Il traffico di organi in Italia

Nuova sconvolgente notizia dal ministero degli Apparati Genitali Roberto Maroni: In Italia sarebbe presente una fitta rete di traffico di organi di minori, soprattutto tra i clandestini, evento contrastabile solo con la nuova banca del seme. “Mediante la quale” aggiunge il Ministro del Sudoku Roberto Calderoli, sfoggiando i nuovi reni e il fegato della collezione autunno-inverno “l’individuazione e la castrazione chimica e fisica dei padri dei piccoli, sarà più veloce ed efficiente, così da eliminare il problema alla radice”. Polemica la risposta dal Centro Nazionale Trapianti. Il dottor Josef Mengele, interpellato, avrebbe dichiarato: “In Italia non c’è traffico di organi di pampini, gli organi che utilizziamo, sono tutti regolarmente registrati e prelevati da Giuliano Ferrara, il quale per la sua massa fisica è costretto quotidianamente a produrne di nuovi. Forse preleviamo anche qualche organo da qualche pampino epreo, ma ropa di poco conto… “

A sostegno della tesi del Maroni interviene la senatrice Maria Burani Procaccini: “Io col Maroni ho sempre lavorato a gomito stretto, abbiamo condiviso molto di più delle semplici idee politiche e delle copulazioni, perciò mi sento in dovere di affermare che lo amo e a Giugno ci sposeremo con rituale celtico, sacrificando agli dei la sua attuale moglie.” E i bambini? “I bambini? Quali bambini? Ah si, ne avremo molti.”

Nessuna dichiarazione invece dal Ministro della Chirurgia Plastica Mara Carfagna, a quanto pare si sarebbe riservata del tempo per pensarci su, si aspetta una sua risposta verso la fine del febbraio 2011. Al telefono azzurro risponde invece solo la segreteria telefonica.

da: NonNotizie

La Colonia di Borghezio

Colonia è una città che amo moltissimo, sarà perché ci sono nato vicino e da piccino respiravo aria e acqua di Colonia (appunto) e vedevo il duomo con quelle punte enormi, tutto nero di smog nel suo plumeo abito gotico. Di sotto scorreva (e scorre ancora) il Reno.

Ho sempre avuto l’impressione di vivere in una città multietnica vera, senza retorica.

Da decenni etnie e gruppi diversi convivono in maniera tranquilla, finché in questi giorni non è stato organizzato un corteo (poi vietato dalla polizia) dell’estrema destra, in cui Borghezio ha pensato bene di partecipare lanciandocisi come se fosse l’occasione della propria vita per apparire in uno scenario europeo a dire le sue pirlate storiche.

E le ha dette. Si è perfino meravigliato del fatto che la polizia si preoccupasse così tanto di evitare un torneo di giovinotti di destra «simile a cento di quelle che la Lega tiene in Italia contro le moschee».

Naturalmente in un paese sinceramente e autenticamente democratico come la Germania (probabilmente il pulentùn Borghezio pensava ci fosse ancora il Terzo Reich) l’esponente leghista non ha potuto nemmeno parlare e se n’è anche stupito.

Forse perché in Italia sbavare degli slogan razzisti è ancora considerato normale.

Ryanair, Bossi, la Lega e i passeggeri italiani

Ancora una volta ci sarà chi pensa che sia un falso.

Invece stavolta la Ryanair dalla home page italiana del suo portale ha usato l’immagine del per nulla provocatore Bossi con tanto di dito alzato, per dire che il Governo Italiano, tanto per cambiare, va in quel posto ai passeggeri e ai cittadini.

Il che è vero, ma la Lega si è incazzata e ha promesso azioni radicali, non voleranno più con la Ryanair. Beh, adesso che risaneranno l’Alitalia, con tutta quella gente in esubero, finalmente avranno la possibilità di volare con una compagnia di bandiera, rigidamente italiana, schiava di Roma e centralista.

Altrimenti vadano a prendere AirOne, vadano a prendere AirDolomiti, vadano a prendere la Lufthansa, vadano a prendere Iberia, e vadano anche a prenderselo dove credono meglio già che chi sono.

Io il 1 agosto vado a Londra. Con RyanAir. Ormai è diventata una questione politica.

(screenshot da www.ryanair.it)

Umberto Bossi schiavo di Roma

Bossi quel dito sa benissimo dove se lo deve cacciare, e su questo pare proprio che non ci siano dubbi.

Il Ministro della Repubblica schiavo di Roma che da Roma prende un lauto stipendio ha sbofonchiato qua e la’ sugli insegnanti del sud che bocciano i figli dei padani (e pensare che potrebbero tirare avanti ignoranti e felici!) ha alzato il medio verso l’inno nazionale che non e’ nemmeno questo gran bel pezzo di musica colta, e ha fatto indignare Schifani, Fini, Napolitano e Berlusconi.

Che, infatti, oggi, saranno i primi impuniti del Lodo Alfani che diventera’ legge dello stato esecutiva a metà settimana (ecco, come ci siamo rimasti?)

Veronica Lario confessa alla stampa: sono la leghista della famiglia

(screenshot da: www.corriere.it)

Nel giorno dell’anniversario della Liberazione Veronica Lario ciononostante Berlusconi ha deciso di fare outing, venire allo scoperto e dichiarare la sua peculiare e inconfondibile natura: è lei la leghista della famiglia, lo si sappia e la si accetti com’è, chè viviamo in una società multietnica e democratica in cui ognuno può dire quello che vuole, fossero anche cazzate.

La notizia è stata ripresa, come è ovvio, da tutti gli organi di informazione italiani, soprattutto dalla carta stampata che riceve dallo stato italiano, di cui il  Signor Marito della Lario è incontrastato proprietario, un ingente sostentamento finanziario che democraticamente viene ripartito sulle tasche di tutti gli italiani.