Le tre indagini per Matteo Renzi

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Matteo Renzi è stato indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per false fatturazioni e finanziamento illecito assieme al manager e agente di artisti Lucio Presta.

Nel novembre 2020, assieme a Luca Lotti e Maria Elena Boschi, è indagato dalla Procura della Repubblica di Firenze, con la stessa accusa di finanziamento illecito ai partiti.

Nel suo libro “Controcorrente”, lo stesso Renzi comunica di essere indagato dalla procura di Firenze per emissione di fatture per operazioni inesistenti in relazione al compenso ricevuto per una conferenza ad Abu Dhabi.

Ora, voglio dire, di che vogliamo parlare?

Il Vangelo secondo Matteo non è mio (state attenti)

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Vi ho resi edotti alcuni giorni fa sulla disponibilità su Audible della mia audiolettura del Vangelo secondo Matteo. Se andate a guardare la scheda di Audible noterete un particolare curioso, l’opera è stata attribuita a me come autore. Naturalmente non è vero, ma una cara amica, su Facebook mi ha detto che lei crede nella reincarnazione, ed è convinta che io sia l’Evangelista reincarnato in un blogger del XXI secolo. Quand’è così voglio TUTTI i diritti d’autore della mia (fortunata) opera da 2000 anni a questa parte. Con un sessantaseiesimo di ogni copia venduta del libro più letto al mondo ci campo bene senza lavorare fino alla fine dei miei giorni e ci passo le vacanze a Montecarlo almeno due volte l’anno. Sì, lo so, sono venale. Ma delle cose mie ne fo’ quel che mi aggrada ognor!

Matteo Renzi e Maria Elena Boschi indagati

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Giunge in queste ore la notizia, data per primo dal quotidiano “La Verità” e, successivamente, confermata dall’agenzia ANSA, che Matteo Renzi e Maria Elena Boschi sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Firenze e che lo scorso 2 novembre è stata emessa nei loro confronti una informazione di garanzia per finanziamento illecito continuato, assieme al deputato PD Luca Lotti e ai già indagati Alberto Bianchi e Marco Carrai.

Il capo di accusa motiva così il provvedimento della Magistratura fiorentina: “perché in concorso tra loro, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso (…) ricevevano in violazione della normativa citata i seguenti contributi di denaro che i finanziatori consegnavano alla Fondazione Open”: circa 670.000 euro nel 2012, 700.000 nel 2013, 1,1 milioni nel 2014, 450.000 nel 2015, 2,1 milioni nel 2016, 1 milione nel 2017 e 1,1 milioni nel 2018.”

Le somme, secondo la Procura, erano “dirette a sostenere l’attività politica di Renzi, Boschi e Lotti e della corrente renziana”.

Fin qui i fattti. Che non sono minimamente in discussione.

Il ricordo va a quando Matteo Renzi prennunciava denuncia civile con richieste di risarcimento stratosferiche a chiunque lo avesse offeso attraverso i social network o i blog, e alla causa intentata nel dicembre 2017 da Maria Elena Boschi contro quel gentiluomo che è Ferruccio De Bortoli, colpevole, a suo dire, di aver pubblicato notizie false e diffamatòrie sul suo conto in uno dei suoi libri. Non si è mai saputo come sono andati a finire questi ricorsi (ammesso e non concesso che siano andati a finire). Voglio, comunque, essere garantista. Si difendano davanti ai PM in prima istanza e davanti ai giudici di merito che decideranno sulla fondatezza o meno delle accuse.

Ma l’arroganza del potere passa, prima o poi, attraverso la rendicontazione della verità. In questo caso la verità è quella giudiziaria. Noi, come al solito, pazientemente, aspettiamo.