Piergiorgio Odifreddi pubblica “Caro Papa ti scrivo” per Mondadori

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Piergiorgio Odifreddi è un signore che ha avuto modo di scrivere e dichiarare, nella sua vita:

"La vera religione è la matematica, il resto è superstizione. O, detto altrimenti, la religione è la matematica dei poveri di spirito."

"Aspetto la dissoluzione della morte, ma non un’altra vita in un mondo che non verrà."

E’ stato eletto Presidente Onorario dell’Unione Agnostici e Atei Razionalisti, associazione a cui ho affettuato, in passato, qualche piccola donazione da privato cittadino (e pirla quale sono).

Ha pubblicato il volume "Caro Papa ti scrivo", a proposito del quale si legge sul suo sito personale: "Nell’autunno del 1959 Piergiorgio Odifreddi varcò la soglia del Seminario di Cuneo. La sua intenzione era quella di diventare un giorno papa, e benedire da una finestra di Piazza San Pietro la folla estasiata."

Il libro è stato pubblicato per Mondadori, la casa editrice del Presidente del Consiglio.

A tutt’oggi il libro non è stato elencato neanche nella biografia di Odifreddi su Wikipedia.

Qualche ragione ci sarà (e questa volta la condivido).

Piergiorgio Odifreddi sbaglia i calcoli per continuare a pubblicare con Mondadori

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Piergiorgio Odifreddi è, purtroppo, uno dei personaggi più osannati dal cosiddetto mondo “antagonista”.

Il ragazzo, matematico e scienziato per vocazione, ha intuizioni felici e riesce a conquistare un vastissimo pubblico di persone che, non avendo la sua stessa preparazione scientifica e culturale, gli crede.

E’ un anticlericale assoluto, circostanza che gli rende solo onore. Wikipedia dice di lui, con la sua approvazione che “ha frequentato i primi quattro anni delle elementari dalle Suore Giuseppine, e la quinta elementare e le tre medie nel Seminario Vescovile di Cuneo”.
Sono circostanze che potrebbero fare incazzare chiunque, gliene diamo atto, ma non mi sembra sia un buon pretesto o motivo per prendersela con la Bibbia, che ha il sol odifetto di essere un’opera (anzi, un insieme di opere) di tipo letterario. E invece no, Odifreddi la Bibbia la odia, la odia talmente da dimenticarsi di odiare chi ne ha fatto scempio nel corso dei secoli, ma il ragazzo è giovane e queste cose le capirà.


Pubblica, anche lui, per Mondadori.
Recentemente, in un’intervista al Corriere della Sera siglata da Taglietti Cristina (proprio così, perché si firmano prima con il cognome e poi con il nome, come sui registri di classe, o in Veneto…) ha detto che lui non abbandona la Mondadori perché si sente libero di dire quello che vuole senza censure, e ha dichiarato:


“Essendo io un matematico, faccio due calcoli e sommo i 350 milioni di euro di cui si parla in questo caso, dovuti al fisco, con il maxi-risarcimento da 750 milioni che la Fininvest è stata condannata a pagare alla Cir di Carlo De Benedetti. Fa un totale di 1 miliardo di euro.”

E qui la prima legnata al matematico insigne è inevitabile. A casa mia (e anche a casa del Professor Odifreddi, evidentemente) 350 milioni di euro + 750 milioni di euro fa 1100 milioni di euro, cioè un miliardo e cento milioni di euro.

Non è una svista da poco. Via, a ripassare le tabelline!

Poi, bontà sua, continua:

“Ecco, quel miliardo di euro è esattamente la cifra che la Chiesa cattolica riceve dallo Stato con l’ 8 per mille. Il Vaticano è un’ azienda e non c’ è paragone tra i benefici che Berlusconi riceve dallo Stato e quelli che riceve la Chiesa cattolica.”

Dunque, ricapitolando, siccome Berlusconi riceve infinitamente meno di quanto non riceva la Chiesa Cattolica con l’otto per mille, allora è sempre meglio pubblicare per la Mondadori che è di Berlusconi e che, tutto sommato, ci raccatta degli spiccioli. Faccia il piacere Odifreddi di andare a cercare scuse migliori e più convincenti, io il mio otto per mille lo destino all’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste. Quindi, se si può NON dare l’otto per mille alla Chiesa Cattolica è segno evidente che si può anche NON pubblicare per Berlusconi, ancorché faccia una manovrina di portata infinitesimale rispetto al flusso di denaro che entra nelle casse del Vaticano. Non fa una grinza.

La perla di arrampicamento sugli specchi sta nel finale:

“Però io sono un divulgatore scientifico, vado da chi mi permette di esporre le mie idee, a patto che queste vengano rispettate, cosa che finora da Mondadori è avvenuto. Lo stesso Josè Saramago, che pure era di sinistra, se n’ è andato da Einaudi non perché si fosse posto il problema della proprietà, ma perché era stato censurato”

Che uno vada da chi gli permetta di divulgare le proprie idee senza stravolgerne il senso mi va anche bene, ma che uno venga a tirar fuori José Saramago che è morto, non si può difendere, e per giunta è stato censurato, questo non mi sta bene, perché non è che se il padrone (di Einaudi o di Mondadori è lo stesso) censura Saramago, automaticamente Odifreddi si sente legittimato a restare perché non hanno censurato lui.

Avevo una qualche stima di Odifreddi, pur non considerandolo tra i miei santi preferiti in paradiso. Mi sa che, dopo queste sue dichiarazioni, faccio bene a tornarmene all’inferno, dove almeno avrò compagnia più simpatica e sincera.

Piergiorgio Odifreddi e Wikipedia

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Su "Il Fatto quotidiano" di oggi è apparsa una intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Piergiorgio Odifreddi che comincia con il commento della voce relativa allo scienziato e contenuta su Wikipedia.

Odifreddi, candidamente, ammette di averla scritta lui, e che i supervisori di Wikipedia non volevano nemmeno credergli quando ha fornito il dato autobiografico di aver frequentato il seminario.

E’ incredibile: l’interessato che dà informazioni sul proprio passato e quelli di Wikipedia che non gli credono, preferendo alla versione della sua scheda personale (immagino che Odifreddi conoscerà molti più particolari su se stesso di quanto non ne conoscano i lettori dell’enciclopedismo di massa) quella scritta da "cattolici pazzi fondamentalisti" (sic!), per poi dire allo stesso Odifreddi "Lei sta facendo del vandalismo!", eh, ma come si permettono?

Un incidente del genere pare sia accaduto anche a Umberto Eco quando ha corretto la voce che lo riguardava e che diceva che il semiologo avrebbe sposato la figlia del suo editore (dato rivelatosi errato).

Non c’è nulla da fare, quelli di Wikipedia sono troppo simpatici.