“Abbado chi?” (La classe politica italiana)

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Muore Abbado, e dopo sole tre ore e mezza dalla diffusione della notizia, la home page della versione web del Corriere della Sera la schiaffa nelle retrovie, dietro al contributo di Renzi all'”Italicum”, a un morto per l’allarme maltempo (oggi abbiamo avuto un morto per l’allarme cultura!), a una terospettiva storica dei meriti dello stesso Renzi, alla difesa di Sollecito che ne chiede l’assoluzione, e a un articolo su Fidel Castro e il golf strategico che, si veda il caso, piace tanto allo stesso Renzi. E tre. Insomma, abbiamo da parlare di un extraparlamentare che l’altro giorno ha incontrato un altro extraparlamentare, non vorremo mica parlare di un parlamentare vero che ci ha lasciati?

E invece Abbado muore e con lui muore il “Titano” dell’osare, per accompagnarne il ricordo con il suo amato Mahler.

Senatore a vita (una condizione durata pochissimo) aveva devoluto il suo stipendio parlamentare alla Scuola di Musica di Fiesole. Si dichiarò disposto a tornare a dirigere a Milano in cambio di 90000 alberi. Aveva diretto la Scala per 18 anni.

Aveva detto ”È compatibile che nella parte più antica e nel cuore culturale del continente europeo ci sia un uomo che controlla l’80 per cento dei mezzi di informazione e che per di più quest’uomo sia il primo ministro?”. Per aggiungere “Sono preoccupato. Nel mio Paese e nel mondo intero non si fa abbastanza per la cultura. Arrivano al potere persone ignoranti“.

Ha vissuto abbastanza da provare il dolore, probabilmente l’ultimo della sua vita, di vedersi sospendere l’attività dell’Orchestra Mozart, di cui era stato instancabile artefice e sostenitore.

Dovremmo mantenere questa notizia in prima pagina per giorni. Ma c’è Renzi da ossequiare, in un modo o nell’altro. Si rende conto in che casino siamo combinati noi che restiamo Suoi orfani, Maestro Abbado?

Wolfgang Amadeus Mozart – Quartetto per oboe in Fa maggiore K 370 – Allegro – Ensemble American Baroque

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      Oboe Quartet in F (K370) - Allegro-American Baroque

E che oggi sia dedicato ad ascoltar questa sempiterna e mozartiana maraviglia, di modo che abbia a purgarci l’animo (e l’anima, già che ci siamo) da tutte le storture e stolture dell’animo umano.

Tratto da: http://www.magnatune.com

Licenza: http://www.classicistranieri.com/licenzamagnatune.html

Wolfgang Amadeus Mozart – Sonata per pianoforte in Do maggiore K545 – II movimento – Daniel Ben Pienaar

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Mozart – Sonata per pf. K545 – 2 moviemnto – Daniel Ben Pienaar from Valerio Di Stefano on Vimeo.


E allora ora ascoltiamoci un po’ di musica. Che era davvero tanto, ma tanto tempo che non lo facevamo.

Questa sezione del blog era praticamente morta, e non era una bella cosa, no.

Bisogna fermarsi ad ascoltare qualcosa di bello, ogni tanto, meglio se gratuito e libero di circolare.

Ho scelto questo secondo movimento della Sonata per pianoforte in Do maggiore K545 “per principianti” di Mozart, nell’esecuzione di Daniel Ben Pienaar.

E’ un pezzo famosissimo, che ricorda l’infanzia e una certa pubblicità

Pollini sublima Mozart

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Persone come Maurizio Pollini sono tra le poche che hanno il potere straordinario di farti sentire orgoglioso di essere italiano (e c’è da riconoscere che non è facile, ormai).

Ascoltare Pollini è come guardare l’Italia vincere ai Mondiali dell’82, ti fa sentire bene.

E’ uscito un CD con due concerti per pianoforte e orchestra di Mozart (il K 414 e il K 491, tanto per intenderci) ed è uno dei pochi che ti danno il senso dell’opera d’arte, di quelle cose granitiche, della musica che è scolpita nella pietra.

Pollini dirige i Wiener Philarmoniker e vola sulla tastiera, con un suono pulito e una tecnica da restarci a bocca aperta. Sono 50 minuti di musica pura in tutti i sensi. Peccato per la Deutsche Grammophon che non incide più come quando c’era il vinile (come afferma il Prof. Gianni Pagannone, che è anche il mio preside).

Tanto poi lo trovo il verso di farvene ascoltare un pezzetto. Uh, se lo trovo!