Uber alles

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Screenshot tratto da “La Stampa”

Il Tribunale di Milano ha inibito le attività connesse all’utilizzo dell’applicazione UberPop su tutto il territorio nazionale per concorrenza sleale.

La cosa più buffa di tutta questa pantomima, è che nella trasmissione di “Report” dello scorso 24 maggio veniva indicato come modello virtuoso della cosiddetta “sharing economy“.

Come funziona/funzionava? Semplice, si scarica l’applicazione e ci si connette a una rete di utenti dando la disponibilità di offrire un passaggio in macchina a chi lo richiede. Per esempio, io ho un’ora di tempo in cui percorro il tragitto che mi separa dal luogo di lavoro, decido di metterla a disposizione, assieme alla mia auto, a chi ne ha bisogno. Arriva una chiamata di una persona che chiede un passaggio per la mia stessa destinazione. Lo faccio salire ed ecco che sono divise le spese. Perché Uber riscuote il costo del passaggio per intero e destina una parte al conducente.

La gorgheggiante Gabanelli diceva, introducendo la sua trasmissione sulla “sharing economy”: “sta nascendo un mondo parallelo che sembra riportarci indietro, ma crea valore proprio in senso economico.” E poi “Invece vediamo, nel mondo, oltre agli Stati Uniti, il calo di patenti nei giovani fino ai 34 anni. In quali paesi, oltre agli Stati Uniti, appunto Svezia, Norvegia, Gran Bretagna, Germania, Canada, Giappone, Sud Corea. E quindi, come si muovono? Con il trasporto pubblico ovviamente ma sta crescendo la cultura della condivisione, dell’auto, dell’appartamento, delle competenze.” E infine “Cose che si sono sempre fatte solo che si fermavano al cortile di casa adesso esplodono in rete e diventano impresa alla portata di tutti. E questo non c’entra niente con la crisi, è proprio un mondo che si sta riorganizzando.” Poi è arrivata la mannaia del tribunale.

Quindi, tutto questo giochino sembra una gran figata ma non lo è. Qualcuno si era già illuso di farne una fonte di reddito per arrotondare o risparmiare, ma l'”Effetto dirompente” di cui parla “Report” (è il titolo del servizio di Michele Buono introdotto con toni entusiastici dalla Gabanelli) si è sgonfiato con la prescrizione di cessare le attività entro 15 giorni, pena una multa di 20.000 euro per ogni giorno di ritardo.

Eppure sembrava la quadratura del cerchio, la scoperta del Sacro Graal, l’elisir di lunga vita: soldini per tutti, basta avere una macchina non più vecchia di 10 anni (io non potrei mai farlo, la mia Punto è del 1999) e avere la fedina penale pulita (in India, recentemente una 26enne è stata oggetto di stupro da parte del suo autista). E’ francamente pochino come offerta di garanzie, pochino davvero. Lo stato di efficienza del veicolo non lo si misura certamente dall’età, io posso avere un rudere che parte alla prima e un nuovo modello che ha dei problemi. Ci vorrebbero, come minimo, dei controlli al mezzo certificati da chi offre il servizio (come succede con i nostri taxi, ad esempio), e non è che un autista non pregiudicato sia migliore di uno che ha avuto problemi con la legge. Non è che me lo garantisce il casellario giudiziale che chi conduce il veicolo sia una persona in salute e con 10/10 di vista.

Verso la fine dello scorso anno, inoltre si sono susseguiti in rete articoli e approfondimenti che segnalavano come l’app di Uber acceda a determinati servizi allo scopo di offrire dei servizi migliori. In effetti non è affatto dimostrato che ci sia da parte dell’applicazione un accesso a servizi SMS, chat, e-mail e quant’altro, ma quella di chi la scarica e la installa è una inquietudine più che legittima (“cosa fa questa applicazione sul MIO telefono e sui MIEI dati”?)

Eppure, nonostante tutto questo, c’è ancora chi pensa di aver trovato l’America installando un programmino sullo smartphone e mettendosi lì ad aspettare che qualcuno lo chiami per tirar su un po’ di palanche. E c’è anche chi ha sacrificato qualche migliaio di euro per comperare una macchina usata da utilizzare nella attività parallela di “driver” ma a Torino , nello scorso dicembre, i vigili hanno sequestrato patente e libretto di circolazione a tre autisti Uber che si sono visti anche confiscare l’automobile (una Lancia Delta, una Fiat Scudo e una Suzuki Vitara) . In realtà una sentenza favorevole agli Uber Driver c’è: il Giudice di Pace di Torino, proprio deliberando sulla confisca dell’auto diuno degli autisti segnalati a dicembre, ha sottolineato che il servizio non è regolato dalla legislazione italiana e che occorre che il legislatore adegui le norme a quanto previsto dalle nuove tecnologie). E’ passato solo un mese e questa sentenza è stata spazzata via dal Tribunale di Milano che ha imposto un provvedimento di censura addirittura a livello nazionale.

Ma quanto si guadagna con Uber? Difficile dirlo, dipende, essenzialmente, da quanto tempo pensate di dedicare all’iniziativa. Ho trovato un articolo de “La Stampa” intitolato “Nove corse e 61 euro, la mia giornata da autista Uber”: dalle 9 alle 18, con due pause di mezz’ora. Undici chiamate di cui due annullate, nove corse effettuate, un centinaio di chilometri percorsi. 61 euro di incasso: 11 vanno a Uber e altri 11 se ne sono andati di gasolio (l’auto è una Alfa Romeo Giulietta). Sono 39 euro in 9 ore. A cui va detratta l’usura del mezzo secondo le tabelle ACI. Ancora tremendamente poco, anche se mi rendo conto perfettamente che ci sono persone per le quali 39 euro in più al giorno fanno una bella differenza. Al mese sono 1170 euro, all’incirca quanto guadagna un precario. Ma non penso proprio che a tutti vada così “di lusso”. In una città in cui ci sono stazioni ferroviarie e un aeroporto forse è più facile raccogliere un numero di chiamate maggiore: difficile avere questi risultati nei piccoli centri. Ma tutto può darsi. E comunque sul guadagno netto grava comunque la scure del fisco italiano.

