WordPress

Dio mio, io adoro WordPress. Davvero, non so che cosa sarebbe stata la mia vita informatica e questo mio blog stesso senza la presenza di questa interfaccina semplice semplice (cioè proprio come piace a me) dalle mille risorse.

E’ incredibile, ma un software o un’applicazione possono DAVVERO rendere migliore la vita. O, almeno, fare in modo di migliorare l’umore per affrontarla, che non è poca cosa.

Mi è successo con WordPress recentemente, mi accadde con PGP molti anni fa. Non li considero “strumenti” (nel qual caso uno varrebbe l’altro) ma vere e proprie manne dal cielo.

Però in WordPress c’è qualcosa che mi lascia perplesso (mi “perplime”, come dicevamo, scherzando, io e una mia amica) ed è la traduzione in italiano della documentazione, della manualistica e di quant’altro. Non parlo certo di manuali cartacei scritti direttamente in italiano e magari disponibili in libreria, ma proprio dei file, delle documentazioni, delle istruzioni e di tutto quanto attiene WordPress, fino, last but not leat, alla licenza.

La licenza non è una stupidaggine, è il documento o l’insieme dei documenti che stabilisce che cosa tu possa o non possa fare con quel pacchetto.

E leggo in un documento denominato “Libertà” (traduzione letterale ma scorretta di “freedom”, che avrei reso meglio con “diritti”, accessibile solo dal pannello di controllo di WordPress una volta installato, che:

WordPress è un software Libero e open source, creato da una community distribuita di sviluppatori volontari, sparsi per il mondo.”
Odiio, “sparsi” per il mondo fa pensare subito a una diàspora, ma cosa sarebbe questa storia della “community distribuita”? Si distribuisce una comunità? E da quando?

“SI ha la libertà di ridistribuire copie del programma originale in modo da aiutare il prossimo.”
Pensavo che poter redistribuire il programma fosse qualcosa di più di un semplice aiuto al “prossimo” (definizione sinistra di evangelica memoria che indica, più semplicemente, gli “altri” in senso generico), pensavo che signoficasse avere l’autorizzazione di poter dare il software a chi si vuole senza dover necessariamente incappare nella legge penale e rischiare la galera per averlo fatto. Chi usa WordPress o lo redistribuisce non è il buon samaritano. Non necessariamente, almeno. A volte la documentazione e i manuali d’uso servono molto di più di un CD o un DVD che contenga in file con tutti i file di starting di WordPress. Voglio dire, aiutare il prossimo significa metterlo nelle condizioni di imparare ad usare una cosa, non dargli quella cosa che non sa usare.

“Siamo felici ogni volta che qualcuno diffonde la buona parola”
E questa è l’apoteosi del WASP che c’è in WordPress. La buona parola? Quale sarebbe questa buona parola? Dovrebbero essere felici ogni volta che viene distribuito il prodotto, perché un prodotto open source e gratuito come WordPress la vince di gran lunga su concorrenti costosi e meno performanti. WordPress è un ottimo prodotto. Anzi, diciamolo pure, un prodotto eccellente. Ma non è il Vangelo, su via…

E ci sarà qualcuno che mi dirà “Se la traduzione così com’è non ti sta bene falla te” (già mi par di sentire il Baluganti Ampelio tuonar queste parole) oppure “RTFM!” L’ho letto il manuale, ed è tradotto male. Problemi??

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Giuliano Marrucci e il “norvegese” Linus Torvalds

Sul sito web della Gazzetta del Rancore (alias: Il fatto Quotidiano) oggi ho trovato una gustosissima anteprima dell’articolo “A cosa servono i padroni se c’è l’open source” (senza punto interrogativo) a firma di Giuliano Marrucci, pisano, se non erro, postato sul suo blog il 16 settembre.

C’è scritto:
Era il 1991 quando in un modesto newsgroup di smanettoni, un giovane norvegese di nome Linus Torvalds…”

Linus Torvalds  norvegese? E da quando??

Tranquilli, “Report” ricomincia tra poco.
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La Regione Puglia prepara una legge per passare all’Open Source

La Regione Puglia ha annunciato con solennità e con sbandieramenti di buone intenzioni che è in preparazione una legge per passare al software libero e far risparmiare così alla Pubblica Amministrazione pugliese una somma che si stima corrispondente a un milione di euro circa, e che, voglio dire, son soldini della gente con i quali si può fare qualcosa di meglio che buttarli in licenze e rinnovi.

A parte il fatto che il gesto giunge tardivo e riparatore (Vendola aveva siglato un accordo con Microsoft, molto criticato in rete), c’è solo di che chiedersi se serva una legge per poter installare dei programmi o dei sistemi operativi open source su un computer.

