6 aprile 2012 – Basta con la retorica, L’Aquila è dimenticata

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E ora, per piacere, non diteci niente.
Smettétela di postare falsa solidarietà con gli aquilani, destinati ad essere ricordati ogni 6 aprile alle 3,32. Smettetela con questa retorica dell'”Abruzzo nel cuore”, perché gli abruzzesi nel cuore hanno solo la rabbia.
Fatela finita con le retoriche della ricostruzione, chè qui di ricostruzione non se ne vede.
Abbiate pietà, ma la gente non crede più alla retorica dell’aquila che riconincia a volare, qui si son visti più cacciatori di frodo di rapaci che devoti della tomba di Celestino V.
E la solidarietà della Croce Rossa ha dovuto lasciare il passo alla più alta percentuale di psicofarmaci assunti e di incidenza alcolica sulla popolazione. Non sono più le “tazze” tra amici, sono gli emblemi della disperazione.
A L’Aquila si continua a morire di cirrosi epatica per non morire di rabbia e di dolore che consuma ogni giorno.
Nossignori, non mettete niente sui vostri profili Facebook, sui vostri blog, sui vostri forum, sui vostri siti, e tanto meno nelle vostre preghiere. Questa notte saranno solo le 3,32. Dopodiché vi dimenticherete di questa gente, di questa città e di questa terra come hanno fatto tutti, uno per uno. Con un po’ di malincuore, certo, ma non potremo mica star lì a perder tempo solo perché L’Aquila non è stata ricostruita? In fondo la gente ha tante casette provvisorie in cui può tranquillamente congelare d’inverno e schiantare d’estate. Con tante parabole e dei bèi TV Color…. Dimenticate, dimenticate in fretta…

Il secondo anniversario del terremoto a L’Aquila: Qui non abbiamo bisogno!

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Qui non c’è bisogno di supplementi commemorativi di 16 pagine della stampa locale per ricordare il terremoto.
Qui non c’è bisogno delle pacche sulle spalle del pur volenteroso Presidente della Repubblica.
Qui non c’è bisogno di riascoltare le registrazioni delle prime richieste di aiuto al 118.
Qui non c’è bisogno che qualcuno tenti il suicidio per la vergogna di avere riso.
Qui non c’è bisogno di false aquilane pagate 300 euro per fare le comparse a “Forum”.

Qui abbiamo perso L’Aquila.
Qui abbiamo avuto il terremoto.
E Bertolaso.
E Berlusconi.

Qui è il 6 aprile 365 giorni l’anno.

Le erbacce per le strade di Paganica: “lo so che si passa il confine”

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Paganica (AQ), ormai è ridotta così.

Nelle strade in cui passava la gente, in cui si viveva, in cui le vecchiette portavano con fatica il fardello delle proprie carni stanche, tra le pietre che vedevano passare ciabatte riempite di piedi gonfi, là dove il 6 aprile 2009 si sono accumulate le pietre oggi crescono le erbacce.

Che poi "erbacce" è il nome che dà la gente a queste piante, loro sono semplicemente "erbe", non sanno di avere una connotazione dispregiativa. Loro crescono e basta, e spero che, parlando di noi umani, ci chiamino "umanità immonda", tanto per renderci pariglia.

Significa che su queste strade, tra queste case ridotte a macerie, messuno è mai passato per andare a vedere cosa è successo e per vedere che cosa di poteva e si doveva fare.

Questo è l’Abruzzo terremotato oggi. Non ci vengano a dire che "la vita rinasce domani".

Incubo

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La notizia te la devi andare a cercare tra le righe dei lanci non urgenti delle agenzie di stampa. Forse perchè è una brutta notizia: meglio non darla apertamente, finisce che si rovina la festa di compleanno a Papi e magari si crea panico tra la popolazione. Sarebbe una disdetta.

Eppure Blitz Quotidiano la mette in homepage: l’Università di Oxford e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma hanno individuato il pezzo di terra, la "faglia" che si è mossa causando il terremoto in Abruzzo del 6 aprile.

E’ la faglia di Paganica. E questo comporta una pessima conseguenza, riferisce il quotidiano online: "il terremoto ha inflitto mutamenti di tensione ad altre faglie vicine, portandone alcune, Montereale e Campotosto, sull’orlo del cedimento". Significa, nero su bianco che "il terremoto può tornare a colpire la Regione".

Una brutta sentenza scientifica. Una sentenza inappellabile. E’ solo questione di tempo. Quindi gli uomini sono  avvisati: dovrebbero costruire solo in maniera antisismica, dovrebbero rendere antisismiche le costruzioni che già ci sono. Dovrebbero. Per ora, anche se avvisati, non mostrano di essere in grado di risultare mezzi salvati.

(Franco Probi)

L’Aquila: Maila ha di nuovo il suo BlackBerry, la gente continua a non avere la casa

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Ed ecco la notizia che mancava a riempire il tassello delle scempiaggini del post-terremoto in Abruzzo.