Tornando alla sentenza, vedremo cosa accadrà tra qualche giorno (Uber ha annunciato di voler presentare appello), ma sia che siate passeggeri che autisti state dimolto attentini, sì?

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Giuliano Marrucci e il “norvegese” Linus Torvalds

Sul sito web della Gazzetta del Rancore (alias: Il fatto Quotidiano) oggi ho trovato una gustosissima anteprima dell’articolo “A cosa servono i padroni se c’è l’open source” (senza punto interrogativo) a firma di Giuliano Marrucci, pisano, se non erro, postato sul suo blog il 16 settembre.

C’è scritto:
Era il 1991 quando in un modesto newsgroup di smanettoni, un giovane norvegese di nome Linus Torvalds…”

Linus Torvalds  norvegese? E da quando??

Tranquilli, “Report” ricomincia tra poco.
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Anders Behring, l’attentatore di Oslo

Ti senti intollerante e hai un marcato senso di vendetta?
Sei pervaso da sensi di colpa e ritieni che il mondo ti tratti con ingiustizia?
Hai voglia di farla pagare a qualcuno a tutti i costi ma non sai a chi?
Sei veramente convinto che se il mondo fa schifo è pur sempre colpa degli altri e non tua?

Da oggi la soluzione c’è.
Diventa anche tu un bel

FONDAMENTALISTA
CRISTIANO©

Avrai anche tu la soddisfazione di far coniare ai giornalisti un bel neologismo e potrai vantarti di esserti costruito la tua personalissima STRAGE DEGLI INNOCENTI™ fatta in casa, oltre a poter far parte gratuitamente della destra ultraconservatrice.

Che ne dici?? Anders Behring lo ha già fatto e… visto che risultati?

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Bomba in Norvegia

"Di Stefano, parlami della Norvegia!"

"Sissignora Maestra, allora, dunque, vediamo, la Norvegia, sì…."

"Di Stefano non fare l’imbecille e parlami di questa benedetta Norvegia!"

"La Norvegia confina con la Svezia e anche un pezzettino con la Finlandia, capitale Oslo, è bagnata dal Coso Glaciale Artico o Antàrtico, non ricordo bene, e poi ah sì, ecco, ha le coste frastagliatissime. Sissignora Maestra, Lei ha detto proprio così, frastagliatissime, questo l’ho imparato ammodino, che frastagliatissime vuol dire che ci sono delle rientrature nella terra come dei porti, ma piccini e tanti però, i cìsi si chiamano… i fiòrdi, sì…ecco… che poi sulla Norvegia non è che ci sia tanto da dire, uno la impara a memoria a scuola e poi si dimentica perfino che esiste, ma perché, c’è la Norvegia? Cosa ci combina, i norvegesi staranno a casa sua lì in Norvegia che c’è anche freddo e fanno il baccalà ma però loro non lo mangiano, no, lo fanno perché si mangia noi che ci piace tanto e difatti gli se ne compra a quintalate intere, perché il baccalà puzza, Sissignora Maestra, che la mi’ mamma alle vòlte lo compra ma è salato appestato e bisogna metterlo nell’acqua anche due o tre giorni ma non c’è verso, puzza uguale, è bòno ma puzza, ecco cosa so io sui norvegesi, ma Lei lo sa che quand’avrò quarantasett’anni, Signora Maestra, in Norvegia ci tirano una bomba che sanno una sega loro perché se la son presa con della gente così… badalì se cianno le coste frastagliatissime, non sarà mica peccato mortale, o cosa c’entra di mettersi a tirar le bombe in Norvegia…"
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Norvegia: entra in banca e si fa cambiare i soldi del Monopoli

La Norvegia ha trovato un nuovo mezzo per contrastare i duri effetti che la crisi di questi giorni ha provocato sulla popolazione: da oggi, infatti, un’innovativa banca di Oslo cambia soldi del monopoli in soldi veri!

Una signora danese, infatti, è entrata in banca tranquillamente, e ha chiesto al commesso disponibile che gli fossero cambiati 190 € in corone norvegesi; dovendo dare i soldi al commesso, la donna ha però aperto la borsetta estraendo la somma… in soldi del monopoli. Tuttavia non si è scomposta, e il commesso ha svolto la pratica normalmente, dandole la corrispettiva somma richiesta.

La signora, vedendo riuscito al meglio il suo piano diabolico, ha voluto quindi sfidare la sorte una seconda volta, ma, avendo trovato un commesso differente -poiché quello del giorno prima aveva ricevuto una richiesta di consulto dall’FBI- non ha saputo bissare il successo. La squadra della Scientifica di New York, arrivata in seguito alla soffiata della Signora Fletcher, ha appurato che il denaro, che ammontava a circa 8000 €, era falso, e l’ha arrestata.

La Regina del Crimine, quindi, è ora detenuta. La Norvegia ha fatto sapere che per il geniale impiegato della banca e per la diabolica signora è pronto l’Oscar dei Cretini. L’impiegato ha ringraziato e fatto sapere che andrà tutto in beneficenza ai bambini del Terzo Mondo.

da: NonNotizie

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