La Stampa: giornalisti sudamericani rischiano tre anni per un editoriale

“La Stampa” oggi pubblica la notizia che un gruppo di giornalisti, in Sud America (Ecuador, per la precisione), rischierebbe fino a tre anni di carcere per un articolo contro il potere.

E si scandalizza (giustamente). Ma come, la libertà di stampa, di espressione, la critica contro il potere costituito, i diritti fondamentali all’informare, all’essere informati… siamo proprio in Sud America…

E invece in Italia dove per una diffamazione a mezzo stampa si continuano a rischiare gli stessi tre anni di carcere dove siamo, in democrazia?

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“Il maltempo paralizza la serie A” (eh, son dolori, sapete…)

Era certamente da prevedersi: il solito catastrofismo metorologico, quello che non vuole arrendersi al fatto che siamo nel mese di febbraio, e che il mese di febbraio fa parte dell’inverno, e che in inverno qualche volta nevica, adesso fa titolare alla versione on line del quotidiano “La Stampa” un annuncio con tanto di link diretto: “Il maltempo paralizza la serie A”.

Beh, certo, è importante, perché se la neve fa chiudere le scuole a tempo indeterminato non gliene frega niente a nessuno, ma la serie A paralizzata è un affronto per tutti, una vera e propria offesa al decoro e al prestigio degli italiani che certamente se ne ricorderanno vita natural durante. Qualcuno, magari, penserà perfino che la neve è comunista…

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Vile agguato all’incolumita’ di Maurizio Belpietro, direttore di “Libero”

E’ evidente che il clima avvelenato degli ultimi tempi ha portato i soliti dipietristi, anarco-insurrezionalisti, giustizialisti, comunisti, sinistristi, travaglisti, a perpetrare il vile agguato all’incolumità di Maurizio Belpietro.

Lo scopo del’esecrabile gesto è fin troppo evidente: far chiudere la bocca a una delle voci più autorevoli del giornalismo italiano, imprescindibile per il punto di vista neutrale nel dibattito democratico e nota per le prese di posizione pacate e mai sopra le righe espresse in ogni sede, dalla carta stampata alla televisione.

Per fortuna il giornalista era protetto da una scorta regolarmente retribuita dai cittadini che pagano le tasse (quelli che non le pagano non sono degni di offrire protezione a chi esprime liberamente il proprio pensiero!) e il malintenzionato anarco-comunista-travaglino, la cui mano sozza intendeva insanguinarsi nella linfa vitale del direttore Belpietro che, sia detto con chiarezza, non solo è ancora vivo (cosa di cui ringraziamo la Divina Provvidenza) ma gode di ottima salute.

Come è comprensibile, la scorta al giornalista Belpietro è stata raddoppiata. Siamo felici che il sacrificio di tanti italiani ossequiosi del pagamento delle imposte vada a intensificare la indispensabile protezione destinata alla nobile Voce che preserva, da anni, libertà e democrazia nel nostro paese.
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