Maila, una ragazzina di 14 anni che vive in una tendopoli perché lei e la famiglia hanno perso la casa (e, a quanto sembra, i genitori sono tutti e due cassaintegrati), si è vista rubare il BlackBerry (una sorta di cellulare-palmare per l’invio di SMS, e-mail, telefonate ed altro…).

Ora, cosa ci facesse una ragazzina di 14 anni con un BlackBerry tra le mani, quando basta il vecchio Nokia della mamma e del papà, sarebbe una cosa interessante da conoscere. Cosa spinga una coppia di genitori a comprare o, comunque, permettere l’uso di un BlackBerry alla figlia, e non dire "Senti Maila, guarda, non mi sembra il caso che tu vada a scuola e in giro con quel coso, quando esci usi un cellulare che ti dànno mamma e papà e poi quando hai 18 anni ti compri quello che vuoi con i tuoi soldini che, magari, ti guadagni lavorando o studiando sodo…".

Fatto sta che a Maila il BlackBerry viene rubato.

La storia ha un po’ il sapore di quei teneri smarrimenti di gattini, cagnolini che si vedono alle porte degli ambulatori veterinari, o furti di qualcosa di affettivamente molto prezioso.

Solo che qui non c’è un cucciolo di pastore tedesco che se n’è andato chissà dove. Qui c’è un BlackBerry di una bambina che vive con una famiglia che ha problemi fin sopra la punta dei capelli.

Cosa succede allora? Arriva il salvatore, il principe azzurro, il cacciatore del bosco, quello che alla fine risolve l’incantesimo. E’ un pensionato di Sulmona che, commosso dalla storia e indignato dal fatto che abbiano potuto portare via un oggetto così caro a una povera bambina che, parlandoci chiaro, poteva tranquillamente farne a meno, pur non essendo ricco a sua volta gliel’ha comprato nuovo.

"Allòr’ sì scèm’!!!" avrebbero detto i miei alunni di Pescara.

Nessuno nega a nessuno dei terremotati aquilani il diritto di comunicare. Anzsi, quello della comunicazione è un bisogno primario e ineludibile. Pensate a cosa sarebbe la vita nelle tendopoli se non ci fosse un cellulare per sentire i propri cari, una connessione a Internet per scrivere i propri pensieri su un blog, accedere alla posta elettronica. Insomma, per comunicare. Sarebbe l’inferno nell’apocalisse.

Ma santo cielo, per una bambina di 14 anni va bene anche un cellulare da 30 euro comprato al supermercato (nuovo e in garanzia, per carità…), non c’è bisogno che mandi le "fotine" (termine orrendo da ragazzine viziate e presuntuosette). Per le e-mail intanto va bene una postazione pubblica, poi si vedrà.

Oggi "Repubblica" saluta questo gesto come un piccolo "miracolo" e non si accorge del fatto che Berlusconi col cavolo che le realizza le case per i terremotati a settembre, ottobre, novembre, e insomma, quando non lo sa nemmeno lui.

Eh, ma adesso Maila ha il BlackBerry, vuoi mettere?…

Usa Bertolaso e indovini subito chi viene a cena!

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Disgrazie?
Sciagure?
Catastrofi?

Siete stati per caso colpiti da un TERREMOTO? Avete un’EMERGENZA RIFIUTI che ha ridotto la vostra città in una latrina? E’ scoppiato un treno carico di gas alla stazione che ha DISTRUTTO palazzine nell’arco di ottocento metri??

Niente paura, per ognuna di queste quotidiane necessità e per molte altre c’è

BERTOLASO®

l’unico che scava, recupera, demolisce, coordina, ordina, collega, ma soprattutto SOTTERRA.

L’uso costante di BERTOLASO® favorisce l’isolamento, impedisce il ricordo, e diluisce la gravità dei fatti con una forza pulente straordinaria e sorprendente.

E ricorda: se usi BERTOLASO® ogni giorno sarai premiato per la tua fedeltà, perché avrai in OMAGGIO, senza alcun impegno da parte tua, per il solo fatto di aver risposto a questa offerta, una serie di VISITE UFFICIALI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO(Tm).
 


Sì! La fantastica sinergia di PRESIDENTE DEL CONSIGLIO(Tm) e BERTOLASO® ripulirà la memoria collettiva di qualsivoglia disgrazia e anche tu potrai continuare a dire, finalmente, con la stessa boria e balda esultanza di un tempo: IO ME NE FREGO!

