Marco Malvaldi, Il telefono senza fili, Luana la bebisitter

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Dall'episodio "Brothers in arms", Luana la Bebisitter atto II - di Daniele Caluri

Che uno dice, siamo quasi d’ottobre, continua a fare un caldo assassino, c’è la gente che va a giro col cappottino o col piumotto leggero perché se porti ancora la polo e i sandali di appena UN mese fa un sei punto trèndi, io devo far passare un mese, per che cosa son cazzi miei e non li vengo certo a dire a voi, fatto sta che devo farlo passare, in un modo o nell’altro, vicino casa mi stanno martellando una palazzina in stile neo-geometra, che fra gittate di cemento e piantatura di pali ciò le palle sembrano i neutrini del modello dell’atomo a Bruxelles, mettiamoci che poi, fondamentalmente, un faccio una sega dalla mattina alla sera (non fare una sega è ben diverso dal non avere una sega da fare, resti inteso), allora cosa si fa per schiacciare il teNpo e non farsi schiacciare i coglioni da lui? Si legge un bel giallo. Sissì, via compriamo qualcosa che, visto che di quattrini ce n’ho tanti, si può anche regalare una trentina di eurini a Amazon, così, tanto per finanziare la loro encomiabile politica sull’impiego. E visto che è uscito l’ultimo del Malvaldi, compriamoci pure questo “Il telefono senza fili”, che, voglio dire, nella vita prima o poi si deve mori’, tanto vale godersi qualche cosellina.
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