Giorgia Meloni e l’incontro saltato all’IES “Antonio Maria Jaci” di Messina

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L’Istituto Economico Statale “Antonio Maria Jaci”, prestigiosa scuola di Messina, ha previsto per il 25 maggio prossimo alle ore 9 un incontro-presentazione del libro “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee” di Giorgia Meloni. La dirigente scolastica, Prof. Maria Rosaria Sgrò ha firmato una circolare (la n.233 dell’a.s. 2020/2021) a presentazione dell’evento.

Nella circolare (che tutti potete leggere in calce a questo articolo), è specificato che:

– “l’intera comunità scolastica prenderà parte, in modalità on line, all’incontro d’autore con l’On. Giorgia Meloni”

– “I docenti,secondo il proprio orario di servizio, vigileranno sugli alunni in presenza, provvederanno a mantenere il collegamento all’incontro per tutta la sua durata; avranno cura di rilevare le presenze degli alunni, valide come ore di PCTO e di riferirle successivamente ai tutor di alternanza.”

Per dovere di cronaca e di correttezza, il PCTO è il Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento. La partecipazione all’incontro, cioè, sarebbe valida per la ricostruzione del credito formativo di ciascun studente.

Appare evidente, per non dire lapalissiano, che non è opportuno che vengano invitati esponenti politici durante l’orario curriculare delle lezioni. L’obbligo di assistere all’evento, pena la decurtazione delle 4 ore di PCTO, rappresenta una discriminante nei confronti di quelle famiglie (evidentemente anche quelle degli alunni di minore età) che non possono o non vogliono (immagino per insindacabili motivi di coscienza) far partecipare i loro figli all’incontro.

Il credito formativo, inoltre, è dato dalla frequenza a tutte quelle attività extracurriculari che costituiscono la formazione di un alunno: corsi di lingua, informatica, musica, attivita’ sportive, volontariato. Assimilare la partecipazione all’incontro a una attività extracurriculare della durata di sole 4 ore e che si svolge in un solo giorno, a una attività più organica che oltretutto ha durata molto più estesa nel tempo (i crediti formativi si calcolano nel triennio) appare una scelta quanto meno azzardata e su cui molto ci sarebbe da discutere.

La vicenda si è comunque conclusa a colpi di comunicati stampa. In primis quello della Meloni:

“Si precisa che il presidente Meloni non ha mai neanche ricevuto un invito a questa iniziativa e non avrebbe in ogni caso accettato, ritenendo da sempre che la presenza degli esponenti politici nelle scuole non possa essere in alcun modo imposta agli studenti”

E poi, sul suo profilo Facebook:

“Non ho mai ricevuto alcun invito a un evento del genere e, in ogni caso, non avrei mai accettato, ritenendo da sempre che la presenza degli esponenti politici nelle scuole non possa essere in alcun modo imposta agli studenti. Non posso rispondere di cose delle quali non so assolutamente nulla e che non condivido”.

Eppure le locandine con la scansione dei relatori erano già state preparate. Anzi, il Ftatto Quotidiano riferisce che sul profilo WhatsApp della Dirigente Scolastica apparirebbe proprio la sua riproduzione. Ma questi sono dettagli, ognuno nel suo privato può fare quello che vuole.

Resta il punto interrogativo sull’organizzazione quanto meno temeraria di un evento discutibile e sul suo reale valore formativo.

Comunque sia, l’evento è stato annullato, e il 25 maggio all’IES “Jaci” di Messina si terrà normale attività didattica. Meno male!

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Matteo Renzi e Maria Elena Boschi indagati

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Giunge in queste ore la notizia, data per primo dal quotidiano “La Verità” e, successivamente, confermata dall’agenzia ANSA, che Matteo Renzi e Maria Elena Boschi sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Firenze e che lo scorso 2 novembre è stata emessa nei loro confronti una informazione di garanzia per finanziamento illecito continuato, assieme al deputato PD Luca Lotti e ai già indagati Alberto Bianchi e Marco Carrai.

Il capo di accusa motiva così il provvedimento della Magistratura fiorentina: “perché in concorso tra loro, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso (…) ricevevano in violazione della normativa citata i seguenti contributi di denaro che i finanziatori consegnavano alla Fondazione Open”: circa 670.000 euro nel 2012, 700.000 nel 2013, 1,1 milioni nel 2014, 450.000 nel 2015, 2,1 milioni nel 2016, 1 milione nel 2017 e 1,1 milioni nel 2018.”

Le somme, secondo la Procura, erano “dirette a sostenere l’attività politica di Renzi, Boschi e Lotti e della corrente renziana”.

Fin qui i fattti. Che non sono minimamente in discussione.

Il ricordo va a quando Matteo Renzi prennunciava denuncia civile con richieste di risarcimento stratosferiche a chiunque lo avesse offeso attraverso i social network o i blog, e alla causa intentata nel dicembre 2017 da Maria Elena Boschi contro quel gentiluomo che è Ferruccio De Bortoli, colpevole, a suo dire, di aver pubblicato notizie false e diffamatòrie sul suo conto in uno dei suoi libri. Non si è mai saputo come sono andati a finire questi ricorsi (ammesso e non concesso che siano andati a finire). Voglio, comunque, essere garantista. Si difendano davanti ai PM in prima istanza e davanti ai giudici di merito che decideranno sulla fondatezza o meno delle accuse.

Ma l’arroganza del potere passa, prima o poi, attraverso la rendicontazione della verità. In questo caso la verità è quella giudiziaria. Noi, come al solito, pazientemente, aspettiamo.

Le e-mail e gli SMS dalla Costa d’Avorio non vengono dalla Madonna (davvero?)

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vergine

Sul sito lamadredellachiesa.it (dice: “O cosa guardi?” Lo so, o allora…) è apparsa, ripresa dall’Agenzia Fides la notizia per cui in Costa d’Avorio si diffonderebbero in forma immaginiamo virale (in senso puramente info-telematico) e tramite e-mail o sms dei messaggi attribuiti alla Vergine.

I Vescovi di Abidjan, durante la quaresima, hanno deciso di dire che no, quei messaggi non sono autentici.

Ma va? Ma davvero?? Guardate, non lo avrei mai detto. Avrei invece scommesso che si trattasse della Madonna in persona ad inviarli, invece che quattro o cinque psicotici che siccome pensano di aver visto la Beata Vergine e averne raccolto il messaggio, si improvvisano latori di contenuti il più possibile portatori di profezie di sciagure e disgrazie (come se la Costa d’Avorio non ne avesse abbastanza) ai danni della povera gente che magari ci crede.

Che poi uno dice: “Ma siamo in Africa, in un paese arretrato, dove la superstizione e l’ignoranza fanno sì che queste comunicazioni dilaghino stile catena di Sant’Antonio!” Beh, forse è vero, ma in Italia ci sono centinaia di persone che diffondono i messaggi di sedicenti veggenti che sostengono di aver parlato con la Madonna a Medjugorie. Magari non usano l’e-mail e gli SMS, magari utilizzano la stampa, che è e rimane il mezzo di comunicazione più pervasivo ed efficace, ma il sistema è quello.

Noi dovremmo solo fare attenzione a tutto questo. E non smettere mai di denunciare, denunciare, denunciare…