Mele a forma di cuore

Per San Valentino hanno fatto le mele con una macchia a forma di cuore.

La gente non sa più cosa inventarsi, pur di non dire che le mele dovrebbero essere gustose, succose e appetibili in quanto tali, non perché se n’è scoperta una variante originale da rifilare ai gonzi, che evidentemente mangiano mele solo a San Valentino.

Ci deve essere un gusto assurdo a far sembrare utili le cose che dovrebbero essere quotidiane, perché da che mondo è mondo le mele sono sempre esistite: la mela di Biancaneve, la mela di Adamo ed Eva, il tempo delle mele, una mela al giorno leva il medico di torno, chi Vespa mangia le mele…
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Era il tempo delle mele

Una volta le mele erano le mele.

Le spaccavi in due o le prendevi a morsi, rosse e sugose, oppure verdi e asprigne, quelle gialle non ho mai capito come definirle.

La mela è quella di Biancaneve, di Eva, simbolo del peccato, e, quindi, buona per definizione. Del resto chi Vespa mangia le mele.

Ora, se togliete lo zucchero a una mela, dove va a finire il gusto della trasgressione?

Eppure le vendono nella boutique della frutta e della verdura vicina a casa mia. E costano anche 1,80 euro al chilo. E secondo me fanno anche parecchio schifo.
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Il tempo delle Mele

Questo signore si chiama Cosimo Mele ed è un parlamentare dell’UDC.
Ha trascorso una notte  con una prosituta in un albergo di Via Vittorio Veneto, a Roma. Al termine della la ragazza è finita all’ospedale per un’overdose di cocaina.
La sua famiglia non conosceva l’attività che svolgeva per “vivere”, e adesso la ragazza ha affidato a un’intervista a Repubblica il suo sfogo:

“Sono distrutta, la mia vita è finita dopo questa storia con il politico, mia madre e mio fratello, che fa il poliziotto, hanno scoperto come vivo e cosa faccio ma io ho la coscienza a posto, non ho commesso reati, non ho neanche bisogno di un avvocato”.

Ma c’è di più. Il capogruppo dell’UdC Cesa ha chiesto al Presidente della Camera di aumentare l’indennità di ricongiungimento familiare perché, afferma:

“L’Udc – puntualizza il partito – difende con convinzione l’unità delle famiglie, di tutte le famiglie, e dunque anche di quelle dei parlamentari, convinta che vivere ed operare avendo affianco(*) i propri congiunti, consenta maggiore serenità.”

Sulla scia dell’esempio di unità familiare proposta dal leader del suo partito Pier Ferdinando Casini, Cesa ha puntualizzato:

“La solitudine è una cosa seria e la vita da parlamentare è una cosa dura per chi la fa seriamente”


(*) Sì, “Repubblica” scrive “affianco” tutto attaccato…
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