Abruzzo: ripresa di servizio del personale scolastico dopo gli eventi sismici

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Si fa riferimento ai DD.MM. rispettivamente n. 3542 del 15.04.2009 e n. 1008 del 17.04.2009, nonchè alla nota di questo Ministero n. 1107 del 27.04.2009, con i quali è stata prevista e regolamentata la possibilità per il personale scolastico di assumere servizio in sede diversa da quella di propria titolarità o in tendopoli, in seguito ai gravi eventi sismici che hanno reso inagibili particolarmente le Scuole situate all’interno dei territori interessati dagli stessi o che hanno impedito, in particolare al personale residente nei comuni del cratere sismico, di raggiungere le proprie Scuole ubicate in zone diverse. Continua la lettura di “Abruzzo: ripresa di servizio del personale scolastico dopo gli eventi sismici”

Crociere per gli aquilani terremotati

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Sta ancora piovendo. L’Abruzzo è veramente in ginocchio. I disagi di strade allagate, tombini che non ce la fanno a ricevere l’acqua in eccesso, qualche garage o scantinato allagato, che si stanno verificando sulal costa, non sono nulla rispetto alla sofferenza della gente sotto le tende, con le promesse di Berlusconi, con le casette di legno che sono "quasi pronte" (è il "quasi" che preoccupa!!) e che assicura che i terremotati saranno mandati tutti a fare delle magnifiche crociere, così si toglieranno un poco dai cogli… distrarranno un pochino e la smetteranno di pensare sempre alle case, alle case, alle case, come se fossero la cosa pù importante della vita…

Precisazioni sugli esami relativi agli studenti dei comuni della Regione Abruzzo colpiti dal sisma. Anno scolastico 2008/2009

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Com’è noto l’OM n.47 in data 7 maggio 2009 ha dettato disposizioni concernenti lo svolgimento degli scrutini e degli esami relativi al corrente anno scolastico 2008/2009 nei comuni della Regione Abruzzo colpiti dal sisma. In particolare, l’articolo 6, comma 3, della OM n.47 ha disposto che gli alunni che – a seguito del sisma e per trasferimento ai sensi dell’articolo 1 del D.M. 3543 del 15 aprile 2009 – hanno frequentato l’ultima parte dell’anno scolastico 2008/2009 presso altre istituzioni scolastiche della stessa Regione o di altra Regione e, su richiesta delle famiglie o di se stessi qualora maggiorenni, siano scrutinati e ammessi agli esami nelle istituzioni suddette, sostengono gli esami di Stato dell’istruzione secondaria di primo e di secondo grado in tale sede, seguendo le procedure ordinarie.
In tale circostanza, le istituzioni scolastiche interessate sono invitate a darne informazione sia al Direttore Generale per l’Abruzzo sia al proprio Direttore Generale regionale, entro e non oltre il giorno 25 maggio 2009.
Le suddette comunicazioni vanno comunicate all’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo e all’Ufficio Scolastico Provinciale di L’Aquila, che, a seguito del sisma, hanno attivato la loro sede presso la Scuola SOTTOUFFICIALI DELLA GUARDIA DI FINANZA di COPPITO -L’Aquila – tel. 0862-361368; tel./fax 0862-361369; tel. 3664179649; fax1786057466- e-mail:direttore-abruzzo@istruzione.it.

IL DIRETTORE ENERALE
M.G. Dutto 

Destinatari

AI DIRIGENTI SCOLASTICI
DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO
P.C.
AI DIRETTORI GENERALI DEGLI UFFICI SCOLASTICI REGIONALI
LORO SEDI

Un mese di ordinaria follia

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E’ passato un mese.

Belusconi è ancora lì, Bertolaso lo stesso.

La gente continua a vivere nelle tende, gli edifici storici e artistici continuano ad essere distrutti, quelli pubblici continuano ad essere inagibili, come il 44% delle case.

Onna continua ad essere distrutta, le spoglie di Celestino V continuano a muoversi nel sepolcro perché Papa Razzo 16 ci ha appoggiato sopra la stola, i colleghi aquilani continuano a muoversi per le scuole della costa adriatica a cui sono stati destinati con l’aria spaesata e impaurita, gli sciacalli continuano a fare della città de L’Aquila quello che vogliono, compreso il consiglio dei ministri ed il G8.

La terra continua a tremare.

Solo che non ne parla più nessuno.

L’Aquila che non vola e la papera che non galleggia

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L’Aquila ha avuto solo il torto di subire un tragico terremoto.

Non sappiamo quale altra nequizia abbia commesso per meritarsi, più o meno in ordine:

– la gestione degli aiuti da parte della Protezione Civile S.p.A. e dal suo Amministratore Delegato Bertolaso;
– la visita a ripetizione del Presidente del Consiglio, con tanto di casco antiinfortunistico, di modo che la sua bella persona non ci possa essere tolta; Continua la lettura di “L’Aquila che non vola e la papera che non galleggia”

L’e’ el di’ del G8 a L’Aquila. Alegher!!

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Berlusconi vuole far svolgere il G8 a L’Aquila, ma forse non è reso conto che la città, in questo momento, ha qualche problema logistico.

Nella foto potete constatare personalmente la qualità degli alloggi in cui Obama, Berlusconi, e da qualche minuto anche Angela Merkel, alloggeranno durante la loro permanenza. Continua la lettura di “L’e’ el di’ del G8 a L’Aquila. Alegher!!”

Onna sull’orlo di una crisi di nervi

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Dunque, dopo aver creato un clima di suspence, Berlusconi ha detto che lui il 25 aprile ci sarà, e sarà a Onna.