Tutt’al più basta una circolare interna!

E’ la solita autocelebrazione di dubbia utilità su fatti e circostanze che sono assolutamente normali. E’ come dire "Io ho fatto installare OpenOffice sui computer in carico al Comune di cui sono sindaco!" E va beh, chissà se riusciremo a sopravvivere a cotanta ammirazione o se sverremo per l’estasi mistica, come Santa Teresa.

Oppure se, un giorno, faranno una legge per permettere anche ai cittadini di usare l’OpenSource.
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There’s a Stallman waking in the sky

Devo ammettere che non mi è mai stato troppo simpatico Richard Stallman, santone e guru del movimento open source.

Non perché in un qualsivoglia movimento non ci sia bisogno anche di filosofeggiare e di trarre teorie dagli spunti pratici, anche se sarebbe preferibile trarre spunti pratici dalle teorie. Che ne so, sensazioni a pelle.

Poi si invecchia. Tutti, voglio dire, mica solo Stallman, e la si smette (sia pure con fatica) di fare i bischeri.

Durante la notte bianca contro il provvedimento dell’AGCOM sul copyright in rete, l’intervento di Stallman è stato certamente il più lucido e il più applaudito. Ha parlato senza mezzi termini, senza peli sulla bocca e, soprattutto, in modo chiaro. Mia moglie, che stava cenando e lo ascoltava, ha lasciato cadere la forchetta per poco non mi ha detto “Sì, e adesso vogliamo l’Istria e la Dalmazia!!”

Si è fatto tradurre dalla conduttrice (taaaaaanto caruccia, vero…) scandendo le parole una per una che sembrava un dettato del corso di inglese su dischi di Selezione dal Readers’s Digest, e poi l’ha corretta dicendo che lui non voleva dire “contenuti” ma “lavori”.

Ogni tanto vale la pena sentire Stallman, se vi capita…
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E’ in linea Open Parlamento

Oggi (o ieri) è stato aperto il sito Open Parlamento, che ha un suo specifico dominio indipendente (www.openparlamento.it) ma che viene reindirizzato su un dominio di terzo livello di openpolis.it (http://parlamento.openpolis.it).

Cosa sia il sito, che offre anche delle informazioni sfiziose sui nostri parlamentari, come, ad esempio, il numero delle presenze in aula, stilando classifiche e graduatorie varie, e rivelandoci perfino chi è che vota in modo dissenziente dal proprio gruppo (per la cronaca, il meno ligio alle direttive del proprio gruppo parlamentare è Furio Colombo -PD-), non l’ho ancora capito.

E’ certamente retto da una associazione che si dichiara "indipendente, apartitica, aconfessionale e senza scopo di lucro" (praticamente tutto il contrario del nostro parlamento), ma non è dato sapere come si siano costituiti (sono una OnLus??)

Chiedono, ovviamente, delle donazioni, e la cosa non mi piace.

Non perché le chiedano (di qualcosa devono pur campare), ma per i soliti giochini alla LiberLiber che riguardano un po’ tutto l’associazionismo, si crea una associazione, poi ci si possono mettere dei soldini, tanto si detraggono dalle tasse, neglio se si è titolari di qualche piccola impresa.

Come dire, non ci ho capito molto, mi fido ancora di meno, ma qualcosa di buono si può salvare.

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NonNotizie: Internet Cinese arriva in Italia

Roma- «I nostri concittadini non dovranno piu sentirsi inferiori agli USA!» Infatti, se gli Americani hanno raggiunto la Luna, gli italiani presto sodomizzeranno internet". Con queste parole, il dottissimo e costituzionalissimo sentatore Adolf Giampiero D’Alia ha commentato l’emendamento volto a controllare internet. Ma come dargli torto? Potrebbe capitare che un onesto cittadino, dopo essere divenuto fan su fakebook dell’Onorevole Toto Riina, voglia diventare un gangster e poi ambire alle cariche politiche. Cosa inaccettabile e senza precedenti per un paese onestissimo come l’Itaglia! E che dire di Nonciclopedia? La macchina del male per antonomasia che ha spinto giovani e vecchi al suicidio, all’ateismo, al sesso prematrimoniale e allo scherno del -inchino- magnifico prensidente del consiglio  cavalier Silvio Berlusconi duca d’Arcore e della mafia (che non esiste)  sarà presto oscurata ed i suoi amministratori saranno fustigati davanti alla tomba di Aldo Moro.
Italiani, a cosa vi servirà mai internet quando le notizie vengono imparzialmente divulgate dalle 12 (ed uniche) reti italiane del cavaliere?

da: Nonciclopedia
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/NonNotizie:Internet_Cinese_arriva_in_Italia

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Wikipedia e’ un’enciclopedia libera ma la sua versione statica no


Wikipedia non è una risorsa totalmente libera.

