Elogio del comprare libri on line

Ma come sarà bello ordinare i libri on line?

Oddio, on line è bello comprare di tutto, “anche un culo gnudo”, come diceva la mi’ nonna Angiolina, ma i libri sono una particolare goduria.

Ti fanno uno sconto variabile dal 15 al 30% se va bene. Se ordini più di 19 euro di letture (ed è difficilissimo stare sotto questa cifra) ti abbuonano le spese postali, invece se non li raggiungi lo sconto ti ammortizza i costi di invio e se paghi qualcosina in più rispetto al prezzo originale di copertina ti sei risparmiato la rottura di palle di andare in libreria, cercarlo, poi magari non l’avevano, hai dovuto ordinarlo, ci devi tornare, non hai notizie, la libraia è scema, e comunque in poco tempo arriva il corriere (hop!) che te lo porta a casa.

Scegli cosa ti pare e soprattutto non rischi di trovare l’intellettualino sfigato che fa finta di sfogliare qualcosa che non acquisterà solo per darsi un tono.

Non ti addebitano il costo dei libri fino al momento della spedizione e quando il tutto ti arriva a casa, anche se sai già cosa c’è dentro, c’è l’allegria di aprire un pacco (quella di ricevere un pacco, prima di internet era una sensazione che si assaporava solo a Natale), toccare libri praticamente usciti dalla casa editrice senza che qualcun altro li abbia sgualciti o sporcati.

What a wonderful world!

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Il blog di Beppe Grillo è un magazine on line

Cliccare sull'immagine (da www.beppegrillo.it) per ingrandirla

Poi uno dice “ma ci sarà qualcosa che ti dà noia di Beppe Grillo”?
Eccoci, pronti a fare autocritica dall’interno: sul blog è apparsa (chissà da quanto tempo, ma io l’ho vista solo ora -abbiate pazienza, in sei mesi di ospedale di cose ne accadono tante fuori, e le cose sono tante ad accadere ma io sono solo uno a scrivere) la scritta che definisce la risorsa web di Grillo come “Il primo magazine solo on line”.

Cazzo è un “magazine”? Dovrebbe essere una sorta di giornale, di periodico, di quotidiano, ma è proprio questo che non mi piace. Questo blog che leggete non è né un giornale, né un periodico, anzi, è proprio caratterizzato da una forte aperiodicità, non pretende di dare delle notizie ma di riportare il mio pensiero. Questo è il senso del blog. E’ talmente poliedrico che sfugge a qualsiasi denominazione. Ergo, se gliene affibbi una (“magazine”, addirittura) lo pieghi a quello che non è.

Un blog è qualcosa di agile ma allo stesso tempo rozzo, primordiale e immediato. E’ un giornalino della parrocchia. “Magazine”?? Ma via… no, grazie, abbia pazienza, Grillo, oggi son disturbato di stomaco.

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