Onna è il simbolo della distruzione del terremoto, Onna è uno dei paesi di cui ho sempre sentito parlare fin da piccolo, perché mia nonna viveva lì vicino.

Siccome il Caro Leader Presidente del Consiglio ha deciso di fare la sua propaganda retorica nel paese più distrutto d’Abruzzo, allora anche il Chierichetto Franceschini ha pensato di fare altrettanto. Disgraziati, terremotati, senza casa, disperati e con Berlusconi e Franceschini in casa. E’ proprio vero, agli ex abitanti della ex Onna, calci negli stinchi.

Segnalo l’iniziativa di Beppe Grillo, che è una persona di cui ci si può fidare (o non fidare, fate un po’ quello che vi pare!), e che certamente non è una OnLus o una associazione di voltariato, che raccoglie fondi per la ricostruzione del paese. I dati bancari sono questi:

Conto corrente presso Banca Etica, IBAN: IT 83 T 05018 12100 000000129900 intestato a: RACCOLTA FONDI PER ONNA ABRUZZO – GRILLO GIUSEPPE PIERO

Gli sfollati aquilani a Roseto degli Abruzzi

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I ragazzi sfollati da L’Aquila sono arrivati nelle scuole di Roseto degli Abruzzi e in quelle della costa teramana e pescarese, per concludere l’anno scolastico.

In realtà per loro la scuola è già conclusa, si occuperanno i loro consigli di classe di valutarli a tutto il 4 aprile.

Per il resto, devono essere semplicemente "inseriti" nelle altre scuole, che non hanno neanche l’obbligo di frequentare.

I ragazzi che devono sostenere l’esame di Stato lo faranno con un colloquio orale e con la commissione nominata esclusivamente tra i commissari interni. Insomma, saranno valutati dai loro stessi insegnanti.

I ragazzi nelle scuole di Roseto sono molti. Perché sono molti gli aquilani che alloggiano negli alberghi e nelle strutture recettive di questa cittadina che si è vista aumentare la popolazione di ben 6000 unità.

E’ una realtà che sta per scoppiare. O per essere seppellita dalle acque melmose del fiume (fiume?) Vomano che non appena un cane piscia contro un albero esonda.

La terra continua a tremare. E piove, piove, come se non avesse mai piovuto da una vita.

O terremotati o a mollo.

Sole alla valle e sole alla collina

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Tacciono le voci, si spengono le luci, si spegne anche l’insegna di quell’ultimo caffè.

Stanno sbaraccando. Le parabole satellitari non servono più, si comincia a parlare di qualcos’altro.

Timidamente, ma inesorabilmente, il maanchismo sta avendo la meglio.

Ci vogliono le bare, ma anche i clown, occorrono i beni di prima necessità, ma anche quelli più voluttuari, si deve avere la percezione dell’emergenza, ma anche quella della normalità.

Quindi, per traslato, esiste l’Abruzzo da aiutare e ricostruire sì, ma anche la crisi economica, si deve parlare dei morti de L’Aquila ma anche del re del grano di Napoli fatto fuori a legnate.

Dell’Abruzzo, insomma, stanno già cominciando a dimenticarsi, semplicemente.

Stanno male, oh, sì, povera gente, come stanno male, vardalà, tüt spitascià’ come barbùn, pòro toso, pòra putéa, sansa gnanca na strassa de casa, meno male che stasera c’è "Porta a Porta", va’…

Il Volontariato di San Martino

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E’ il concetto di "volontariato" che non regge più, ammesso e non concesso che abbia mai retto in passato.

Il "volontariato" autentico è quello di San Martino, che incontra il povero sulla strada, divide il mantello in due e gli dà di che coprirsi. Però l’altra metà se la tiene per sé perché mica è scemo.

Aiutare il prossimo significa che non deve esserci nessun ente, associazione, onlus e via discorrendo che si frappone tra i bisogni del prossimo e le risposte che i singoli sono disposti a dare spontaneamente.

Lo Stato non è in grado di provvedere alle necesità di chiunque si trovi in difficoltà, è inutile che Berlusconi tiri fuori il modello tedesco dell’economia sociale di mercato, lui non è Konrad Adenauer e questo non è lo stato tedesco.

Lo Stato è perfettamente in grado di comprendere questa sua deficienza.

E’ per questo che delega al volontariato costituito. Lo Stato spartisce la torta con l’associazionismo che si nutre di ammanicamenti da una parte e di carità della gente onesta dall’altra.

E’ così che le associazioni di volontariato si spartiscono anche il dolore.

Non fidatevi di nessuno.

Le colpe di Santoro e di chi sputa sulla Croce Rossa

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E, naturalmente, la colpa di tutto questo è di Michele Santoro.

Michele Santoro è una di quelle persone che hanno un solo difetto, quello dell’incommensurabile antipatia personale.

Ma Santoro ha condotto una trasmissione giornalisticamente ineccepibile, dando voce non a un malcontento e a un mugugno® (già, mugugnare a lungo sembra essere una delle cose migliori che ci riescono in questi ultimi tempi) generalizzati, ma a fatti specifici, accuse dirette e precise che non possono non trovare una risposta.