O, quanto meno, vorrebbe esserlo, fa di tutto per riuscirci, ma a volte sembra inciampare sui suoi stessi principi etici e suppostamente morali.

Si dice che in base a una licenza libera, che si chiama GNU-Free Documentation License il contenuto di Wikipedia sia altrettanto liberamente redistribuibile.

La licenza in questione, se qualcuno avesse voglia di farci una passeggiatina, è possibile trovarloa qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Testo_della_GNU_Free_Documentation_License

Tra le cose che questa licenza dice c’è questo:

"You may copy and distribute the Document in any medium, either commercially or noncommercially, provided that this License, the copyright notices, and the license notice saying this License applies to the Document are reproduced in all copies, and that you add no other conditions whatsoever to those of this License. You may not use technical measures to obstruct or control the reading or further copying of the copies you make or distribute. However, you may accept compensation in exchange for copies. If you distribute a large enough number of copies you must also follow the conditions in section 3.

You may also lend copies, under the same conditions stated above, and you may publicly display copies."

che tradotto dall’inglese significa, più o meno, che ogni voce di Wikipedia può essere copiata e redistribuita commercialmente o non commercialmente (in pratica, uno può anche rivendersela, se qualcuno gliela compra) a patto che la licenza di cui sopra venga riprodotta e che la redistribuzione venga effettuata con la stessa licenza, anche se il prodotto viene modificato.


Ho trovato una versione statica di Wikipedia, all’indirizzo

http://static.wikipedia.org

in comode pagine HTML (buono!) ferma, negli aggornamenti, al 28 gugno 2008 (e va beh, una volta quando si compravano le enclclopedie cartacee per la casa non ci si faceva troppo caso, se avevi i soldi ti compravi gli aggiornamenti, se non li avevi ti tenevi l’opera di consultazione così com’è).

Wikipedia dice che la versione statica non può essere redistribuita se non modificata, e che, comunque, è stata ideata per un uso personale o di intranet, se no è violazione del Trademark.

In pratica, se te la tieni per te va bene, ma la cultura libera di circolare, di fatto non lo è, che senso ha una enciclopedia libera di essere riprodotta se poi non può essere riprodotta senza incorrere in qualche cavillo?

E poi "violazione del marchio di impresa"? Da quando in qua Wikipedia è una impresa?

O forse è proprio questo che sta dietro a una decisione quale quella di impedire la copia e la libera diffusione, anche sul web, di una "fotrografia" ferma al giugno 2008?

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Le foto del Linux Day

Non amo particolarmente mettere carrellate di foto sul blog, soprattutto se si tratta di istantanee riferite ad eventi particolari o personali (avete presente quei blog creati apposta per far vedere delle foto che pesano un accidente e sono state scattate durante la luna di miele e che non gliene frega niente a nessuno? Ecco, quelle…).

Però per il Linux Day si può fare una felice eccezione (solo per il Linux

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E’ il Linux Day: festeggialo ad Atri!

*Festeggia il Linux Day 2008 con il Pineto LUG e l’ Associazione Studentesca Atriana*

Il prossimo 25 ottobre, ad Atri (Teramo), presso la sede dell’Associazione Studentesca Atriana, in piazza Duchi d’Acquaviva 10, a si terrà dalle 15,00 in poi il Linux Day organizzato dal Pineto Linux Users Group (Pi.LUG).

Sarà un’occasione per incontrare la cittadinanza interessata, e in particolare il pubblico più giovane, per confrontarsi sulle prestazioni innovative del sistema operativo Linux, sui temi dell’open source, delle licenze libere, del libero accesso alle informazioni e di una visione diversa del copyright e del diritto d’autore.

Nato 17 anni fa, il sistema operativo Linux si è imposto per flessibilità, sicurezza e facilità d’uso presso un numero di utenti privati, pubbliche amministrazioni e enti istituzionali sempre maggiore.
Disponibile in molte distribuzioni, costituisce uno strumento libero, gratuito ed aperto per soddisfare le esigenze più svariate, ponendosi in seria e valida alternativa allo strapotere dei sistemi operativi proprietari.

Durante l’incontro sarà possibile ritirare gratuitamente la versione di Linux preferita su CD o DVD-ROM, installare Linux sul proprio PC in maniera guidata, semplice e intuitiva, assistere a un seminario su Linux e la filosofia Open Source nonché alla presentazione di un corso base di Linux per principianti da effettuarsi successivamente alla manifestazione.

