Teramo: muore di Covid a 53 anni la Maestra Antonella Di Emidio

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Oggi dobbiamo purtroppo dire addio alla Maestra teramana Antonella Di Emidio, morta di Covid alla govanissima età di 53 anni.

Una donna impegnata nel sociale, appassionata del suo lavoro e del rapporto con i discenti, che lascia il marito e due figli. Insegnava nella scuola elementare di Petriccione a Castellalto. Non ce l’ha fatta a farsi somministrare il vaccino. A lei neanche la consolazione di un effetto collaterale. A noi il dolore incommensurabile di una perdita incolmabile.

Varese: “fai schifo, sei proprio un terrone”. Offendeva i bambini dell’asilo nido. Maestra sospesa per sei mesi dal GIP.

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Schiaffeggiava bambini e li offendeva gridando “fai schifo, sei proprio un terrone”. Bambini di età compresa tra i pochi mesi e i due anni. Asilo nido, per indenderci. La donna si appartava anche in una stanza con il compagno, fatto entrare di nascosto, lasciando soli i bambini. Sono state le telecamere dei carabinieri, installate su ordine del PM di Varese a dimostrare i fatti e a spingere il GIP a irrogare la sanzione di sei mesi di sospensione dall’attività lavorativa per una maestra di Cocquio Trevisago. L’inchiesta ha avuto origine dalla segnalazione di una coppia di genitori che hanno riferito ai carabinieri della stazione di Besozzo che il loro bambino accusava sintomi di insonnia, incubi notturni e reazioni di  autolesionismo. Il piccolo è stato ritirato dall’asilo.

Una maestra spiega ai suoi bambini che Babbo Natale non esiste. E ha fatto dimolto bene!

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A Parma una maestra si è azzardata a spiegare ai bambini della Scuola Primaria in cui insegna che Babbo Natale non esiste.

Che è una leggenda, appunto, e che come ogni leggenda è un mito, un’invenzione.

Apriti cielo e spalancati terra! Sui giornali locali (ma reperibili regolarmente in rete) sono apparse lettere di protesta di genitori indignati perché sarebbe stato rubato ai loro pargoli il diritto di sognare. Probabilmente qualcuno avrà fatto una regolare querela alla magistratura per furto di renne e sparizione di barba bianca e vestito rosso.

Scrive alla Gazzetta di Parma il padre di uno di questi bambini defraudati: “Vorremmo che tu regalassi a questa maestra la magia che proviamo noi quando ti scriviamo, la magia di quando fatichiamo ad addormentarci pensando a te che arriverai con le tue renne, un po’ per la speranza di vederti e un po’ timorosi perché non ti conosciamo. La magia di quando ci svegliamo al mattino e corriamo a guardare sotto l’albero. Vorremmo che tutti provassero queste emozioni, perché ce n’è bisogno. Queste cose non hanno età”. Sì, forse queste cose non hanno età, ma suo figlio sì, ha otto anni, e a otto anni si è abbastanza sbozzolatini per smettere di credere a Babbo Natale venire educati alla realtà e alla verità.

Ed è questo il peccato mortale della maestra, quello di aver detto la verità. Su Facebook c’è un vespaio insopportabile di mamme che le si accapiglierebbero contro se solo si azzardasse a toccare ai loro figli le bugie su Babbo Natale, Gesù Bambino e la Befana, con tanto di slitta, mangiatoia e camini in cui passare. La verità è un’arma formidabile. Sbugiarda chiunque in meno di un secondo. I fatti riescono sempre a zittire una polemica.

Ma la maestra non è stata criticata perché Babbo Natale effettivamente non esiste. Quella cosa nessuno può metterla in discussione. E’ stata criticata per aver detto la verità.

In breve, il re è nudo e fa anche dimolto schifo.