E non possono nemmeno essere condannate di faziosità, o della antica saggezza (saggezza??) dei detti popolari, secondo cui non si può sputare sulla Croce Rossa (o rubare le caramelle a un bambino).

Non si può sputare sulla Croce Rossa? E chi l’ha detto??

Si può e si deve non sputare sull’impegno dei volontari che vengono mandati alla deriva e senza alcun supporto fisico o psicologico (chi dà da mangiare ai volontari? chi li assiste psicologicamente se qualcuno di loro -come è possibile e normale che sia- crolla davanti alla vista di tanto dolore?), ma si possono e si debbono denunciare le incongruenze e le incompetenze di chi muove la macchina del sistema.

Non è più possibile dire che se le cose vanno bene è per merito della Protezione Civile e dello Stato che è presente e che lavora alacremente e se le cose vanno male la colpa non è di nessuno.

Protezione Incivile

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Quelle aquile della Protezione Civile si sono accorti, dopo almeno una settimana, di due cose:

a) che L’Aquila è una delle città più fredde d’Italia;
b) che a L’Aquila, cosa molto imbarazzante, come in qualunque altra località d’Italia, ogni tanto

PIOVE!!

E quindi hanno mosso tutto quel popo’ di macchinone burocratico, lento come la morte, ma altrettanto inesorabile, per avere delle coperte in più, perché la gente aveva freddo.

E’ chiaro che è la Protezione Civile che decide se la popolazione ha freddo o no.
Non esistono capitoli di spesa istituiti per gli enti locali e destinati alla protezione civile (minuscolo perché inteso come attività e non come istituzione).

La Protezione Civile è un ente accentratore, di più, è un ente fagogitatore. Nulla si muove senza il suo permesso.

Neanche il freddo o la pioggia.

Porci comodi

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Mio cugino Luigi, detto "Sgommino", per via di una pregressa attitudine alla velocità durante la guida, è l’unico che non ha lasciato la sua casa, e ha fatto bene.

Tutti i familiari hanno raggiunto luoghi più o meno "sicuri" (ed è estremamente aleatorio parlare di sicurezza quando si tratta di terremoti), ma lui è rimasto lì.

Per quale ragione? Semplice, prima di tutto la sua casa non aveva subito nessun danno e gli sembrava stupido andare a passare qualche giorno in albergo dove non avrebbe nulla da fare, e poi le sue scrofe dovevano partorire. In questa settimana successiva al terremoto sono nati 12+9=21 porcellini con formidabile appetito e vitalità all’ennesimo grado della scala Richter.

Luigi è l’unico che non ha rinunciato alla sua porca vita. Applausi.

C’e’ una casa bianca che…

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La casa è intatta e sembra godere di ottima salute.

Sì, certo, qualche piccola crepa nell’intonaco dei muri interni ma nulla di civilmente rilevante per i solerti e forzaitalioti scugnizzi di Bertolaso, che tra qualche giorno saranno in giro anche per il paesello di Valle d’Ocre a dire "Questa sì, questa no, questa deve essere buttata giù, questa va puntellata", sembrano il Sassaroli, il Necchi, il Perozzi, il Melandri e il Conte Mascetti nella distruzione dei paesini nel primo "Amici miei".

E’ una notizia consolante in sé ma che non serve a molto.
C’è una piccola tendopoli ordinata, la gente va e viene cercando una normalità che trova a stento, ma qualche volta ci riesce.

Si passa da Onna ed è una tragedia. Eppure il dolore è composto, nessuno urla, nessuno sbràita. O c’è rassegnazione, oppure, come sono più propenso a credere, non sono arrivati gli echi delle sbavature istituzionali contro Santoro e il suo "Anno Zero" in cui sono state denunciate le responsabilità nei primi soccorsi.

In fondo alla gente che vive praticamente all’aperto di Santoro non gliene fotte un cazzo. Spero neanche di Berlusconi.

Ma quello che preme, al di là di ogni altra cosa, è capire.

E quello che si è capito è che le responsabilità ci sono. Anche in quella casa bianca che… che è rimasta in piedi.

L’elemosina delle ricariche telefoniche di Tim, Vodafone, Wind e 3 ai terremotati d’Abruzzo

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Dobbiamo fare un po’ d’ordine, soprattutto in base ai vostri commenti.

Fabio Montale (sic!) aggiorna la notizia del processo ai romeni accusati di atti di sciacallaggio ai danni dell’abitazione e dei beni di una persona anziana di San Panfilo d’Ocre. Comunica che tutti gli imputati sono stati assolti per non aver commesso il fatto. E’ una buona notizia, che, purtroppo, non cambia di una virgola le conclusioni che avevo tratto: la gente è assettata di colpevoli, e se l’autorità Giudiziaria non riesce a colpire i colpevoli veri, pazienza, si accontenterà di quelli falsi. E se non c sono neanche quelli falsi la colpa non può che essere dei giudici che applicano la legge (cioè assolvono quando c’è da assolvere). C’è fame di capri espiatori da sbranare prima ancora che vengano immolati sugli altari.

