Il prossimo presidente del consiglio potrebbe essere un non laureato

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Giuramento_Mattarella_Montecitorio

Se c’è qualcosa di buono che ci ha lasciato il risultato dell’ingovernabile kermesse elettorale di domenica scorsa, è senza dubbio la sconfitta del PD, con le conseguenti dimissioni di Renzi e la sua purtuttavia non scontata scomparsa dalla scena politica italiana (visto che è stato eletto come senatore e che potrà continuare a fare danni anche a Palazzo Madama, cioè nella stessa sede che lui voleva abolire con il referendum del dicembre 2016). Quello e basta. Non c’è da esultare né per il risultato plebiscitario del Movimento 5 Stelle (che adesso dovrà governare, se gli riesce) né per quello a puzzle e raffazzonato del centro-destra (il quale dovrà governare anche lui, se Mattarella gli darà l’incarico) che ha visto Salvini diventare capo della coalizione, e insomma, Salvini, no, dico Salvini, è un’ipotesi che non si affronta proprio.

Il prossimo sarà anche il governo dei diplomati. Luigi Di Maio, se verrà incaricato di formare il nuovo governo con mandato pieno, governerà dall’alto del suo diploma di liceo classico. Diploma di liceo classico anche per Matteo Salvini (no, dico Salvini), mentre la Meloni, visto che prima delle elezioni aveva dichiarato di voler ambire allo scranno di Palazzo Kitsch, può esibire il suo diploma di liceo linguistico. Nessuna laurea in vista. Io credo che chi mi governa debba essere migliore di me (ci vuol poco) e se ci sono riuscito io a conseguire uno straccio di laurea possono farlo tranquillamente anche loro. Ma è proprio così disdicevole augurarsi un titolo di studio per chi avrà delle responsabilità di governo? E pare proprio così brutto studiare per avviarsi alla carriera politica? Niente obiezioni. Sono solo elezioni.

Niente laurea honoris causa per la figlia di Ligresti

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(foto da www.repubblica.it)


E’ un padre che bacia orgogliosa la figlia nel giorno della sua laurea.
Il papà è Salvatore Ligresti. Quello di Tangentopoli. Che bisognerebbe avere un po’ più di memoria e la storia, anche se recente, è una cosa seria.
Alla figlia di Ligresti l’università di Torino ha concesso la laurea honoris causa in economia aziendale. Commozione, lectio magistralis, ristorantino prenotato.
E invece no. La laurea quadriennale in economia aziendale, dicono da Roma, non è compatibile con  l’ordinamento universitario. Non si sa bene cosa voglia dire, ma di certo c’è che la figlia di Ligresti il pezzo di carta non se lo prende.
Uno svarione dell’Università, certo.
Ma il Rettore , Ezio Pelizzetti, sapeva. Lo ha saputo un’ora prima dell’inizio della cerimonia, così come ha dichiarato:
“Avevamo inoltrato la domanda al ministero il 24 settembre. Il no da Roma è arrivato nei nostri uffici lunedì sera. Io ho visto il documento del ministro un’ora prima dell’inizio della cerimonia”
Il Rettore è tornato a dichiarare:
“È la prima in Italia che viene bloccata. Vogliamo parlare delle altre concesse?”
Ma sì, Rettore, parliamone…