“Il maltempo paralizza la serie A” (eh, son dolori, sapete…)

Era certamente da prevedersi: il solito catastrofismo metorologico, quello che non vuole arrendersi al fatto che siamo nel mese di febbraio, e che il mese di febbraio fa parte dell’inverno, e che in inverno qualche volta nevica, adesso fa titolare alla versione on line del quotidiano “La Stampa” un annuncio con tanto di link diretto: “Il maltempo paralizza la serie A”.

Beh, certo, è importante, perché se la neve fa chiudere le scuole a tempo indeterminato non gliene frega niente a nessuno, ma la serie A paralizzata è un affronto per tutti, una vera e propria offesa al decoro e al prestigio degli italiani che certamente se ne ricorderanno vita natural durante. Qualcuno, magari, penserà perfino che la neve è comunista…

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Il sito di Guido Bertolaso: “Grazie neve per averci aiutato a capire che la Protezione Civile ci serve”

Grazie neve, per averci aiutato a capire che la Protezione Civile ci serve.

Sono stato tirato in ballo più volte, nei giorni scorsi, nel corso delle varie polemiche che hanno accompagnato l’ondata di freddo e la nevicata eccezionale che ha colpito l’Italia ed anche la sua capitale, creando disagi e facendo vittime in diverse località.

Non ho volutamente detto nulla, nei giorni scorsi, e preferisco fare alcuni commenti, che magari in pochi leggeranno, in attesa della prossima ondata di maltempo che in molti temono peggiore di quella appena terminata la cui gravità e imponenza è stata offuscata dalle diatribe puerili di chi cerca scuse per giustificare le proprie leggerezze, mentre la gente muore assiderata per le strade perché nessuno è andato a soccorrerla, un po’ come per la Concordia.”

(da: http://www.guidobertolaso.net/?p=219#comments)

 

Ringraziamo, dunque, la neve. Anche per averci ricordato che la Protezione Civile non è nulla senza Bertolaso. Francamente ce ne eravamo dimenticati. Anche di Bertolaso, voglio dire.

 

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L'”emergenza neve” non esiste. Esiste l’emergenza dell’inerzia!

La chiamano “Emergenza Neve”.

Ci prendono in giro a cominciare dalle parole. La neve può rappresentare un’emergenza se cade il 15 agosto. O alle Maldive.

Ma la neve il 10 febbraio, in pieno inverno, si può sapere che razza di emergenza è? Magari nelle località costiere può cogliere impreparati, tutt’al più può costituire un evento eccezionale, ma quando si parla di EMERGENZA si vuol significare che l’eccezionalità non risiede negli eventi, ma nell’impossibilità, nell’inerzia e nell’inadeguatezza ad affrontarli.

Nei giorni scorsi ci hanno detto “prendete le pale”, “ognuno si impegni a mantenere pulito il proprio marciapiede”, “fate attenzione”, “mai vista prima una situazione del genere”, “una nevicata così non si ricordava da tempo” (ah, allora non è vero che questa situazione non si è mai vista prima!).

E intanto le lezioni sono sospese da tanto, troppo tempo. Non è possibile che in una regione come l’Abruzzo, in cui nevica ogni sacrosanto inverno che Dio mette in terra, le scuole restino chiuse per otto giorni, che l’attività didattica vada a pallino perché non si riesce a garantire un minimo di percorribilità delle strade, riscaldamenti, trasporti.

Del resto “cosa volete fare?”. Già. Cosa vogliamo fare? Non vogliamo stare a casa, così i professori non interrogano, i compiti non si fanno, lo scuolabus non viene a prenderci e ci possiamo divertire a fare l’omino di neve con la pipa e la carota al posto del naso.
Vogliamo lavorare, vogliamo andare a scuola, vogliamo muoverci, vogliamo non farci fregare da un evento eccezionale ampiamente previsto, non vogliamo affidarci al vicino che ci presta la pala, vogliamo percorrere le strade, le autostrade, magari con difficoltà, con prudenza, con le catene montate o a bordo, seguendo gli spartineve, vogliamo prendere treni che non trovino i binari congelati perché che i binari si sarebbero congelati lo sapevamo già da tempo (cosa è stato fatto???) ma non è possibile vivere in un contesto che dipende solo dal volontariato, dallo spirito di cooperazione, sia esso dei cittadini, delle forze dell’ordine o dell’associazionismo.

Ci sono responsabilità pubbliche ed istituzionali.
Non bisogna confondere la bontà del vicino che va a spalare la neve davanti casa della vecchietta con la bontà delle amministrazioni che, invece, non hanno sparso un grano di sale in nessun luogo. O, quanto meno, non davanti al marciapiede della vecchietta.

L’emergenza non è la neve. L’emergenza è l’inerzia!

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Regione Abruzzo: il Presidente Chiodi dichiara lo stato di emergenza

Dunque il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi ha dichiarato lo stato di emergenza per tutta la Regione.

L’emergenza, come è evidente, non è il maltempo. Questo è quello che tutti vogliono farci credere. Fa freddo, nevica, la situazione è di assoluto allarme, dobbiamo affrontare una situazione meteorologica eccezionale.

Come se fosse eccezionale la neve d’inverno, come se fosse eccezionale che d’inverno faccia freddo, come se fosse eccezionale che quando fa freddo si possa formare del ghiacchio sulle strade, ché poi la gente scivola e si fa male.

Quello che è eccezionale è la assoluta scarsità e inadeguatezza dei mezzi dei comuni, delle province e della Protezione Civile. Questo sì è eccezionale. O, forse, non ci siamo ancora abituati a vivere questa inadeguatezza come un segno di quotidiana ordinarietà, degna della massima rassegnazione.

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