Fabio Montale avrebbe bisogno e voglia che sul blog si continuasse a parlare di cazzate.
Le cazzate, glielo riconosco, fanno parte della vita, come i terremoti. Per ora ci sono i terremoti. Certo, occuparsi delle canzoni più belle della nostra vita strappa un sorriso (perché la canzone fa schifo, perché ci riconduce ai nostri ricordi, perché pensiamo a come eravamo pirla, o, forse, solo a come eravamo giovani) e certo, si rischia di perdere il contatto con la realtà, che è anche fatta di balordaggini assortite. Per ora, vedo solo la realtà che ho intorno, e ne parlerò almeno finché sarà possibile. Non escludo di poter tornare a scrivere cazzate. ma per il momento non lo garantisco.

Lys fa una serie di considerazioni, dalle quali mi fa piacere estrapolare la questione delle ricariche per i cellulari. Ho provato ad approfondire il tema, perché, come vi ho già detto, il problema della comunicazione è primario. Dire, raccontare, parlare con un parente lontano, con un amico, sono necessità urgenti come le mutande o la biancheria intima (dove non c’è acqua ci si lava alla bene e meglio, gli indumenti intimi una volta indossati nuovi vengono bruciati).

Allora, mi risulta che TIM abbia accreditato 10 euro a ciascuno dei 341.000 clienti abruzzesi. A quanti abbiano un saldo inferiore ai 5 euro viene accreditata una cfra che riporti il saldo a 10.

Vodafone avrebbe inviato 200.000 ricariche telefoniche da 5 euro ciascuna, credo che la scadenza dei conti telefonici per i clienti in abbonamento sia stata differita.

Anche Wind dovrebbe avere inviato una ricarica gratuita di 5 euro sui telefonini dei clienti presenti sul territorio colpito, ma altre fonti dichiarano 10 euro e non si sa se per “territorio colpito” intendano le zone più o meno lesionate dal sisma o tutta la regione Abruzzo.

Per quanto riguarda H3G (3) le cose starebbero diversamente, ma le notizie che ho sono frammentarie, pare che la ricarica sia di 30 euro, per tutti i clienti residenti nella provincia de L’Aquila.

E’ evidente che, a parte l’aiuto di H3G Italia, i rabbocchi di Tim e i 5 euro di Vodafone e Wind, sono gocce nel mare. Personalmente se dovessi ricevere, anche solo per errore, un qualsiasi aiuto da uno dei miei gestori telefonici, chiederei che venisse dato a chi ne ha bisogno.

Ma il punto è che non basta. Che se ne fa la gente di 5 euro di ricarica?

Se avete qualcuno in Abruzzo che ha bisogno, di cui conoscete il numero di telefono cellulare e relativo gestore, uscite di casa, andate presso un tabaccaio o un bancomat e fategli la ricarica voi. Sarete più anonimi, e, come mi fa notare un altro lettore, Reginaldi Armando detto “Testina”, il vostro aiuto arriverà per intero, direttamente e senza intermediari.

Continuo a precisare,a

Il Venerdi’ Santo del Caro Leader Bertolaso

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Mi telefonate, mi scrivete e continuate a contattarmi in tanti.

Grazie, non ce la faccio quasi più a star dietro a tutti. Lo dico sul serio.

Tutti, oltre a chiedermi come sto e a come va "lì da te", mi chiedono cosa si può fare, ma soprattutto come fare per dare un aiuto a chi ha bisogno, nonché quali bisogni ci siano.

E’ difficile dire di che cosa ha bisogno la gente. Soprattutto quando qui sulla costa adriatica, come ripeto, non è accaduto niente, a parte gli spaventi che ti fanno invecchiare di un anno ogni volta che la scala Richter ci si mette di mezzo. C’è gente che parla solo il dialetto ma che conosce benissimo il significato di parole come "magnitudo".

Le aree più colpite sono raggiungibili ma a fatica.

Tutti vorremmo aiutare. Ma vorremmo anche che i nostri aiuti andassero a chi ha veramente bisogno, secondo i propri bisogni. Che sono individuali e insindacabili.

Questo non è e non sarà mai possibile. E’ la Protezione Civile che ha tutto in mano. E’ difficile sfuggire dalle grinfie di Bertolaso.

Quando voi date dei vestiti alla Caritas, del denaro alla Parrocchia o alla locale sezione ARCI (ma ne esistono ancora?) o a qualunque ente si occupi di raccogliere fondi e generi di prima necessità, sappiate che state consegnando qualcosa solo a un punto di raccolta, nient’altro. Caritas, Parrocchie, Croce Rossa e Comuni consegnano tutto alla Protezione Civile che è la plenipotenziaria, ha potere di vita o di morte su tutte le zone della catastrofe.

La Protezione Civile è anche quella grazie alla cui disorganizzazione gli ammalati dell’Ospedale de L’Aquila sbriciolatosi come un frollino inzuppato nel latte non hanno avuto acqua da bere dal momento del sisma fino almeno alle 18,30 (non è una notizia inventata, è la testimonianza di un medico a "AnnoZero" di ieri sera).

