Le navi da guerra del Premio Nobel per la Pace

Il Premio Nobel per la Pace Barack Obama sta inviando delle navi da guerra nel Mediterraneo orientale, al largo della Siria.

Le sta solo “muovendo”, per il momento. Nulla di più. Per l’attacco è necessario il via libera delle Nazioni Unite.

Ma il diritto internazionale non è rassicurante sulle reali intenzioni degli Stati Uniti, che potrebbero aggiungere morti a morti, guerra a guerra e distruzione su distruzione in un paese martoriato e allo stremo delle forze.

E non sarebbe, comunque, la prima volta che gli Stati Uniti agiscono anche senza il mandato dell’ONU, la guerra aerea in Kosovo è un precedente che pesa come un macigno.

Fatto sta che gli Stati Uniti hanno un presidente cui è stato conferito il Premio Nobel per la pace e che ben che vada si diverte a spostare le navi da un punto all’altro della Terra come se stesse giocando a Risiko.
E’ come vedere Madre Teresa di Calcutta che imbraccia un fucile, Gorbaciov col kalasnikov in mano, il Dalai Lama con la sicura di una bomba a mano fra i denti, Albert Schweizer che manovra un cannone a lunga gittata.

Dimenticandosi che la pace, quando è pace, agisce con gli strumenti della pace. La pace è lingua di se stessa. La guerra non spiegherà alle famiglie dei morti in Siria che cosa è successo. Soltanto che qualcuno, un giorno, si è svegliato e ha avuto voglia di giocare con i soldatini.

Parole da odiare: mediterraneo

(variazioni su un tema di Paolo Conte)

Una delle aggettivazioni che odio di più è "mediterraneo/a".


Intendiamoci, non riferita al mare, di cui contribuisce a creare il nome, e, pertanto, andrebbe con maiuscola.

No, proprio in funzione aggettivale. Quando si dice "musica mediterranea", "donna mediterranea", "dieta mediterranea", c’è subito di che andare in bestia.

Le donne che dicono "io sono un tipo molto mediterraneo" ti fanno strappare via gli schiaffi dalle mani subito.
Ma perché, che cos’è un "tipo mediterraneo"? Occhi neri, capelli neri, lunghi, seno di granito alla Sophia Loren ne "La Ciociara", labbra carnose, insomma, uno stereòtipo visto alla TV, perché sono mediterranee anche le normanne siciliane che sono bionde e che possono avere anche le labbra sottili.

La "musica mediterranea" è composta, nello stupido immaginario collettivo, da tarantelle, pizziche, echi orientaleggianti, ‘o sole, ‘o mare, ma è mediterranea anche la musica che viene da Trieste o da Venezia che sono, si veda il caso, affacciate sul Mar Mediterraneo.

E che dire della "letteratura mediterranea"? Un guazzabuglio che comprende Izzo, Joyce, la scuola siciliana del ‘200, Eduardo de Filippo, Mikis Theodorakis e Federico García Lorca. Che non c’entrano un cazzo.

Provate a digitare "dieta mediterranea" su Google. La prima immagine che vi appare è quella degli spaghetti conditi con il basilico, l’olio extra vergine di oliva e… il pomodoro.

Il pomodoro nella dieta mediterranea? Ma il pomodoro è entrato in Europa dopo il 1492! Viene dall’America. Sarà per quello che i pomodori mi stanno vagamente sui coglioni?

Non ci posso fare nulla. Non posso proprio sentirmi "mediterraneo".