Lo stillicidio delle dimissioni di Renata Polverini

L’eterno altalenarsi delle notizie riguardanti una possibile ma non imminente, una ventilata ma non formalizzata, una quasi-certa ma non ancora certa ovvero certissima determinazione da parte di Renata Polverini a rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente della Regione Lazio, costituisce uno stillicidio insopportabile per qualunque persona di buon senso che ami mediamente informarsi attraverso i giornali e che ricerchi la conferma dell’inevitabile. Conferma che non arriva MAI.

Perché un gesto oramai inevitabile non può essere disannunciato per una questione di maggioranze risicatissime, di voti che si contano sulla punta di un dito di una mezza mano monca, di equilibrismi che non rappresentano più nessuno, ora che alcune delle parti delle pedine che sono state ad assistere inerti a tutto questo sfascio hanno tolto la loro presenza dal Consiglio Regionale.

E viviamo in questo anda e rianda di sensazioni, pensieri e parole, oper e omissione. Dove l’unica omissione certa sono le dimissioni che non arrivano, di chi non può più occuparsi del governo di una regione perché ha perso l’equilibrio dell’opposizione. Che, poi, tanto opposizione non era, but that’s another story.

Marrazzo: nomina sunt consequentia rerum



Marrazzo.

Un nome un programma. Gli manca solo l’apostrofo. Quando i latini dicevano che gli uomini sono la conseguenza diretta dei loro nomi non avevano torto.

Eppure Vladimir Luxuria ha testualmente dichiarato: "Sarebbe grave se il Pd non ricandidasse Marrazzo alla presidenza della Regione Lazio in base a questi episodi (…) Vorrebbe dire che è un partito bacchettone, un partito che dà ragione a chi usa il privato per distruggere la gente."

Insomma, via libera a Berlusconi.

Quanta emozione, un calcio ad un pallone!

Ancora una volta c’è scappato il morto.Come ai tempi di Vincenzo Paparelli (che non se lo ricorda più nessuno, era il 1979)  e come quelli più recenti di Filippo Raciti (che non se lo ricorda più nessuno neanche lui, è stato solo pochi mesi fa), la storia si ripete per colpa di qualche pirla di turno, tifoso o poliziotto che sia.Ancora una volta ci diranno che lo sport è una cosa nobile e pretenderanno anche che la gente creda a chi dice che il calcio è una cosa pulita che nulla ha a che vedere con questi gravi ed incresciosi episodi che devono considerarsi come degli incidenti e non come la normalità, ci mancherebbe anche altro.

Ancora una volta ci faranno notare, vaffanculo a loro, che in segno di lutto e di rispetto per una tragedia è stata addirittura rimandato un incontro di calcio come Inter-Lazio.

Per cui, il popolo resta senza il circenses di latina memoria, fa pubblica ammenda, vive una domenica di mesta e contrita quaresima, e tutto torna nella normalità, perché le società non possono accettare di disputare le partite a porte chiuse, senza i preziosi proventi in $oldini che vengono dalle vendite degli abbonamenti e dagli ingressi agli stadi.
Proventi davanti ai quali si più sempre passare sopra a qualche arma impropria “casualmente” penetrata negli impianti.

Ancora una volta ci diranno che stanno perseguendo duramente i responsabili.

Ancora una volta ci crederanno tutti.