La Protezione Civile è quella che gestisce gli aiuti inviati tramite SMS al numero che viene pompato da tutte le trasmissioni radiotelevisive della RAI.

La Protezione Civile è quella che da domani, con disposizione delle Prefetture, gestirà gli alloggi, la logistica e gli spostamenti degli sfollati negli alberghi della Costa Adriatica. Fino ad oggi se ne occupavano i comuni.

State attenti quando fate le vostre donazioni in denaro, a meno che non abbiate persone di piena fiducia è ben difficile che i vostri aiuti seguano i bisogni di chi ha bisogno, perché i bisogni della gente li stabilisce il caro leader Bertolaso.

Però sfuggire alle sue grinfie a volte si può.

Questa mattina ho ricevuto una mail dal nostro lettore Bernardeschi Rutelio, che mi segnalava il blog di Anna, una donna de L’Aquila che aveva bisogno di un PC e di una chiavetta per poter tornare a raccontare. Il blog di Anna è raggiungibile all’indirizzo:

http://miskappa.blogspot.com/

Qualcuno si scandalizzerà che ci siano persone che in tempi di terremoto, in cui si perde tutto, qualcuno si (pre)occupi di avere un computer e internet. La comunicazione è un bisogno primario, c’è poco da scandalizzarsi. Ho subito telefonato ad Anna, che mi ha confermato che un’amica si sta occupando della cosa e che il suo computer è in arrivo.
Chi volesse contribuire con un bonifico può usare le coordinate IBAN

IT34C0560803202000000002727

intestato a Marina Pierani – causale del versamento "Portatile per Anna Colasacco".

Proprio questa mattina ho ricevuto il bonifico per una tranche di introiti pubblicitari degli annunci presenti sul blog, non ho fatto altro che girarlo per il computer di Anna Colasacco, e il primo che mi dice che la pubblicità sul blog non serve a un cazzo vada a fare in culo senza nemmeno passare dal via.

Un computer è una cosa banale e minimale. Eppure questa esperienza ci insegna che la solidarietà è sempre un gesto da me a te, se qualcuno ci si mette in mezzo non è più solidarietà.

Ho ripristinato temporaneamente i commenti nel blog perché penso che in questi momenti sia utile averli. Usateli per dire cose intelligenti, non ho e non abbiamo bisogno di cazzate.

Il giorno dello sciacallo

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Lo sciacallo, in quanto animale, non sembra avere questo aspetto così crudele.

Quando lo sciacallo è uomo, invece, riesce a compiere azioni estremamente riprovevoli e generatrici di una ripugnanza universale.

Nei campi degli sfollati c’è stato chi vendeva carne di manzo a 80 euro al Kg., a un signore che stava piangendo su quello che non aveva più un delegato di una banca è andato a ricoradre che aveva la rata del mutuo in scadenza il venerdì successivo. Questo signore aveva solo 5 euro in tasca.

Ci sono i primi strozzini, chi compra oro per quattro soldi, e proprio nelle ore in cui scrivo quattro romeni saranno processati per direttissima per essersi impossessati degli oggetti della casa di una signora anziata morta nel crollo della notte tra domenica e lunedì scorso. Tutti si aspettano una sentenza esemplare, ma nessuno sa che per il processo per direttissima è garantito lo sconto di un terzo della pena. Se gli imputati arrivassero al patteggiamento la pena finale effettivamente comminata potrebbe essere particolarmente mite.

E allora tutti si opporrebbero con indignazione contro giudici colpevoli di aver applicato solo la legge, in un’aula di giustizia improvvisata perché Tribunali e quant’altro sono anch’essi macerie.

Tra gli atti di sciacallaggio più biechi, registro quello di chi, approfittando della propria carica di potere esecutivo, abbraccia persone che non rivedranno mai più la loro casa per tutta la loro vita, nel giorno straziante del funerale dei propri cari. E si fa propaganda, come ha sempre fatto, annunciando:

Le mani sulla citta’

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Qui si continua a tremare. Qui continua la paura. Imperterrita, sempiterna, perché la paura è da sempre e per sempre.

Non c’è soluzione di continuità alle scosse sismiche. Non finisce, e sembra non finire mai. Il sonno della notte, per tanti, troppi, è un incubo, l’idea dell’impossibilità di arrivare al mattino successivo senza risvegliarsi con il terrore.

E’ la morte. Ed è inutile che vengano a dirci che l’essenziale è essere vivi e il resto si vedrà. Si è vivi quando si è con i propri cari, con i propri affetti, nelle proprie case. Si è vivi quando ci si siede su una pietra caduta della propria città e si continua a sentirsi a casa.

E Berlusconi è il guitto delle conferenze stampa. Convince tutti perché dice cose assolutamente ovvie. Dice "Cercate di farvi ospitare da qualche parente, conoscente o amico che vive in una zona sicura" (ma va’?), dice "Guardate che non potrete rientrare subito nelle case perché dobbiamo verificare la stabilità degli edifici", ci manca solo che ci dica "In estate ricordatevi di bere molto, perché fa bene".

