Keep calm and love Aquarius

kkla

In Italia c’è ancora chi si siede sul divano a guardare in televisione, su Sky, le notizie di RaiNews24 o del TgCom sulla situazione dei 629 disgraziati della nave Aquarius (dimenticando che sono canali che si vedono gratuitamente anche sul digitale terrestre, ma volete mettere? Pagarli fa più figo…).

Poi si alza, si infila una polo, un paio di pantaloni mediamente decenti, e va a votare Lega alle elezioni comunali.

Intanto la Spagna offre Valencia come città aperta all’accoglienza e il nuovo governo si è immediatamente dichiarato disponibile. No, tanto per dire che razza di trave c’è nelle mutande degli spagnoli e che pagliuzza risieda in quelle degli italiani.

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La brutta cosa con un bel nome

cuore

Alla fine la brutta norma con un bel nome è passata anche alla Camera dei Deputati e si accinge (speriamo con un po’ di disgusto) a diventare legge dello Stato.

Hanno aspettato l’estate, quando in piazza poteva esserci tutt’al più un manipolo di insegnanti agguerriti e col dente avvelenato, ma poca, pochissima roba rispetto allo sciopero unitario del maggio scorso.

Al Senato, se possibile, era andata perfino peggio: avevano messo la fiducia, strumento di prevaricazione sul Parlamento, di  per far passare la figura del preside plenipotenziario e onnipotente e per cancellare dalla faccia della terra le graduatorie, che erano l’unico mezzo di garanzia di trasparenza che potesse esistere. Certo, perfettibile ma efficiente.

PAsseranno ancora molti, moltissimi anni, prima che un governo onesto si renda conto della dannosità che i suoi predecessori hanno reso legge e corra ai ripari.

Per ora, mutande di bandone e faccia di ghisa, perché non farà mai troppo male.

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