Mira mira l’olandesina…

I Mondiali stanno già mettendo a nudo il nostro spirito di rivincita e il fatto che, tutto sommato, dei valori sportivi e del valore universale della manifestazione ci importa una solennissima cippa.

L’Olanda ha schiacciato, ma che dico, ha umiliato la Spagna. Ha giocato benissimo, ha tirato in porta una goleada che poteva anche essere un punteggio tennistico, Casillas aveva la faccia della disperazione, di più, era la personificazione dell’esperpento come teorizzato da Valle-Inclan negli anni ’20, ma tanto sapete assai voi.

E la gente sui social network a scambiarsi messaggi del tipo “Avete visto l’Olanda ieri? Ahahahahahah!! E vaiiiii, miticaaaa!!

E sono persone che non hanno sentito parlare dell’Olanda fino al giorno prima, che non sa nemmeno dove si trovi o che lingua si parli. Tutt’al più ha scoperto dalla telecronaca della partita che la gente spesso si chiama “Van der Qualcosa”. Cosa rappresenta la squadra dell’Olanda? Semplice, rappresenta il più forte, rappresenta chi non solo batte gli avversari (ieri il Messico ha battuto il Camerun, ma siccome il risultato era solo di 1-0 non se lo è filato nessuno), ma li umilia davanti al mondo. Insomma, esattamente quello che vorrebbe fare ciascuno di noi in un mondo immaginato ma nemmen troppo.

Ai miei tempi l’olandesina era un personaggio che seguiva Corrado nella pubblicità del sapone Mira Lanza, tu pensa quanto ci ha già rincoglioniti il Mondiale.

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Padre Hermann Spronck: “Personalmente non condanno a priori le relazioni tra adulti e bambini”

"Personalmente non condanno a priori le relazioni tra adulti e bambini"

"Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso più anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: ‘Padre Herman, ma perchè volete proibirlo?’. Bene, che cosa diresti a un ragazzo così?"

"Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente dirò sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose"

(Padre Hermann Spronck, Capo dei Salesiani per l’Olanda)

Fonte: http://www.dazebaonews.it/dazebao-news/societa/item/3580-pedofilia-il-capo-dei-salesiani-olandesi-i-rapporti-con-i-bimbi-non-sono-un-male

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Famiglia cristiana – Le piu’ belle cartoline dei lettori

Questa cosa del Postcrossing sta dando buoni frutti, ed è grazie alla lungimiranza della nederlandica Tjitske, cui va la più austera gratitudine piena della solita alterigia di sempre, che sono in grado di mostrarvi questa cartolina dal titolo "Famigliuola oculata".

Nell’istantanea si riconoscono i non più giovanissimi Baneschi Quintilio e Michelozzi Adalgisa assieme ai figliuoli Dànika e Màico. Sul tavolo appare anche il loro cane (ringhioso) Grongo che un nanosecondo dopo lo scatto azzannerà la mano del Baneschi con la sua solita vorace postura come per dire "E’ pronta cena?" mentre il piccolo Màico batte le manine per la gioia.
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Gli 80 anni di Anna Frank e il suo diario

Ho sempre avuto un po’ di timore reverenziale e di soggezione davanti a un’opera come "Il diario di Anna Frank".

ce la facevano leggere a scuola alle medie, perché esistevano quelle orrende e pericolosissime edizioni della Einaudi che comprendevano opere come "Il barone rampante" di Calvino, "Un anno sull’altipiano" di Emilio Lussu, le "Lettere dei condannati a morte della resistenza", una scelta dall’"Antologia di Spon River" di Edgar Lee Masters e, appunto, il "Diario" di Anna Frank.

La caratteristica che mi rendeva orribile e pericolosa quella collana era la faciloneria con cui queste opere, indubbiamente impegnative e non destinate ai ragazzi, venivano spacciate come letture adatte a un pubblico, sia pure di studenti, fatto soprattutto di adolescenti brufolosi e con gli ormoni che giravano a velocità supersonica.

Quindi ho sempre visto il "Diario" di Anna Frank come un’opera "gabellata" da infanzia, con la scusa che a scriverla era stata una persona più o meno della mia età.

Questa cosa non mi piaceva affatto. Non amavo quel pietismo da scuola infantile con cui mi dicevano "Ecco, vedi? Adesso Anna scrive alla sua amica immaginaria…" Tutto sembrava così favolistico, quando, invece, tutto era così spaventosamente reale.

Anche la scrittura di Anna Frank che, per quel poco che mi ricordo, mi sembrava avere un certo nerbo e una notevole forza emotiva.

Ad Amsterdam sono stati raccolti in mostra permanente tutti gli autografi di Anna Frank, che, poverina, non dovette scriverne molti in vita sua.

Oggi Anna Frank avrebbe compiuto 80 anni. Mi sembra una buona occasione per andare a omaggiare la cara vecchietta rileggendo il suo "Diario". Forse, adesso che non si è più bambini, è il momento giusto.

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Conto Arancio

E allora Sissignori, abbiamo perso.
E abbiamo perso di brutto, con un 3-0 (anzi, 0-3, per i pignolini) che non dà scampo.

Chè le partite si vincono e si perdono, non è la morte di nessuno.

Però qualcuno dovevano crocefiggere, e siccome abbiamo una squadra di pirla pagati milioni di euro per essere dei sacrosanti idoli del nulla, allora hanno crocefisso Donadoni.
Che è il più simpatico di tutti, se non altro perché allenava il Livorno.

Donadoni ha detto delle cose di gran buon senso. Ha detto che va beh, abbiamo perso, e ora a rimboccarsi le maniche.
Non ha detto “E’ un gioco!” perché lo avrebbero fucilato all’istante proprio perché è vero.

Il calcio per molti è la vita e c’è di che preoccuparsene.

Il calcio è un vuoto che riempe i vuoti.
Si passano ore dal barbiere, al bar, in macchina con gli amici, sui luoghi di lavoro a parlare di difesa a zona, di moduli, e di schemi difensivi, del gol che non c’era perché era in fuori gioco (e non si dice che l’Italia avrebbe perso 2-0 comunque), di Toni che non era in forma, cazzo, con tutti i soldi che prende altro che essere in forma, una supposta di pepe di Cayenna e via correre…

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