Come disabilitare le notifiche di lettura su WhatsApp

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A me WhatsApp piace. Mi è utile per comunicare brevemente con le persone, ci mando foto, raramente qualche video, ci rompo spesso le scatole al prossimo, quando sono in Toscana faccio delle videochiamate con mia figlia, insomma, mi ci trovo assai bene.

So altrettanto bene che si tratta di uno strumento tremendamente invasivo per quello che riguarda la privacy. Ma è un prezzo che sono disposto a pagare e quando lo uso non penso che è di proprietà di Zuckerberg o come si scrive. Esattamente come quando mangio la Nutella non penso al fatto che le nocciole possano essere turche, la mangio e basta, butta giù che ti fa bene!

Ma una delle cose che non potevo sopportare, fino a ieri, di WhatsApp, erano i doppi segni di spunta azzurri che mi notificavano l’avvenuta lettura del messaggio da parte del destinatario.

Voglio dire, mi scrivono un messaggio, me lo mandano, a quel punto WhatsApp segnala con un segno di spunta singolo l’avvenuta ricezione del messaggio sui suoi sistemi, e con un segno di spunta doppio (di colore grigio) che quel messaggio è stato inoltrato sul terminale del destinatario (cioè me), perché mai il mittente dovrebbe sapere anche se ho letto quel messaggio o meno? Ma saranno affari miei? Volete anche sapere se mi è piaciuto, se risponderò e quando risponderò. Perché poi la componente psicologica è quella: l’hai letto quindi adesso sei costretto a rispondere. E la gente magari lo fa anche, con una faccina, un dito alzato, un gomito piegato (particolarmente ostile quest’ultimo), il sorrisino che fa vedere che scendono le lacrime, quello che mostra la bocca spalancata (perché ce ne sono di diverse tipologie, uno solo non bastava), cuoricini a gogò, gattini, micetti, felini in fasce, disegnini vari, casine, casette, caselle, orsacchiotti, peluscini, Di Stefano ora basta.

Insomma, perché mai una persona dovrebbe sapere se io ho letto o meno un suo messaggio? E quando l’ha saputo cosa cambia? Mi dà fastidio questa cosa. E allora l’ho tolta. Non pensavo si potesse fare e invece ho trovato il modo. Ve lo trascrivo qui di seguito:

– Si apre l’applicazione.
– Si clicca sui tre puntini verticali in alto a destra.
– Poi si va su “Impostazioni”
– Da qui su Account —> Privacy.
– Sul menu “Privacy” si disattivano le “Conferme di lettura”.

Si tratta di una operazione a doppio binario. Vuol dire che, una volta compiuta, chi vi scrive non saprà se voi avete letto il messaggio, ma se voi scrivete a qualcuno, analogamente sarete voi a non poter avere la conferma di lettura da parte del destinatario. E va beh, pazienza, diamo agli altri quello che pretendiamo per noi e viviamo tutti più leggeri. Meno stress, meno impazienza. Hasta pronto.

Pane e Nutella

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In principio erano i bucatini della Barilla conditi col Gran Ragù Star. Poi è arrivato Santo Stefano e Salvini, per non far vedere di essere venuto meno alle sue scelte di alimentazione industriale ha deciso di fare colazione con pane e Nutella. Fin qui nulla di male, voglio dire, saranno ben cazzi suoi quel che mangia o che non mangia. Ma il guaio è che ne ha fatto un selfie da distribuire sotto forma di tweet all’universo mondo proprio nel momento in cui la Sicilia si svegliava terremotata e a Pesaro veniva assassinato per vendetta trasversale un cittadino sotto la protezione del ministero degli interni (cioè il dicastero presieduto dal nutellaro in questione) che non si era nemmeno accorto, guarda caso che questo qui, la vittima, aveva scritto esplicitamente il suo nome e cognome sul cartellino della buca delle lettere fuori casa. Mentre l’Italia si risvegliava (risvegliava?) dai bagordi natalizi infilata in questa melma di sismi e spatatorie, lui si faceva vedere mentre faceva colazione con pane e Nutella. E se qualcuno glielo ha fatto timidamente notare, lui ha risposto con un perentorio “pensi alle cose serie”, come se un terremoto fosse un cartoccio di bruscolini, o lo stato “bucato” proprio quando doveva garantire il massimo della sicurezza fosse pizza e fichi. Ma ci illudono (e ci ingrassano) con pane e Nutella. Che, voglio dire, è Natale, màngiati una fetta di pandoro o di panetùn, fai quello che vuoi, ma non rompere gli zebedei a noi e, soprattutto, fai il ministro degli interni che ce n’è tanto, ma tanto di bisogno. Personalmente ho aderito all’iniziativa #ioboicottosalvini, bloccando il vicepremier su Twitter, ma me lo ritwittano in almeno sette o otto e su Facebook appaiono gli screenshot di quello che scrive. Boicottare Salvini, dunque, non è possibile. Magari comincio a boicottare la Nutella!

Spingere un carrello pieno sotto braccio a te e parlar di surgelati rincarati

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“Tre litri di latte, baguettes “in quantità industriali” (5), filetti all’acciuga (??), fettine scelte (quante?), macinato, bocconcini, insalata lattughina, saccottino fragola (??), tortellini, un vasetto di Nutella, biscotti, otto pacchi di spaghetti (“…di marca buona”), cannelloni rigati, rigatoni, 6 uova, pennoni, salmone (parecchio!), Würstel, panini per hot dog, hamburger, pollo, spinacine, bevande rosse, zucchine sfuse, stracchino e pomodoro.” E anche un barattolo di Nutella.

Tutto questo ha acquistato l’onorevole Picierno ieri mattina, prima di essere ospite a Ballarò. Ha speso 80 euro. Per l’esattezza 80,02 euro. Ha sciorinato lo scontrino in trasmissione. Non si sa se voleva dimostrare di essere una buona massaia o che con 80 euro si possano comprare molte cose. Beh, certo è che non è riuscita né nel primo né nel secondo intento. Infatti è ormai pacifico che la maggior parte delle famiglie italiane consuma molto salmone, e gli ottanta euro al mese del governo Renzi contribuiscono innegabilmente a sanare questa esigenza primaria. E poi il salmone con che cosa lo vuoi servire? Certamente, con le baguettes. Non con il pane comune in pagnotte, che sei in quattro con un chilo te la sfanghi, non con le baguettes, perché se al popolo manca il pane non è bello dirgli di mangiare delle brioches, ma con le baguettes ci se la può cavare senza particolari figuracce.  E le fettine, mi raccomando, che siano scelte, non sia mai che in casa ci si debba fare una pizzaiola che costa meno e riempe di più.

E, sia chiaro, niente farina, acqua, vino, olio extravergine di oliva, zucchero, sale, caffè o altri beni di prima necessità. Piuttosto un bel barattolone di Nutella (il bonus antifame caro al PD non poteva essere altro che di stretta marca morettiana), scaccia i pensieri e fa venire i brufoli.

Che poi la Picierno non è quella che a settembre 2013 chiuse un intervento alla Camera contro il Movimento 5 Stelle con un sonoro “vaffanculo”?

La macchina per spalmare la Nutella

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Si deve alla lungimiranza, nonché alla generosità della Dott.ssa Elena Pistolesi (the Great "Pistols") l’immortalità del cartello esplicativo della macchina per spalmare la Nutella. L’Autrice del prestigioso scatto, durante la sua recente vacanza parigina, si è chiesta se il prezioso marchingegno sarà portato al seguito del contingente francese che andrà a portare la pace (sì, e noi ci crediamo pure!) in Libano.