Inoltre ci sarà la proiezione di due film: Revolution OS I e II e numerosi altri filmati a tema.

Ricordiamo che l’ingresso sarà libero.

Per maggiori Informazioni: http://www.pinetolug.org pineto-lug@inventati.org
info@pinetolug.org

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Facebook? No, grazie

Bisogna che lo affermi fortemente (come diceva il Poeta), che non ho mai provato una particolare attrazione per Facebook non ho mai capito a che cosa serva e perché la gente lo usi.

Però stamattina ho scoperto che Phoebe, la mia blogger preferita (http://phoebe.splinder.com/, andate a farle una visita, ne vale la pena) si dichiara addirittura "Facebook addicted".

E va behe, Phoebe l’ha dichiarato il primo agosto e il caldo fa di questi e di ben altri scherzi, per cui non dispero di ritrovarla rinsavita sul suo blog agli inizi di settembre, quando il mese delle crisi (come lo chiamava una mia compagna d’università del cui nome non voglio ricordarmi al punto da non ricordarmelo sul serio) ti fa rimbalzare sulla realtà mostrandotene tutta la cruda pragmaticità.

E va beh, sono un inguaribile ottimista, e mi illudo sempre che certe patologie siano reversibili.

Quindi sono andato a curiosare su questo Facebook e ho scoperto che

 

 Dio mio: Facebook mi mette in contatto con le persone che mi "circondano".

Già il fatto che la gente mi "circondi" mi sa molto di telefilm in bianco e nero de "Gli intoccabili", dove si gridava "Arrendetevi, siete circondati!"

Lo so benissimo che sono circondato da tanta gente, ma non è detto che questa sia una cosa di cui gioire.

Vado avanti e l’interfaccina spartana del sito mi dice che usando Facebook posso:

* Restare in contatto con amici e parenti

(cazzo, e pensare che per farlo hanno inventato dei cosi che si chiamano telefoni! Non ce la vedo proprio la zia Giannina con un account sul Libro delle Facce)

* Condividere foto e video

(…e per quello c’è la posta elettronica, ci sono i blog, i siti web, gli stessi telefonini, e pensare che ai miei genitori, che di Internet non ne capiscono una verza, ho spedito via posta tradizionale -sì, quella con la busta e il francobollo- un paio di fotografie stampate su carta -perché la posta tradizionale si può ancora usare… o no??-)

* Definire la tua privacy online

(…questa è la migliore… ci pensano loro a definire la *mia* privacy on line? Ho solo da ringraziare due persone per la mia privacy on line, il Dr. Phil Zimmermann, creatore dell’ineguagliato PGP, -che sa una sega il Lys cos’è…- e il Garante per la Protezione dei Dati Personali che mi ha dato ragione ogni volta che gli ho rivolto un ricorso…)

* Contattare i tuoi ex compagni di classe

(Ma chi, il Virzì? Mi ci mancherebbe solo lui…
Comunque proviamo… inserisco un nome e non c’è, ne inserisco altri cinque o sei e non ci sono… I miei compagni di scuola hanno cose migliori da fare che iscriversi a Facebook, evidentemente, e gliene sono grato dal più profondo del cuore.)

C’è, poi, un accrocchio che ti permette di verificare se i tuoi contatti su MSN sono iscritti o meno alla community.
Inserisco i dati richiesti (tlìcchete, tlìcchete…) premo enter e…

Non avete potuto *firmare* sul mio account? E ci mancherebbe anche altro!
E non ho nessuna voglia di vedere se ho "entrato" il mio account "corrigemente", imparate a scrivere e a trattare i vostri utenti per quello che sono, utenti, appunto, non destinatari di una sgangherata traduzione on line.

Vuoto mito americano di terza mano! Facebook non mi avrà.

Ma Phoebe non tornerà più, lo sento…

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Wikipedia e il “recentismo”

C’è qualcosa di strano in Wikipedia, anzi, di antico.

La storia: ho bisogno di consultare la sedicente enciclopedia alla voce "Carfagna Mara" per vedere se l’Onorevole fosse stata eletta o meno nella rpecedente legislatura, dato che figurava un "Carfagna" nell’elenco dei deputati e senatori di Forza Italia che avevano votato a favore dell’indulto.
Naturalmente era lei. Fine della storia.

La voce "Carfagna" era preceduta da una sorta di disclaimer che mi informava che le informazioni ivi contenute potevano essere condizionate dal "Recentismo".

Cazzo è il "Recentismo"?

Prendo il dizionario, ignorante come sono, e non ci trovo nessun lemma relativo al "Recentismo" di cui sopra.

