Della Concordia e della metafora del paese

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Screenshot da www.repubblica.it

Questa storia del raddrizzamento della Concordia all’Isola del Giglio non convince nessuno. Enrico Letta dice che è un “grande orgoglio italiano”.

Lo scrittore Roberto Saviano, su Facebook, quanto meno si pone il dubbio, legittimo ma radicalmente dissentibile, se questa remissione “in asse” sia o non sia un simbolo evidente e parlante di un desiderio della collettività di uscire dalle acque e riprendere la posizione eretta.

La Concordia che è venuta fuori dall’acqua del Tirreno è storta, melmosa, tetra, rotta. Ecco il grande orgoglio italiano. Eccola la metafora del paese. Fa paura e la terranno lì ancora per non si sa quanto tempo.

E il catetere da adulti imposto (per sbaglio o per imperizia) a una bambina di due anni provocandone la morte, il carabiniere che ruba il bancomat di una donna per andare a giocarsi i soldi alle slot machines, l’arresto del cantante Zuccherino che ha partecipato a una sparatoria, il videomessaggio di Berlusconi che stamattina presto c’era e poi non c’è più, Ligabue che cade al concerto all’Arena di Verona, un commando di vegani che assalta una festa degli arrosticini, queste non sono metafore dell’Italia, questa E’ l’Italia.

Nessuno ci rimetterà mai più in asse.

Luciano Ligabue compie 50 anni

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Porca puttana com’è invecchiato anche lui!

Ma Ligabue, che, pure, oggi, ha 50 anni, ha sempre avuto il merito di fare buona musica, di apparire poco, di riempire gli stadi in quei pochi momenti in cui decideva di apparire, suonando un po’ come quegli scrittori che in vita loro scrivono un solo libro e poco altro.

Belle canzoni, musica grassa come una mortadella lardellata, cose di sostanza, un rock che sa di lambrusco, frizzantino, amabile ma anche secco e gelido, in ogni caso rosso, sanguigno, corposo. Una musica da non assaggiare in bicchieri di vetro sottile con i mugugni del sommelier, ma da bere in bicchieri da osteria, ben sapendo che un vino che ha 50 anni non può far altro che migliorare.

Ma c’è solo di che berlo prima.