Il portafoglio rubato di Roberta Lombardi

Roberta Lombardi - M5S
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Roberta Lombardi - M5S

Roberta Lombardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, è stata vittima di un atto indubbiamente spiacevole.
Le è stato rubato il portafoglio in cui erano custoditi scontrini e ricevute delle spese sostenute per il gruppo parlamentare e che dovevano esserle restituite. Poca roba, circa 250 euro in un mese.

Non sarebbe nemmeno una notizia, in verità, se non fosse per il fatto che quei soldi non potranno più essere rendecontati alla gente nell’operazione trasparenza.

Quello che stupisce è che dopo l’accaduto la Lombardi si sia precipitata indovinate dove? Su Facebook, per chiedere al “popolo della rete” cosa fare in un caso come questo. Il popolo della rete come oracolo, come panacea di tutti i mali, come rimedium rimediorum, la rete come posto in cui ogni soluzione, ogni informazione è possibile, come se la democrazia e la partecipazione, nonché l’accesso alle informazioni non passino attraverso la verifica della loro attendibilità, ma vengano dati per buoni per il solo fatto che sono sulla rete.

Poi c’è la gente che si vede soffiare il portafoglio e 250 euro li dà per persi e ci beve sopra.

Wikipedia: “In Lombardia il reddito pro capite supera del 35 per cento la media europea”

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Wikipedia, alla voce
http://it.wikipedia.org/wiki/Lombardia
scrive:

“La Lombardia è la prima regione d’Italia per importanza economica, contribuendo a circa un quarto (24,1% nel 2006) del prodotto interno lordo nazionale; inoltre ospita molte delle maggiori attività industriali, commerciali e finanziarie del Paese, e il suo reddito pro capite supera del 35 per cento la media europea.”

Quindi, il reddito pro capite della Lombardia (ossia il reddito di CIASCUN abitante della regione), secondo Wikipedia supererebbe di ben il 35% la media europea (con tanto di fonte di riferimento).

La logica è sempre quella delle statistiche, per cui se uno ha mangiato due polli e un altro non ha mangiato nulla hanno mangiato un pollo a testa, ma in Wikipedia le statistiche, almeno in questo caso, non c’entrano niente.

Qui i casi sono due, o l’informazione è vera o l’informazione è falsa.

Se l’informazione è vera non avevamo bisogno di un governo tecnico che ci salvasse dalle forche caudine della crisi europea e dall’effetto valanga della Grecia: con una regione in cui CIASCUN ABITANTE guadagna, DA SOLO, il 35% in più della media europea non c’era bisogno di nominare Monti presidente del consiglio, bastava leggere l’enciclopedia più cliccata d’Italia e uno si metteva l’animo in pace. Se in Lombardia, che è la regione più produttiva d’Italia un italiano guadagna ben il 35% in più della media europea, in Sicilia, in Campania, in Calabria, in Basilicata, in Puglia guadagnerà, minimo, lo 0,5% in più.
E allora i precari, gli operai in cassa integrazione, la chiusura delle fabbriche NON ESISTONO.

Se l’informazione è falsa allora la domanda è una sola: perché? Perché dipingerci come un popolo di riccastri sfondati quando c’è sempre più gente che non tira più neanche all’ultimo del mese perché non ce la fa? Qual è l’ambizione dell’enciclopedia più cliccata del mondo?

Non lo sapremo. E loro non ce lo spiegheranno, non illudetevi. Andrà bene così. E sarà cultura libera.

Grazie di cuore a Elisa Ragli per la segnalazione.

Il PDF della voce “Lombardia”, creato pochi minuti prima di inserire questo commento è disponibile qui:

lombardia