Dice cose ovvie perché gli vengono fatte delle domande ovvie. "Com’è lo stato dell’emergenza?", "Signor Presidente, quanti morti ci sono?", "Quali sono i danni?" (mah, vedi un po’ tu…). Si va avanti per stereotipi e non si sa che cosa dire. Ci manca solo che questi giornalisti venduti e sempre meno adeguati sparino a raffica domande allucinate e allucinante (e, proprio per questo, frequenti) tipo "Signor presidente, qual è il luogo più insolito in cui ha fatto l’amore?", "Signore Presidente, si masturba??" (eh, hai voglia te…!)

Ed è su questo vuoto di pensiero che Berlusconi promette di ricostruire L’Aquila accanto alla città fantasma in tempi certi. L’Aquila 2 come Milano 2, magari ci metterà anche il laghetto con i cigni finti e le paperelle con l’aviaria, due alberelli, tre casette dai tetti aguzzi e sopra a tutta questa pensata, tè chi, una bèla culada di cemento armà’.

Perche le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non avevano una seconda possibilità sulla terra.

Ridi, pagliaccio!

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Il ministro Carfagna, ex icona di calendario da camionista in canottiera e con l’ascella sudata, ha avuto la pensata più lugubre del suo tuttavia inutile dicastero.

I bambini dell’Abruzzo distrutto dal terremoto sono tristi? Ci vuole un po’ di clownterapia!

Ha mandato, dunque, quelle imbarazzanti e funeste figure che riempono i reparti pediatria, medici e psicologi col càmice e con il naso rosso di plastica che cercano di far sorridere i bambini, che sorridono in effetti, ma non per la loro opera, quanto per la loro ridicolaggine,

E’ ovvio che la Carfagna si sentirà gratificatissima da questa sua pensata. Finalmente, dirà, è riuscita a regalare un sorriso ai bambini. Ai bambini non bisogna regalare sorrisi. Bisogna regalare latte, cibo, medicinali, bisogna regalare il senso della solidarietà che nessun guitto da psicologia da quattro soldi potrà mai proporzionare.

Perché non insegnare ai bambini che nella vita esistono anche le tragedie? Non possono saperlo? Peggio, non devono saperlo?? E perché mai?

Ci sono verità che sono urgenti come conati di vomito, come il bisogno di far pipì.

E poi, perbacco, per far ridere non solo i bambini, ma l’intera popolazione terremotata, la Carfagna ha mandato il clown più conosciuto, amato ed efficace, il Presidente del Consiglio.

Neanche il giorno di Santo Stefano al Festival del Circo di Montecarlo su RaiTre!

(Per completare il senso di schifo, vi consiglio di ascoltare "Vesti la giubba" da "Pagliacci" di Ruggero Leoncavallo, in questa interpretazione di Carlo Bergonzi del 1951)

Abruzzo: Terremoto a L’Aquila – Sto bene, grazie a tutti!

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Ringrazio di cuore quanti, affezionati al blog e alle iniziative più o meno "collaterali", in queste ore mi hanno fatto pervenire e-mail, SMS etelefonate per sapere come sto.

Non sono solo gli amici più stretti, sono anche persone che conosco solo come semplici Nome e Cognome o indirizzo e-mail.

Sto bene, nessun danno qui.

Ma nella parte abruzzese che mi è più cara, perché ci vivevano i miei nonni, perché la loro casetta è ancora lì, perché ci venivo da piccino, perché ora ci abitano i miei parenti, lì la situazione è molto triste.

In Abruzzo non si muore solo di terremoti, si muore di abusivismo edilizio, di cementificazione selvaggia, di costruzioni di cemento armato che non è armato un cazzo, si muore del pressappochismo della gente che ristruttura le case alla "va’ là che vai bene", una mangiata, una bevuta, e vaffanculo alle regole.

Ora si scava a mani nude. Dovrebbero scavare le mani sporche del malaffare abruzzese, quelle di Del Turco e di Chiodi, espressioni vive dell’intrallazzismo inciucistico, del disinteresse all’ambiente e del tornaconto personale.

I giornali e i TG parlano di "Natura assassina", di "Terra killer", non di amministrazioni comunali, provinciali e regionali composte da assassini, quelli veri, del territorio.

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato che annullerà la visita ufficiale in Russia. Non andrà dal suo amichetto Putin, verrà direttamente a L’Aquila a portare conforto agli abruzzesi, che, epraltro, gli hanno portato un bel canestro di voti.

Siccome non ne avevano di disgrazie, adesso arriva anche Berlusconi… chissà se riuscirà a convincere la gente che non ha più una casa che sono ricchi perché hanno due cellulari e guardano ogni giorno le trasmissioni delle sue reti.

Chissà se tette e culi avranno la meglio sulle coperte, sul cibo e sulla solidarietà. Ma sono pronto a giurare di sì.