Sarà ignorante anche il dizionario. O forse, tanto per cambiare, quelli di Wikipedia si sono inventati un termine a loro uso e consumo.

Siccome c’è un link apposito ci vado:

"Il recentismo è la tendenza dei Wikipediani a modificare le voci senza prendere in considerazione una prospettiva storica di lungo termine, o di creare nuove voci che ingigantiscono l’importanza e l’influenza di una questione che ha ottenuto una recente attenzione da parte dei media."

In breve, la tendenza a scrivere cazzate e gossip.

Infatti alla voce "Carfagna Mara" si parla degli apprezzamenti che il Premier avrebbe fatto alla riverginata Ministro, dicendo che se la sarebbe sposata, e alla polemica che Veronica Lario fece uscire su "Repubblica".

C’è solo da chiedersi se tutto questo sia cultura, considerata l’innegabile tendenza dei wikipediani a confondere l’enciclopedismo con la tuttologia.

Scrivono ancora Lorsignori:
"Piuttosto che essere valutate come un fattore sufficiente per la cancellazione della voce, le accuse di recentismo dovrebbero essere considerate un sintomo del processo editoriale (quindi della modificazione) e un’ulteriore esortazione al miglioramento della voce stessa."

Della serie: "Non è vero che scriviamo cazzate, è che ci dipingono così".

Segue una spiegazione incomprensibile (giusto, se no che spiegazione è?)
"Il recentismo è spesso citato come uno degli elementi problematici del pregiudizio sistemico di Wikipedia, ma questo pregiudizio può essere il risultato della difficile decisione editoriale di documentare un fatto quando sta accadendo."

Ecco qual era il punto, il pregiudizio sistemico!
Come ho fatto a vivere per anni senza il "pregiudizio sistemico" di Wikipedia? Cioè quello che fa dire ai wikipediani con un notevole scatto di orgoglio "ad esempio le voci Loredana Lecciso ed Elisabetta Gregoraci sono più esaustive rispetto alla voce Alberto Manzi."
Oh, diàmine, sì, certo, la Lecciso e la Gregoracci, eccola lì la cultura libera.

Ed eccoli qui i Wikipediani, a inventarsi parole per spiegare il nulla, per cercare di giustificare il fatto che la loro enciclopedia fatta dal basso e dalla gente non può che riflettere l’ignoranza e la presunzione di chi la fa.

Perché se la gente scrive voci sulla Lecciso e la Gregoracci è anche e soprattutto perché è questo che le interessa (cosa volete trovarci sulla Wikipedia italiana, una voce sul poeta catalano Rafael Cansinos-Asséns che, guarda caso, nella versione inglese è regolarmente presente? No, ci trovate la Gregoracci, alla faccia della poesia…) , ed ha anche la presunzione di pensare che sia interessante anche per gli altri.

Vaffanculo loro e il recentismo!


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DreamLinux – RIPLinux e il software Linux di Giugno

OOXML di Microsoft diventa standard ISO

(…e ora, detto fra parentesi, sono affari nostri e quaini di Bill Gates!)







ISO deve ancora rendere noti i risultati ufficiali ma non sembrano proprio esservi dubbi: la richiesta di formalizzazione a standard di OOXML, il formato documentale proposto e sostenuto da Microsoft, ha trovato accoglimento. Il complesso processo di approvazione è dunque giunto a compimento e il big di Redmond ha portato a casa un risultato agognato da lungo tempo. Microsoft riporta le cifre che girano in rete proprio adesso: l’86 per cento dei national body di ISO avrebbe approvato OOXML (il 75 per cento è il minimo secondo le regole ISO).

L’annuncio ufficiale dell’avvenuta formalizzazione dovrebbe essere diramato entro le prime ore di mercoledì ma le tracce dell’approvazione si moltiplicano dentro e fuori dagli ambienti ufficiali. Il fatto che non sia subito reso ufficiale da ISO si deve alla procedura prevista in questi casi: l’Organizzazione trasmette i risultati ai national body dei singoli paesi, quelli che hanno partecipato alla votazione, affinché questi ultimi confermino la correttezza dei risultati loro attribuiti dalla stessa ISO. Passate le 24-48 ore da quel momento, ISO rende pubblici i risultati che, come detto, non sembrano lasciare dubbi sull’approvazione di OOXML. Solo in quel momento sarà possibile tirare un bilancio di quanto avvenuto, per il momento Punto Informatico ha raggiunto Andrea Valboni, National Technology Officer di Microsoft Italia, per raccogliere le prime impressioni. Continua la lettura di “OOXML di Microsoft diventa standard ISO”

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